SARS-CoV-2, l’infettivologo Bassetti spiega perché “possiamo essere ottimisti”: “Chi è vaccinato può tornare alla normalità”

L'infettivologo Matteo Bassetti: "Possiamo essere ottimisti, con questo ritmo a settembre ne usciremo. Dovremmo dire alla gente che i vaccinati possono tornare alla pseudo-normalità"

Sono 21.098.977 le dosi di vaccino contro il Covid-19 finora somministrate in Italia, l’85,3% del totale di quelle consegnate, che sono finora 24.733.960: nel dettaglio 15.624.180 Pfizer/BioNTech, 2.207.900 Moderna, 6.565.080 Vaxzevria (AstraZeneca) e 336.800 Janssen (J&J). Le somministrazioni hanno riguardato 12.003.490 donne e 9.095.487 uomini. Le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi sono 6.366.034.

Commentando gli ultimi dati, secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, “possiamo essere ottimisti perché con questo ritmo a settembre ne usciremo. La Germania dal prossimo weekend toglierà ai vaccinati quasi tutte le restrizioni e in questo dovremmo prendere esempio da loro. Anche per aiutare la campagna vaccinale, dovremmo dire alla gente che i vaccinati possono tornare alla pseudo-normalità. In tutta Italia sono 21 milioni e non sono tutti anziani. Facciamo tornare loro a una vita pseudo normale, e anche, grazie al green pass, chi ha avuto l’infezione. Facciamo i tamponi, insomma, iniziamo a tornare alla normalità,” ha dichiarato l’infettivologo ad iNews24.it .“I dati inglesi, che comunque dobbiamo considerare, dicono che non ci sono stati grandi problemi con la somministrazione di AstraZeneca a tutte le fasce di età. Potrebbe avere senso vaccinarci con quelli che già abbiamo in casa, perché ormai li abbiamo ordinati. Gli effetti rarissimi delle trombosi si sono verificati soprattutto nelle donne al di sotto dei quarant’anni. L’Ema ha raccomandato massima cautela, ma resta una raccomandazione, non un ordine. Si può ragionevolmente pensare di vaccinare con Astrazeneca la fascia di popolazione fino ai cinquant’anni“. “Significherebbe coprire una fascia di età importante, con un vaccino comodo che si conserva in frigo e che ha dato ottimi risultati di immunizzazione. Si è sbagliato a cannibalizzarlo in tutta Europa, perché oggi ha una pessima reputazione nella popolazione. Non si è stati in grado di difenderlo. Se il Commissario Europeo dice che l’Europa deve puntare tutto sui vaccini a mRna, indirettamente silura Astrazeneca, Johnson&Johnson e indirettamente anche Reithera, il vaccino italiano. Sono affermazioni che dovrebbero essere fatte quando ci sono dati certi”.
Sui vaccini Moderna e Pfizer, Bassetti ha spiegato che “la vaccinazione, nel caso ha un’efficacia sulla malattia sintomatica del 90 – 95%, nel caso di Astrazeneca dell’80%“. “Queste persone quindi rientrano perfettamente nella fascia di chi potrebbe infettarsi nonostante il vaccino. In ogni caso, la cosa importante non è che ci si può infettare nonostante il vaccino. Ci interessa evitare le forme gravi, che vengano ridotti i ricoveri in ospedale, le rianimazioni, le polmoniti e la morte”.

Bassetti ha quindi affermato: “Dobbiamo pensare che il vaccino del Covid diventerà esattamente come quello dell’influenza. Io sono sempre stato a favore dei vaccini. Secondo me in un Paese civile tutti dovrebbero vaccinarsi. Succedeva prima del Sars-Cov-2 con le varianti del virus influenzale e così faremo anche dopo la pandemia. Magari arriveremo al punto di creare un solo vaccino sia per l’influenza che per il Sars-Cov-2, così una volta all’anno ci vaccineremo. Se oggi nei paesi evoluti viviamo in media fino a 85 anni, è grazie agli antibiotici e ai vaccini. Per chi si è sempre vaccinato non cambierà niente. Con l’organizzazione che abbiamo messo in piedi oggi, diventerà facilissimo somministrare le dosi. Ad oggi, dopo quello che abbiamo passato, se guardo indietro a un anno fa, non avrei mai immaginato che saremmo arrivati a quattro vaccini approvati in Italia, un quinto in arrivo in Europa e altri ottanta programmi di sieri al mondo. Alcuni Paesi, come Israele, la Gran Bretagna e in parte gli Usa, sono già fuori dalla pandemia, ed è tutto grazie alla ricerca”.