La Terra è un sistema sopra-sotto o sotto-sopra? Le scoperte, tra filosofia e scienza, attraverso il Mago di Oz e la Divina Commedia

La tredicesima puntata dell'avventura di MeteoWeb tra geofisica e letteratura: la Divina Commedia di Dante Alighieri analizzata con l'occhio della scienza

Le scoperte scientifiche non si realizzano se i tempi non sono maturi e se non ci sono i presupposti affinché possano essere ‘cercate’, pensate, ideate. E’ in un eterno dualismo tra scienza e filosofia che si sviluppa la nostra puntata di oggi, del percorso che ormai da settimane ci sta conducendo attraverso la Commedia di Dante Alighieri, ma anche tra i cunicoli più nascosti della Terra, della Scienza, della Filosofia, della Storia. Come sempre, il prof. Giuliano Panza, con la collaborazione della professoressa Rita Zoccoli, sono stati preziosi per la nostra redazione e per questo viaggio che diventa via via più affascinante e poliedrico.

Ecco di seguito la tredicesima puntata della nostra affascinante avventura:

CANTO VII                                                                                           LIMBO

Limbo, ciglio dell’Inferno. Nel Primo Cerchio ci sono i Pagani Virtuosi, che tuttavia non hanno speranza della visione di Dio. Con Omero, Orazio e Ovidio al loro fianco, Virgilio e Dante entrano nella Cittadella della Ragione Umana, simbolo della Filosofia. Dante riferisce,

… Trasseci l’ombra del primo parente,
d’Abèl suo figlio e quella di Noè,
di Moisè legista e obediente; …
… Quelli è Omero poeta sovrano
l’altro è Orazio satiro che vène;
Ovidio è il terzo, e l’ultimo Lucano …
I’ vidi Elettra …
… tra i quai conobbi Ettòr ed Enea,
Cesare armato con gli occhi grifagni.
… quivi vid’io Socrate e Platone, …
… Diogenès(1), Anassagora e Tale,
Empedoclès, Eraclito e Zenone …
… Euclide geomètra e Tolomeo,
Ipocràte, Avicenna e Galieno …
… Io non posso ritrar di tutti a pieno,
però che sì mi caccia il lungo tema,
che molte volte al fatto il dir vien meno.
                                     Purgatorio, IV, 55 e seguenti.

Lastre contro Pennacchi

Nell’ipotesi del pennacchio i vulcani sono alimentati da caldi tubi sottili che si estendono fino al nucleo. I pennacchi spezzano i continenti e riempiono il mantello superficiale con materiale caldo destinato ai vulcani nelle Hawaii, Islanda, Ascensione, Pasqua e isole Pitcairn. Se si eccettua l’area intorno ai pennacchi, il mantello superficiale è omogeneamente freddo e sta affondando lentamente.

Nell’ipotesi della lastra, le placche sono guidate da dense lastre fredde, che affondano nel mantello in corrispondenza delle profonde fosse oceaniche. Le risalite del mantello tra queste regioni fredde si collocano proprio là dove si potrebbero manifestare vulcani e dorsali. Queste risalite sono ampie e sono la semplice risposta passiva della lastra trasportata alla convezione del mantello. E’ come un mattone che cade in un secchio, schizzando l’acqua verso l’alto. Il caldo mantello profondo viene spinto verso l’alto a causa dell’inabissarsi delle lastre. Questo fenomeno è diverso da quello che abbiamo chiamato pentola-sulla-stufa.

La nuova scienza della tomografia sismica presenta segni di lastre profonde e dense inframezzate da risalite poco profonde. Ci sono poche prove di risalite sottili e profonde ovvero tubi caldi. Le placche sembra che siano guidate dalle lastre ed il mantello superficiale è rifornito dal materiale che si trova sulla sommità delle lastre e dal mantello profondo, che viene spostato verso l’alto a causa dell’affondamento delle lastre stesse.

La tomografia sismica mostra lastre spettrali simili a dita, che penzolano dalla superficie fino alla profondità di 600 o 1000 chilometri. Nel mantello superficiale sono presenti grandi escursioni di velocità sismica, interpretate come variazioni di temperatura e di composizione. Calcoli al computer mostrano che in una Terra guidata dalle lastre ci saranno variazioni di temperatura di tre o quattrocento gradi, da luogo a luogo. Ciò è confermato dalla tomografia e dallo studio delle rocce (petrologia).

