Scoperti altri due coronavirus contagiosi per l’uomo in Malesia e Haiti

Identificati altri due coronavirus capaci di contagiare l'essere umano: una scoperta è stata fatta ad Haiti, l'altra in Malesia

Identificati altri due coronavirus capaci di contagiare l’essere umano. Uno è stato scoperto ad Haiti e l’altro in Malesia. La buona notizia è che non sono ancora capaci di trasmettersi da uomo a uomo.

Il primo, descritto dall’Universita’ della Florida sul sito medRxiv (dove si raccolgono gli studi non ancora validati dalla comunita’ scientifica), e’ stato trovato in tre bambini di Haiti. Sono state individuate le tracce di un deltacoronavirus suino nel plasma di 3 bambini che nel 2014-2015 avevano avuto febbri di origine non chiara. Questo coronavirus e’ simile ai deltacoronavirus aviari, ma “la cosa da chiarire e’ che comunque si tratta di dati preliminari, e che per nessuno dei due coronavirus si e’ dimostrato che possano trasmettersi da uomo a uomo. Bisognera’ verificare anche se si tratta di un fenomeno confermato in altre parti del mondo“, spiega all’ANSA Vito Martella, virologo veterinario dell’Universita’ di Bari

Il secondo coronavirus, segnalato sulla rivista Clinical Infectious Diseases dall’Ohio State University, è stato isolato in otto bambini malesi. È stato trovato un alfacoronavirus nei campioni di 8 bambini positivi a un virus simile a quello di un tipo di coronavirus simile a quello del cane e del gatto. “Per un paziente si e’ riusciti a fare il sequenziamento genetico, mentre gli altri virus rimanenti erano abbastanza diversi tra loro. Per questo e’ difficile pensare ad un unico ceppo di virus, puo’ darsi che siano state piu’ infezioni ripetute con ceppi diversi“, ha spiegato Martella.

Quella del paziente malese e’ la prima segnalazione che suggerisce che un coronavirus di tipo canino possa replicarsi nell’uomo, anche se serviranno ulteriori studi per confermarlo. “Le infezioni umane da coronavirus canini possono essere piu’ frequenti di quanto finora pensato. Questo particolare virus non si trasmette tra uomini, ma non lo sappiamo con certezza”, commenta Anastasia Vlasova, coordinatrice dello studio.