Tumori: lo stress da pandemia ha causato un aumento nell’utilizzo di sigarette

"Numeri preoccupanti, bilanciati però dal fatto che la pandemia nei fumatori sotto i 50 anni ha promosso la cessazione del fumo in un soggetto su 10"

I danni causati dalla pandemia sono visibili e concreti, ma anche non visibili. I fattori stressanti legati alle chiusure, come l’esposizione continua a notizie che causano ansia, o l’isolamento forzato e la paura di perdere i propri cari, possono causare le ricadute nel fumo in un ex-fumatore su 7 e far aumentare il consumo di sigarette in un fumatore su 3. Sono questi i dati emersi dall’indagine condotta dal Centro Antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori (Ins) di Milano su quasi 1000 tra ex-fumatori e fumatori, per capire come sono cambiate le loro abitudini in questi ultimi mesi. Lo evidenzia l’Int in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. “Numeri preoccupanti, bilanciati pero’ dal fatto che la pandemia nei fumatori sotto i 50 anni ha promosso la cessazione del fumo in un soggetto su 10 – rileva l’Int in una nota – e fatto complessivamente aumentare la voglia di smettere, trasformando questo difficile momento in un’occasione per liberarsi di uno dei piu’ grandi nemici della salute“.

La Fondazione Umberto Veronesi invece ha presentato al Parlamento, lo scorso 28 maggio, una petizione per l’aumento del costo dei tabacchi (sigarette, tabacco riscaldato e tabacco sciolto) per destinare risorse alla ricerca scientifica, a programmi di prevenzione, di diagnosi precoce e a programmi di disassuefazione. L’aumento del prezzo, spiega in una nota Fondazione Veronesi, “incide sui consumi, specie in una fascia cruciale come i giovani, e aiuta a mobilizzare risorse utili a curare chi a causa del tabacco si ammala, chi vuole smettere, chi vuole fare ricerca indipendente. L’esperienza di altri Paesi sta dimostrando l’utilita’ di questo tipo di provvedimento e che i margini di azione sono ampi“. In Italia i prezzi del tabacco restano fra i piu’ bassi dell’Europa occidentale, a fronte dei 10 euro della Francia, i 13,90 euro della Norvegia, i 10,50 del Regno Unito 10,50 euro e i 13 euro dell’Irlanda 13 euro, mentre in Australia ed Oceania i prezzi oscillano tra i 18 e 30 euro.