Molti scienziati della Terra credono ancora che i pennacchi siano più importanti delle lastre; che la Terra sia un sistema sopra-sotto piuttosto che sotto-sopra. Questi sono Mondi di “Attraverso lo Specchio” diversissimi fra loro.

I filosofi prendono in considerazione problematiche relative ad un centinaio di anni fa e ne analizzano i protagonisti. E’ difficile per loro sbrogliare la vicenda mentre è in corso. Anche Omero ha preso il suo tempo. Alcuni filosofi aspettano gli storici prima di scrivere qualcosa sul documento da loro analizzato.

Anche se l’ipotesi del pennacchio non ha un gran successo rispetto ad altre ipotesi – ipotesi che coinvolgono lastre, spaccature, tensioni e la convezione di piccole dimensioni – i credenti in tale ipotesi interpretano ciò che vedono in termini di pennacchi. Editori e riviste pubblicano articoli scientifici che utilizzano il paradigma, anche se non lo rafforzano, mentre respingono molti di quelli che non sono in linea con l’opinione comune. Le giurie di Pari custodiscono puro il paradigma. Così, si può scrivere, dopo aver analizzato la letteratura, che “la maggior parte degli scienziati crede che … “. I filosofi ci ricordano che non succede nulla fino a quando i tempi sono maturi. Aristotele, Tolomeo e la teoria del flogisto ebbero influenza ben oltre il loro tempo. A volte è il tempo che deve maturare piuttosto che le osservazioni, i dati, le prove e la saggezza. E’ una questione di filosofia, non di scienza.

Quando il Tempo è Maturo

C’è una saggezza in questo, al di là delle regole della
fisica. L’osservazione personale di un uomo, quello che trova
buono e quello che trova sgradevole, è la fisica migliore …
                                                     Francis Bacon (1561-1626)

Non dobbiamo dimenticare che per un uomo un grammo del
proprio ingegno valeva una tonnellata rispetto a quello degli
altri.
                                                          Laurence Sterne
                                                          Tristram Shandy

Robert K. Merton notò la bellezza peculiare di quest’ultimo assioma, visto nel contesto. Pur offrendo la sua saggezza, Tristram Shandy è attivamente impegnato a rubacchiare l’arguzia e la saggezza di Montaigne, Rabelais, Bacone e del Dr. Fudd (OTSOG, p. 174).

Secondo Thomas Kuhn i proseliti di due paradigmi concorrenti o successivi si trovano in disaccordo su quelli che sono i fatti e persino su come si debbano affrontare i veri problemi e i criteri che una teoria di successo deve soddisfare. Un cambiamento di paradigma comporta l’introduzione di modifiche alle norme che disciplinano l’ammissibilità di problemi, concetti e spiegazioni; ciò che è metafisica per un paradigma, per un altro è scienza, e viceversa. Pertanto le decisioni di un gruppo scientifico sull’adozione di un nuovo paradigma non possono essere basate su buone ragioni di qualsiasi tipo, fattuali o di altro genere; ciò che conta, come valida ragione, è determinato dalla decisione stessa. Secondo il filosofo Paul Feyerabend non vi è alcun fondamento per una scelta tra teorie o paradigmi. Le scelte sono fatte in modo arbitrario e le ragioni addotte non possono essere comprese da chi compie una scelta diversa. Le teorie (paradigmi) sono incommensurabili e inconciliabili. Cose che risultano importanti per un gruppo, non compaiono sullo schermo radar degli altri. Se un gruppo è interessato, l’altro gruppo è preoccupato su quanti angeli possono ballare sulla testa di uno spillo. Parlano fraintendendosi l’un l’altro. Alcuni geologi guardano un vulcano e visualizzano un tubo caldo che si estende fino al nucleo. Altri vedono una invasione opportunistica, all’interno di una crepa, da parte di uno strato onnipresente di mantello superficiale, prossimo al suo punto di fusione.

