Il Senato ricorda Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione Civile: “Il Paese gli è riconoscente, esempio di passione civile”

Oggi, in una sala di Palazzo Madama, è stata presentata la biografia di Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione Civile

Giuseppe Zamberletti, senatore dell’allora Democrazia Cristiana, è stato il padre della Protezione Civile nazionale. Distinguendosi come commissario straordinario dopo i terremoti del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980) e di Arpaia (1981), Zamberletti ha saputo lasciare un segno profondo nella gestione delle emergenze.

Oggi, in una sala di Palazzo Madama, è stata presentata la biografia del compianto senatore varesino, dal titolo “La Luna sulle ali” (editore Macchione). Gli autori del volume sono il giornalista Gianni Spartà e Lorenzo Alessandrini. Nel libro, si parla anche dell’operazione di salvataggio dei Boat people, profughi vietnamiti in fuga dal Vietnam occupato dal regime del Vietnam del Nord, di cui si occupò Zamberletti, e del sequestro di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

Il libro, già disponibile in libreria, è frutto di un accordo tra Protezione Civile e Comune di Varese per ricordare Zamberletti, scomparso il 26 gennaio del 2019.

Casellati: “Paese riconoscente a Zamberletti, esempio di passione civile”

Intervenendo alla presentazione del libro, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati ha affermato: “Il debito di riconoscenza dell’intero Paese nei confronti di Giuseppe Zamberletti è pari solo alla sua grandezza, alla grandezza di un uomo che ha espresso, al massimo livello, competenza, professionalità e capacità di lavoro. Un uomo che è stato ed è un esempio di passione civile, di affezione non al potere ma al bene comune, all’interesse generale delle Istituzioni e dei cittadini”.

“Un personaggio – ha ricordato Casellati – che è e rimarrà per tutti noi un modello di pensiero e di azione, la cui presenza quotidiana apprezziamo e percepiamo proprio attraverso la sua ‘creatura’, la Protezione civile, l’oggetto del suo interesse, del suo impegno, della sua dedizione, della sua generosità creativa”. “Alla Protezione civile arriva grazie ad alcune decisive e brillanti intuizioni che vorrei riassumere in queste tre parole chiave: prevenzione, conoscenza, e organizzazione. Zamberletti era infatti convinto che, in un territorio fragile e geologicamente inquieto come quello italiano, occorresse lavorare e concentrare le proprie energie anzitutto sulla prevenzione dei fenomeni naturali e delle calamità”.

“Ma era altresì convinto – ha aggiunto Casellati – che una prevenzione efficace dovesse procedere dalla conoscenza approfondita del territorio e soprattutto delle dinamiche dei fenomeni naturali. Per questo egli aveva compreso che una Protezione civile veramente efficace dovesse operare in stretto e sistematico collegamento con la scienza e la ricerca. Una visione questa, moderna e di portata rivoluzionaria, che anticipava moduli operativi, cui si sarebbero poi conformate altre realtà a livello internazionale”.

“Il suo pragmatismo lo portava però a ritenere imprescindibile l’attenzione costante per l’organizzazione del servizio di Protezione civile. Un’organizzazione anche questa, modernamente fondata sulla responsabilizzazione delle autonomie locali e sulla valorizzazione del volontariato. Insomma un sistema complesso e articolato, la cui elaborazione risale addirittura alla fine degli anni ’70 e che verrà realizzato e regolamentato negli anni a venire, sino a diventare un modello invidiato e imitato. Un indispensabile, essenziale e prezioso riferimento per tutti gli italiani, come abbiamo potuto apprezzare e sperimentare -ha concluso il presidente del Senato- nei faticosi mesi della pandemia”.