Il mistero sulla malattia di Franco Battiato: cosa gli è accaduto davvero in questi anni? E perché tanto riserbo?

“Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto” diceva un caro amico di Franco Battiato oltre un anno fa: oggi possiamo dire che aveva ragione

Il Maestro se n’è andato.
Franco Battiato, il poeta cantante che ha fatto sognare generazioni di italiani, è morto portando via con sé il segreto che da oltre tre anni ruotava intorno alla sua malattia. Sulla patologia che lo affliggeva tanto da costringerlo ad allontanarsi dalle scene la sua famiglia aveva voluto mantenere il massimo riserbo, tra lo stupore di amici e conoscenti del cantautore che lo hanno sempre definito una persona limpida, sincera, senza filtri.

Battiato si è allontanato (o è stato allontanato) dalle scene piano piano, senza voler fare troppo rumore, quasi come se si stesse dissolvendo nel suo cammino verso la morte. Ma la verità è che la sua assenza, per chi lo amava e per tutti i suoi fan, ha fatto molto rumore e le domande sulla sua malattia sono sempre state numerose, non per subdola curiosità ma per amore. Tutte senza risposte chiare. Di lui, nei mesi successivi al ritiro dalla vita pubblica, siamo riusciti a vedere solo qualche scatto e un video, in cui il suo volto stanco era così emaciato e pallido da aver gettato nello sconforto migliaia di italiani. Cosa stava accadendo al Maestro siciliano?

Foto Ansa

L’unico ad avere chiarito, almeno in parte e almeno tra le righe, la situazione, è stato Roberto Ferri, che in un’intervista a Fanpage aveva lasciato trapelare qualcosa, seppure senza dire nulla di certo e diretto: molto probabilmente Battiato soffriva di Alzheimer o comunque di demenza senile. “Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto”, aveva detto Ferri con la voce spezzata dall’emozione. Di lì a poco sarebbe dovuto uscire “Torneremo ancora”, il nuovo album di Franco Battiato contenente un inedito. Molti avevano preso la notizia come un segnale positivo: forse era guarito, forse stava tornando. Ma Ferri, paroliere e musicista, non era del medesimo avviso. “L’unico inedito lo abbiamo scritto e musicato insieme”, confidò a Gianmarco Aimi che gli chiese “Se quello in suo possesso è l’ultimo inedito di Battiato, come si spiega l’uscita di un nuovo inedito contenuto nell’album “Torneremo ancora”?“, e Ferri rispose: “Sono stupito. Evidentemente, l’etichetta e il manager Franz Cattini, hanno voluto tirare fuori qualcosa per tenere vivo quello che, purtroppo, è già morto…“. “Franco non lo sento più da un anno, perché purtroppo non riesce a capire quello che gli si dice”.

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E sull’ultimo incontro che aveva avuto con Battiato, Ferri spiegò che era avvenuto un anno prima, “Durante tutto il pomeriggio mi arrivarono numerose sue chiamate. Componeva il mio numero, io rispondevo: “Franco, cosa c’è?” ma non proferiva parola. Sembrava un richiamo di aiuto. Era in grande difficoltà. Una telefonata fatta di silenzi. Poi arrivò Said (storico tuttofare di Battiato), visto che mi chiamava in continuazione, e ho saputo che stava cancellando tutti i numeri della sua agenda. Era rimasto solo il mio e continuava a chiamarmi. Siccome siamo stati profondamente amici l’ho interpretato come un “Sos”. Non aveva la possibilità di esprimersi, mugugnava. Vedevo che era lui, perché avevo il numero memorizzato sul cellulare, però non riusciva a dirmi niente di comprensibile”.

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Per Ferri, chi ha ruotato intorno a Battiato negli ultimi anni della sua vita, ha voluto a tutti i costi far credere che stesse bene. “Vogliono farcelo credere – rivelò il paroliere –. Perché Franco non era tipo da avere peli sulla lingua. Entrava nelle questioni. Si era permesso di dare delle “troie disposte a tutto” alle parlamentari. Come mai ora non parla più? Allora capisci che è solo una operazione commerciale disgustosa”. “Erano anni che non stava bene. Lui all’inizio si rendeva conto e mi ripeteva: “Roberto, non ricordo le cose”. E io gli rispondevo: “Franco, stiamo invecchiando. Non ti preoccupare”. Invece lui stava già scendendo nel limbo. Erano 4-5 anni che aveva iniziato a perdere colpi e chi lo seguiva se ne era accorto”.

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Dopo questa intervista la famiglia di Battiato volle chiarire: “Franco non ha l’Alzheimer”, dichiarò il fratello, ma tutto faceva pensare diversamente. La sua ultima apparizione risale al 2019, quando è uscito il disco “Torneremo ancora“, ma tutto era sembrato strano, ambiguo, quasi etereo: era stato diffuso un video con l’audio silenziato e poche immagini di Franco Battiato vicino al suo manager, Franz Cattini, che aveva detto: “Non possiamo dire che stia male, quando lo sentiamo al telefono dice di stare bene. Ma non sta sufficientemente bene da poter essere qui a parlare con tutti noi”.

“La vita non finisce, finché saremo liberi torneremo ancora“, cantava Battiato in quell’occasione. Da allora di lui non fu diffusa più alcuna immagine. Solo il silenzio e quel “La vita non finisce”, che ha continuato a rimbombare nelle orecchie di chi lo aveva amato come cantautore e come moderno poeta.

E ha continuato a rimbombare fino ad oggi, giorno in cui con la sua morte si chiude un’epoca. Speriamo solo che ora Franco abbia trovato il suo tanto ambito centro di gravità permanente.