Molti scienziati e filosofi della scienza hanno osservato che tempo e ambiente devono essere maturi per una scoperta nuova o un cambiamento di punto di vista. Funziona in entrambe le direzioni. Scienziati e artisti sono prigionieri del loro tempo. Albert Einstein ha osservato:

Poche persone sono in grado di esprimere con imparzialità pareri che si discostano dai pregiudizi del loro ambiente sociale. La maggior parte della gente è persino incapace di formulare mentalmente opinioni del genere.

Artisti eccentrici creano i loro strani mondi. Scienziati eccentrici e straordinari reinventano l’universo fisico per soddisfare i loro impulsi creativi. Molti scienziati, oggi rispettati, sono stati considerati  ciarlatani o eretici nell’epoca in cui reinventarono il mondo – Galileo, Keplero, Darwin, Wegener – solo per citarne alcuni.

I filosofi della scienza hanno notato che la scienza non è un’attività guidata da fatti obiettivi e quindi inequivocabile. Questa osservazione irrita i fisici.

Oz

Frank Baum viveva nel midwest degli Stati Uniti, quando scrisse Il Meraviglioso Mago di Oz nel 1900. Egli evidentemente era stato colpito dal verificarsi di imponenti cicloni. Nel 1908 si trovava a vivere in California, pertanto Dorothy e il Mago di Oz furono fortemente influenzati dal terremoto di San Francisco. In effetti Dorothy arrivò alla Città di Vetro cadendo attraverso una fenditura provocata dal terremoto. “Improvvisamente ci fu un suono lacerante, squarciante, e la terra si spaccò in un’altra grande crepa appena sotto il punto in cui stava il cavallo … la cosa peggiore era il loro panico nel raggiungere il fondo di questa grande spaccatura nella terra …

‘Noi ci troviamo da qualche parte nel mezzo della terra e ci sono probabilità di raggiungere presto l’altro lato.’ … ” Ecco un altro esempio di ossessione degli antipodi, così evidente nelle avventure di Dante e di Alice.

*    *    *

Dialogo

ALICE Come mai questi tizi continuano a scrivere libri, presentandoci come ragazzine che, nei loro sogni, precipitano attraverso voragini?

DOROTHY Beh, io non sono scesa in uno stupido buco per inseguire un coniglio. Si è spalancato un crepaccio e sono precipitata, seguendo il mio cavallo, mentre ero ancora seduta sul mio calessino.

SIGMUND Avete spesso di questi sogni?

ALICE Penso che ci sia qualcosa di questo genere, cioè relativo alle voragini nel terreno, nel programma di questi tizi.

DOROTHY Beh, io ne sono convinta! Quel terremoto è stato più spaventoso del ciclone. Fu persino troppo pericoloso per Judy, così lei seguì rigorosamente la strada di mattoni gialli e quel suo arcobaleno(2).

ALICE Quindi, se sappiamo di avere grandi spaccature nel terreno e che della roba può andare sia verso il basso che verso l’alto, di che cosa stiamo discutendo? Mi sembra che i vulcani siano facili da capire. Castelli scozzesi sono costruiti su vecchie spaccature e su vulcani. Tutti sanno che gli Scozzesi non sono profondi pensatori.

SOCRATE Dobbiamo discuterne. Hai mai giocato ad Animale, Vegetale o Minerale? 

ALICE Sì di certo. Il reverendo Dodgson gioca sempre con noi.

DOROTHY Anch’io. Ad esempio, Leone è animale, Spaventapasseri è vegetale e il Boscaiolo di Latta è minerale. 

SOCRATE Proprio così. E bisogna pompare liquidi dentro e fuori il Boscaiolo di Latta, ma se solo fai uno strappo nello Spaventapasseri, gli uccelli mangiano la paglia che fuoriesce da lui.

DOROTHY E se pungi il Leone, gli esce sangue, perché ha un cuore, ma non ha coraggio.

SOCRATE Là. Vedi. Questo è ciò su cui stanno discutendo gli scienziati! Ai miei tempi i saggi pensavano che la Terra fosse viva e avesse anche le viscere. Ma fiutavano anche fiaschi di vino che si scolavano da soli.

