La protezione dal terremoto degli edifici strategici per la gestione delle emergenze [FOTO]

L’isolamento sismico della sede dell’“Associazione Fratellanza Popolare – Croce d’Oro” di Grassina (FI) e dell’edificio “Sale Operative” del Centro della Protezione Civile di Foligno (PG)

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di Alessandro Martelli

Oltre che alle scuole ed agli ospedali, è indispensabile assicurare la massima protezione dal terremoto agli edifici rilevanti per la protezione civile, perché anch’essi, dopo un evento anche molto violento, non solo devono restare indenni, ma devono pure restare immediatamente del tutto operativi. A tal fine, l’utilizzazione di adeguati sistemi antisismici è essenziale. In un precedente articolo ho già citato l’isolamento sismico della Sala Civica e Sede della Croce Rossa di Gaggio Montano (Bologna), in zona sismica 3, eretta nel 2006 su 33 isolatori elastomerici ad alto smorzamento (High Damping Rubber Bearing – HDRB) e 4 isolatori a scorrimento a superficie piana acciaio-teflon (Sliding Device – SD). Fra le successive applicazioni, è importante menzionarne almeno altre due.

La prima riguarda la nuova sede dell’“Associazione Fratellanza Popolare – Croce d’Oro” di Grassina (Bagno a Ripoli, Firenze, zona sismica 3), anch’esso un edificio rilevante per la protezione civile. È protetto da 16 dissipatori ricentranti fluido-viscosi a matrice siliconica (Viscous Damper – VD), applicati lateralmente (lungo il suo perimetro), forniti dalla Società Jarret di Parigi, e (per lo slittamento sulle fondazione) da 32 SD, forniti dalla Società ALGA di Milano (Figg. 1 e 2). Tale edificio, progettato dal Prof. Stefano Sorace dell’Università degli Studi di Udine, fu da me collaudato staticamente in corso d’opera nel 2007, per conto dell’ENEA.

La seconda applicazione riguarda l’edificio principale (“Sale Operative”) del “Centro Operativo Emergenza e Formazione – Primo lotto” del nuovo Centro della Protezione Civile di Foligno (Perugia, zona sismica 1), che fu isolato sismicamente assieme ad altri edifici dello stesso Centro. L’edificio “Sale Operative” (Fig. 3), progettato dal Prof. Alberto Parducci dell’Università degli Studi di Perugia con la collaborazione dell’Arch. Guido Tommesani, dell’Ing. Alfredo Marimpietri e del Prof. Marco Mezzi, è sorretto da 10 HDRB di 1 m di diametro (Figg. 4 e 5) forniti dalla Società FIP Industriale di Selvazzano Dentro (Padova). Su incarico della Regione dell’Umbria, esso fu da me collaudato staticamente in corso d’opera nel 2011, per conto dell’ENEA, assieme ad un edificio attiguo dello stesso lotto, pure isolato sismicamente (fui pure membro della commissione di collaudo tecnico-amministrativa).

È da notare che il corpo scale ed ascensore centrale (Fig. 6) è appeso alla sovrastruttura ed è correttamente separato dal pavimento dell’edificio grazie ad un adeguato giunto strutturale.

Quest’applicazione mostra, fra l’altro, come l’isolamento sismico sia una tecnica di grande interesse anche per gli architetti, perché, essendo la protezione dal terremoto concentrata nel sistema di isolamento, tale tecnica “libera” il progetto architettonico da molti dei vincoli che, invece, sono imposti, per gli edifici a base fissa, dai requisiti strutturali. Ciò è sottolineato anche dai riconoscimenti ricevuti per il progetto, in particolare dal Premio di Eccellenza 2011 dell’Associazione Italiana Calcestruzzo Armato e Precompresso (aicap).

Infine, non è da dimenticare il fatto che, nell’edificio, fu installato (con la collaborazione dell’ENEA) un sofisticato sistema di monitoraggio sismico, dimostratosi poi di grande utilità (anche per verificare ulteriormente l’efficacia del sistema di isolamento sismico) durante le scosse del terremoto del Centro Italia del 2016 (in particolare, in occasione di quella di Norcia del 30 ottobre).