Scosse di terremoto nel basso Tirreno, FOCUS sull’attività sismica degli ultimi giorni: cosa sta accadendo tra Calabria e Sicilia [DATI e MAPPE]

Nei primi giorni di maggio si sono verificati 3 terremoti con magnitudo superiore a 3 nel Tirreno meridionale: sono eventi collegati? Qual è il meccanismo all'origine? Intervista al simologo INGV Alessandro Amato

/

Dopo un periodo di relativa quiete, dal 1° maggio a ieri si sono verificate 3 scosse di terremoto con magnitudo superiore a 3 nel Tirreno meridionale: sono eventi direttamente collegati tra loro? E’ un’attività sismica nella norma? Qual è il meccanismo all’origine? A fare chiarezza, ai microfoni di MeteoWeb, è Alessandro Amato, sismologo e Responsabile del Centro Allerta Tsunami INGV.
Nell’area “si sono verificati 3 terremoti con magnitudo superiore a 3, ma se ne sono registrati anche altri più leggeri nella zona, come un sisma M 2.6 il 2 maggio e un altro M 2.3 il 28 aprile davanti a Vibo Valentia, più altri 5-6 di bassa magnitudo nel Tirreno, anche sotto la terra ferma: si tratta di eventi tutti legati a un processo di subduzione, lo slab, lo sprofondamento della litosfera oceanica ionica che avviene al di sotto dell’arco calabro con sprofondamento nel Tirreno, un processo che ha generato l’apertura del bacino tirrenico, che non esisteva fino a pochi milioni di anni fa. Il pezzo della litosfera che sprofonda è attivo e genera frequenti terremoti profondi al largo della Calabria e della Sicilia orientale,” spiega Amato.
Il fatto che si sono verificate “3 scosse di magnitudo 3 nel giro di pochi giorni è un dato interessante, ma sono stati esattamente come uno se li aspetta: superficiali verso la Calabria e andando verso il Tirreno diventano più profondi, seguendo la forma che ha la litosfera in subduzione“. Il sismologo INGV sottolinea che si tratta di eventi scarsamente avvertiti dalla popolazione, “ma che comunque non sono strani per la zona: avvengono proprio dove devono avvenire, diventano più superficiali man mano che si avvicinano alla costa“.

Terremoto 28 ottobre 2016
Terremoto del 28 ottobre 2016

A livello storico, andando indietro fino al 1985, “si sono verificati diversi terremoti con magnitudo maggiore di 5, in particolare un paio M 5.8: uno è avvenuto durante la sequenza sismica di Amatrice, il 28 ottobre 2016, a nord della Sicilia, con ipocentro a 481 km, quindi nella parte dello slab più profonda. Poi un sisma M 5.8 è avvenuto il 26 ottobre 2006, più vicino alla Calabria“. Tornando ancora più indietro, guardando al catalogo antico dei terremoti dal 1900 in poi, “si sono verificate una ventina di scosse con magnitudo superiore a 5, tra cui un evento M 5.6 nel 1978“.
E’ quindi “una zona molto attiva con la caratteristica subduzione ionica sotto il Tirreno“, ma, precisa l’esperto INGV, “questi terremoti non devono sorprendere, non fanno danni salvo siano molto forti, ma anche in questo caso, essendo profondi, l’energia si attenua. Proprio a causa della profondità si propagano maggiormente e si possono avvertire anche nel resto d’Italia, cioè hanno un ampio raggio di risentimento, ma comunque non sono tsunamigenici, non danno luogo a maremoti“. Proprio l’importante profondità di questi eventi è tipica e unica del Tirreno meridionale: eventi profondi “si registrano anche sotto l’Appennino settentrionale, ma si va su 80-90 km, così come nell’arco ellenico, ma non si arriva a profondità di questo tipo“.

Spesso si tende a collegare l’attività sismica e quella vulcanica e quindi, ad esempio, i terremoti nel Tirreno con i vulcani delle Isole Eolie o addirittura il Marsili, ma non si può parlare necessariamente di un legame diretto: “Questo processo di subduzione in profondità della litosfera sotto il Tirreno è responsabile del vulcanismo delle Eolie, e che poi i processi simili generino vulcanismo è noto, basta pensare a ciò che avviene nel Pacifico, ma un terremoto profondo – conclude Amato – non significa necessariamente l’eruzione di un vulcano“, tantomeno del Marsili che “non è legato a questi processi“.

  • 3 maggio ore 15:53 – Magnitudo 3.2 a 200km di profondità
  • 3 maggio ore 04:07 – Magnitudo 3.5 a 420km di profondità
  • 1 maggio ore 21:18 – Magnitudo 3.6 a 310km di profondità