*    *    *

La Teoria della Terra secondo Buffon

Le style c’est l’homme même
                               Buffon

Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon (1707-1788) pubblicò la sua Teoria della Terra (Secondo Discorso) nel 1749, mezzo secolo dopo Burnet, teoria nella quale ventilò l’ipotesi che i cambiamenti nel volto della Terra siano il risultato di una successione di rivolgimenti naturali: oltre all’acqua, gli agenti naturali, inclusi ‘fuochi sotterranei e terremoti’. La Teoria della Terra di Buffon affermava che il nostro pianeta aveva vissuto una storia illimitata e ciclica di graduale erosione dei continenti, non interrotta da processi catastrofici.

Buffon criticò Linneo per aver reso il “linguaggio della scienza più difficile della scienza stessa”!

Il prelato irlandese James Ussher (1581-1656) ha fornito la prima cronologia biblica generalmente accettata e nel 1654 ha dichiarato che la creazione era avvenuta il 26 ottobre del 4004 a.C., alle 9:00 AM (presumibilmente ora di Greenwich), non durante le vacanze di Pasqua, come aveva pensato Dante, ma più vicino a Halloween. Molti ci credono ancora.

Buffon non era un credente. Si immerse in un personale studio dell’età della Terra. Pensava che i pianeti fossero stati espulsi dal Sole e valutò il tempo necessario per il raffreddamento di una sfera incandescente fino a diventare una sfera abitabile. Lanciò due dozzine di globi in una fornace e misurò il tempo che doveva trascorrere prima che li si potesse toccare. Egli rapportò i suoi risultati ad un globo delle dimensioni della Terra. Uno dei segretari di Buffon riferì: “Per determinare l’epoca della formazione dei pianeti e per calcolare il tempo di raffreddamento del globo terrestre, dovette ricorrere a quattro o cinque belle donne, con la pelle molto morbida. Aveva parecchie sfere di vari tipi di materiale e densità, rese incandescenti, che egli pose a turno nelle loro mani delicate, mentre esse gli descrivevano il grado di calore e di raffreddamento.” Buffon era un contemporaneo del marchese de Sade. Ma era uno scienziato serio, a dispetto del suo nome. D’altra parte il marchese era un sadico.

L’età totale della Terra così determinata era 74.832 anni, stima che ha superato quelle di Ussher e di Newton. Il numero di cifre citate implica(3) che le giovani donne di Buffon potevano percepire una variazione di temperatura delle sue palle di ferro con la precisione di 30 parti su un milione. Tuttavia fu costretto da un comitato della facoltà di teologia dell’Università di Parigi (i suoi pari) a scrivere “Abbandono qualunque cosa nel mio libro che riguardi la formazione della Terra e, in generale, tutto ciò che potrebbe essere in contrasto con la narrazione di Mosè … dato che ho presentato la mia ipotesi sulla formazione dei pianeti solo come pura speculazione filosofica.” Come disse più tardi: “E’ meglio essere umile che impiccato(4).” Da allora queste parole si sono evolute, ma non la teoria.

Gli scienziati oggi concordano sul fatto che l’universo ha un’età tra i 10 e i 15 miliardi di anni, o giga anni (Ga) e che la Terra si è formata da un sistema solare polveroso circa 4,5 Ga or sono. Il sistema solare primordiale conteneva molti oggetti solidi, ma il ‘ricco divenne più ricco’, gli oggetti più grandi hanno travolto gli altri e sono diventati pianeti. I piccoli pianeti si sono, di tanto in tanto, spappolati sui pianeti più grandi e da loro sono stati assorbiti. Questi incidenti sono stati traumatici – riscaldando, fondendo e vaporizzando gli oggetti. I pianeti hanno dovuto ricomporsi dopo ciascuno di questi eventi. Il magma ha permeato questi giovani pianeti. I piccoli si sono raffreddati rapidamente e hanno spento i loro vulcani. Questi possono contenere magma al loro interno, ma i loro gusci esterni sono troppo spessi e robusti per poter essere infranti. Solo la Terra ha la tettonica delle placche. Solo la Terra ha vita e acqua. Questi due fatti possono essere correlati.

