Rientro incontrollato del razzo cinese, ASI: “In casi come questi non si può escludere nulla, finestra caduta tra le 20:30 di stasera e le 08:30 di domattina”

L'Agenzia Spaziale Italiana sul rientro del razzo cinese Long March 5B: "In casi come questi nulla si può escludere ma la situazione è al momento decisamente sotto controllo"

L’Agenzia spaziale italiana (ASI) sta monitorando con la Protezione civile il rientro incontrollato nell’atmosfera della lanciatore spaziale cinese Long March 5B. “Naturalmente in casi come questi nulla si può escludere ma la situazione è al momento decisamente sotto controllo“, secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti ASI, che sottolineano che “i sistemi di monitoraggio nazionale stanno ovviamente seguendo l’orbita di caduta ma al momento la finestra temporale è ancora troppo ampia – stimata ad ora tra le 20.30 di questa sera e le 8.30 di domani 9 maggio, con come punto centrale orario le 2.24 del mattino – e quindi bisogna ancora aspettare“.

Il tavolo tecnico è composto da ASI, da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni.

Associazione Astris: “Cadranno frammenti molto piccoli”

Long March 5B
Foto Matjaz Tancic / Ansa

Bisogna andarci piano con gli allarmismi. Il monitoraggio è sempre preciso ed è difficile che possano verificarsi danni seri. Questo perché bisogna considerare che il rientro del razzo nell’atmosfera provocherà frammentazioni importanti, e alla fine arriveranno pezzi molto piccoli sul nostro pianeta. Ripeto, il monitoraggio da parte di tutti è costante e ci rassicura notevolmente”. Così all’AdnKronos ???Emanuele Sillato, segretario dell’Associazione Astrofili Astris. “Naturalmente – ha aggiunto – l’incremento di queste attività di lancio sempre più frequenti, in accordo con le agenzie spaziali, fa sì che sia necessario il prima possibile un sistema normativo internazionale che le possa regolare“.