Covid: le varianti diventano la regola e sostituiscono il ceppo originario

Il Emilia-Romagna il ceppo originale di Covid-19 è stato completamente sostituito dalle varianti

Le varianti fanno paura, ma l’eccesso di timore è davvero così giustificato? Forse no, anche perché, e su questo punto gli esperti più equilibrati si sono sempre battuti, le varianti fanno parte della normale vita di un qualsiasi virus, i quali si evolvono e cambiano. A conferma di tutto questo una notizia particolare arriva dall’Emilia-Romagna: gli ultimi dati hanno segnalato come il ceppo originale sia stato soppiantato per il 93% dalla variante inglese e per il 7% da quella brasiliana. L’aggiornamento è stato fatto nel corso della conferenza stampa con l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini. La sorveglianza delle varianti in regione, in collegamento con l’Istituto superiore di Sanità, è stato spiegato, viene fatta con 400 tamponi alla settimana, scelti ‘random’ come campione, per monitorare l’andamento.

Intanto in Puglia sono state identificate altre tre varianti ‘indiane’ e una nuova variante ‘simil-nigeriana’ nel laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Sanità Pubblica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari, centro di riferimento regionale per Sars-CoV-2. I tre casi odierni di variante ‘indiana’ appartengono ad un altro cluster in provincia di Lecce. I campioni erano stati inviati al laboratorio di riferimento regionale dal Dipartimento di prevenzione di Lecce qualche giorno fa. “E’ stata caratterizzata, inoltre, una nuova variante ‘simil-nigeriana’, perché appartenente allo stesso gruppo della nigeriana, ma con più mutazioni nella proteina spike e in altre porzioni del virus – ha spiegato Maria Chironna, responsabile del laboratorio -. Il soggetto con infezione da questa variante, di nazionalità straniera, era stato ricoverato con polmonite bilaterale in un ospedale della provincia di Bari e dimesso solo da qualche giorno”, ha concluso la virologa.