Il contributo più importante di Buffon alla cosmologia fu la sua ipotesi che i pianeti siano stati originati da impatti di comete nel Sole, con conseguenti espulsioni di masse che divennero pianeti. Questa teoria richiama le idee moderne sull’origine della Luna, risultato di impatti sulla Terra primordiale. Sulla base dei suoi esperimenti sul raffreddamento delle palle, prospettò una ‘morte termica’ per la Terra, che porta alla fine di tutta la vita. Predisse anche il riscaldamento globale, un rinvio del raffreddamento, dovuto alla combustione delle foreste, combustione provocata dall’uomo.

Alcuni hanno messo Buffon tra Aristotele e Darwin, nell’ininterrotto dibattito, per raggiungere una teoria coerente della storia naturale, essendo ciascuno di loro responsabile di un cambiamento importante nella comprensione umana del mondo circostante.

Dante, Cartesio e Buffon, così come Galileo, tutti si sono messi nei guai, per aver messo in discussione il Dogma prevalente. Questo succede anche ora.

La Terra di Lord Kelvin

Alcuni grandi scienziati, decifrando con attenzione l’evidenza
fornita dalla geologia, sono giunti alla convinzione che il nostro
mondo è sorprendentemente vecchio, e forse hanno ragione, ma
Lord Kelvin non è della loro opinione.
                                                   Mark Twain
                                                   Lettere dalla Terra 

Il fisico Lord Kelvin, al secolo William Thompson (1824-1907), era uno Scozzese ed ha inventato la parola termodinamica. Egli ha calcolato nel 1860 che la Terra deve essere molto più giovane di quanto ritenuto dalla maggior parte dei geologi o da Darwin. Forse – pensava Kelvin – la Terra aveva solo poche decine di milioni di anni. Questa ipotesi ha offerto sostegno a coloro che, per spiegare le montagne, erano a favore del raffreddamento e della contrazione della Terra. La scoperta della radioattività ha distrutto la base dei calcoli di Kelvin, ma le stime moderne di raffreddamento spiegano solo circa la metà del flusso di calore superficiale osservato sulla Terra. Il calore ‘originale’ è ancora una fonte di calore significativa, che alimenta il motore della tettonica della Terra. Lord Kelvin aveva sbagliato solo a metà.

Lord Kelvin stimò l’età del Sole pari a 25 milioni di anni. Matematicamente il calcolo fu impeccabile, sulla base della migliore, anche se errata, fra le ipotesi della sua epoca. Kelvin fece diverse stime dell’età della Terra, sulla base di modelli di raffreddamento e tutte portavano a valori molto inferiori rispetto a quanto stimato da geologi e biologi. Questo pose Lord Kelvin contro Charles Darwin e la scienza della geologia. Kelvin, insieme a Buffon, credeva che la Terra si fosse raffreddata, partendo da uno stato iniziale molto caldo. In questo aveva ragione. Gli elementi radioattivi, come si è detto ancora da scoprire, sono responsabili dell’estensione di questa scala temporale.

Lord Kelvin aveva commesso un errore giustificabile, nel pensare che il flusso di calore uscente dalla Terra fosse interamente dovuto al raffreddamento (da uno stato inizialmente fuso). Dopo tutto la radioattività non era ancora stata scoperta (o l’energia nucleare, per quel che riguarda il Sole). In realtà il 50% dell’attuale perdita di calore dall’interno della Terra può essere attribuito alla perdita di calore originale (primordiale).

Riducendo la necessità che la radioattività fornisca tutto il flusso di calore, si riduce la necessità di grandi quantità di radioattività nella Terra profonda e la necessità di un mantello primordiale.

Ci uniremo quindi alle giovani gentildonne di Buffon, che sapevano che le sfere calde tendono a raffreddarsi.

Lord Kelvin presume che la Terra si sia raffreddata solo per conduzione, cioè per il moto degli atomi, che, in un solido, trasferisce il calore dalle zone calde alle zone fredde. Il materiale caldo in profondità nella Terra è in movimento, così il calore viene trasportato anche per un processo chiamato convezione. Gli impianti di riscaldamento forniscono calore ad una stanza per convezione, mentre il calore viene disperso attraverso le pareti dal processo di conduzione, che è più lento. Il guscio esterno freddo della Terra trasmette il calore interno all’atmosfera e all’oceano e controlla quanto velocemente la Terra si può raffreddare. Anche altre zone all’interno della Terra agiscono come barriere alla convezione e il calore deve essere trasferito attraverso queste barriere per conduzione. Più barriere ci sono, più lento sarà il raffreddamento della Terra. Se ci sono molti strati o barriere nell’interno della Terra, ci avviciniamo alla situazione studiata sperimentalmente da Buffon e dalle sue gentildonne e, teoricamente, da Lord Kelvin. Forse il professor Von Hardwigg e suo nipote Harry Lawson hanno incontrato una di queste barriere, quando sono dovuti tornare indietro, senza giungere mai vicino al centro della Terra.

Anche se la controversia ‘Terra vecchia’ contro ‘Terra giovane’ è stata risolta usando come orologi i tempi di trasmutazione (decadimento) di elementi radioattivi come U e Th, che si convertono in Pb e He, il dibattito ‘Terra calda’ contro ‘Terra fredda’ si concentra sui temi fondamentali della Scienza della Terra profonda.

La scuola della ‘Terra fredda’ afferma che la Terra all’origine era fredda e la maggior parte dell’attuale flusso di calore e il magma sono il risultato dei lenti processi di riscaldamento radioattivo. In realtà ‘la scuola’ postula quest’ultimo e ciò implica la prima ipotesi. Il mantello superficiale è, per lo più, freddo e getti caldi devono salire dal profondo della Terra per alimentare alcuni vulcani. La necessità di carburante sfocia nella necessità della presenza, nel mantello primordiale, di depositi di elementi radioattivi profondi.

Nella scuola della ‘Terra calda’ la Terra all’inizio era calda – fusa – e gran parte del calore e del magma attuali deriva da questo ‘calore originale’. La Terra è come un thermos isolato. Il mantello superficiale è al di sopra del punto di fusione quasi ovunque e i vulcani hanno bisogno solo di fessure per attingere ad esso. La maggior parte degli elementi radioattivi è nella crosta e nel mantello superficiale. La tettonica delle placche ed il riciclaggio rappresentano il meccanismo di funzionamento della parte più esterna della Terra (solida). Questi processi non sono controllati dalla base del mantello.

La Scienza della Terra profonda è una scienza del ‘che?’; che percorso seguì la Terra nell’evolversi? Quale ipotesi sarà la più fertile? Non si tratta di determinare un decimale in più. Non ancora, comunque.

Arthur Holmes e le Celle di Convezione

Arthur Holmes (1890-1965) è stato il primo geologo a formulare una teoria dettagliata della deriva dei continenti e della formazione delle catene montuose, basata sull’idea che il mantello si comporta come un fluido interessato da gigantesche correnti convettive. Secondo Holmes il calore si accumula sotto i continenti che agiscono come coperte isolanti; il che genererebbe correnti convettive e la Deriva dei Continenti. Le correnti di convezione, salendo e diffondendosi sotto estese masse continentali, ne trascinano la parte inferiore, frammentandole. I continenti sarebbero trasportati a cavallo delle correnti. Regioni dilaniate dalle correnti convettive avrebbero subito infiltrazioni di magma (roccia fusa). Queste regioni, andando in subsidenza, formarono un nuovo fondale oceanico. Le montagne si formarono alle estremità dei continenti, dove le correnti convettive sono discendenti. Holmes valutava che queste correnti potessero muoversi con una velocità di circa 5 centimetri all’anno. Celle di convezione giganti nel mantello sono scese sotto i bordi dei continenti e degli oceani antichi e sono salite sotto estese masse continentali e al centro degli oceani. Holmes pensava che tre o quattro grandi celle di convezione, guidate dalla radioattività, potessero starci bene nel mantello e che forse ci fossero anche alcune celle più piccole.

Holmes pubblicò le sue idee negli anni Trenta e Quaranta, molto prima che fossero concepite l’espansione del fondo marino e la tettonica delle placche. La convezione di grandi dimensioni nel mantello è stata confermata da moderne osservazioni geofisiche, oltre che da calcoli. Le osservazioni di Holmes sono molto moderne. La differenza principale è che alcuni, oggi, pensano che le placche stesse svolgano un ruolo ancora più incisivo nel controllo della forma della convezione nel mantello. I continenti non si limitano a cavalcare qua e là passivamente sul dorso delle celle di convezione, né lo fanno le placche oceaniche. Le lastre, che subducono, tirano le placche e spostano verso l’alto i materiali più caldi.

Ma la velocità e le dimensioni delle celle di convezione del mantello immaginate da Holmes sono corrette, come anche l’idea che il magma risale, per riempire le fenditure. Nel Modello Standard le correnti di convezione di grandi dimensioni sono state abbandonate e, per spiegare i vulcani, ci si avvale di getti stretti di fluido caldo. Questo modello non funziona poi così bene, quindi sono stati inventati i Superpennacchi. Queste sono proprio le correnti di convezione di Arthur Holmes, tranne che ora il ruolo dominante viene assegnato al nucleo, piuttosto che ai continenti che ricoprono la superficie. Come spiega Dante, a volte, quando ci perdiamo nell’Errore, dobbiamo discendere agli Inferi, prima di poter uscire e vedere la Luce. Il progresso scientifico è così.

Prima di Holmes la maggior parte degli scienziati della Terra ha creduto che le rocce fossero solide e la Terra fosse rigida. Ora sappiamo che il mantello terrestre scorre come un liquido: scorre lentamente, ma nel tempo geologico i movimenti si sommano. Crono più Rea.

Nella parte superiore del mantello che scorre c’è uno strato ancora più debole, l’astenosfera, indebolita da vene di magma e acqua.

Due dei fatti più importanti che coinvolgono i vulcani e l’interno della Terra sono stati anticipati nella Bibbia:

… Tremano i monti e le colline vacillano
la Terra si scioglie davanti a lui.
                                          Naum, 1, 5

Se andiamo più in profondità nella Terra, gli effetti della pressione impediscono la fusione e solidificano la roccia. Se si vuole magma, è necessario stare più in superficie.

NOTE

  1. Alcuni commentatori di Dante identificano Diogenès con il filosofo cinico e non con Diogene di
    Apollonia, soprannominato il Fisico.
  2. Over the Rainbow è la colonna sonora del film “Il mago di Oz”, di cui Judy Garland fu protagonista.
  3. A volte anche troppe: la Gazzetta Ufficiale (4.2.2008) fornisce su una maglia di 5,5 km di lato gli scuotimenti sismici (pericolosità), per nove “periodi di ritorno” tipici, con tre o quattro cifre significative.
  4. Humble than hung: gioco di assonanza non ripetibile in traduzione.

Puntata 1: Dante Alighieri: un testo inedito potrebbe svelare un ‘segreto’ nascosto della Divina Commedia

Puntata 2: Dante Alighieri, Marco Polo e il ‘segreto nascosto’ nella Divina Commedia: quando letteratura e geofisica si incontrano

Puntata 3: Dante Alighieri e Alice nel Paese delle Meraviglie: la Divina Commedia riletta tra letteratura, fiabe e geofisica

Puntata 4: La Selva Oscura dell’errore e il Pianeta Patchwork: prosegue il viaggio geo-letterario nella Commedia di Dante

Puntata 5: Dante Alighieri, viaggio nella Divina Commedia: la creazione tra mito, scienza e religione

Puntata 6: Dante, la Terra, la Scienza e Don Vito Corleone: quando il viaggio nella Divina Commedia arriva fino ai tempi moderni

Puntata 7: Da Neruda ne ‘Il Postino’ alla Cosmologia, passando per il monte Olimpo: l’Italia di Dante in una morsa geologica

Puntata 8: Il vento, il terremoto e i vulcani: la Divina Commedia di Dante e i suoi incredibili risvolti sismologici e scientifici

Puntata 9: Il vecchio caldo pianeta e l’isola volante di Gulliver: quando la Commedia di Dante diventa un viaggio (fanta)scientifico

Puntata 10: Ma lo sai su che pianeta vivi? La nascita della sismologia moderna e l’Inferno di Dante Alighieri

Puntata 11: La Creazione, la Terra e la sua formazione, l’Inferno di Dante Alighieri: qual è il nesso?

Puntata 12: Satana cadendo dal cielo raggiunge il centro della Terra, creando per reazione il monte Purgatorio: Dante Alighieri tra geologia e religione