Un terremoto potrebbe provocare un’eruzione del Mauna Loa, il più grande vulcano attivo al mondo [FOTO]

Il vulcano Mauna Loa ha accumulato così tanto nuovo magma negli ultimi anni che potrebbe eruttare in caso di terremoto

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Il Mauna Loa è il più grande vulcano attivo al mondo e si trova alle Hawaii. Secondo gli esperti ha accumulato nuovo magma negli ultimi anni e potrebbe eruttare se si verificasse un terremoto di magnitudo 6 o superiore. E’ questa l’ipotesi  delineata da uno studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dagli scienziati dell’Università di Miami (UM) Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science, che hanno analizzato i movimenti del suolo nella zona del Mauna Loa per fare luce sui rischi del vulcano. Il team, guidato da Bhuvan Varugu della Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science, ha utilizzato i dati satellitari dell’Interferometric Synthetic Aperture Radar (InSAR) e quelli ottenuti dalle stazioni GPS gestite dall’Hawaii Volcano Observatory dell’United States Geological Survey. Gli autori hanno scoperto che durante il periodo 2014-2020 un totale di 0,11 chilometri cubici di nuovo magma è penetrato in un corpo magmatico simile a una diga situato al di sotto del vulcano.

In base a quanto emerso, secondo i risultati del gruppo di ricerca, nel 2015 il magma ha iniziato a espandersi verso sud, anche se il flusso è poi diminuito nel 2017, provocando delle alterazioni molto peculiari nella struttura interna del corpo magmatico. Cambiamenti del genere, sottolineano gli esperti, non erano mai stati osservati prima. “A Mauna Loa – spiega Varugu – il movimento del fianco e le eruzioni sono intrinsecamente correlati. Se l’afflusso di magma dovesse continuare a muoversi in questo modo, esiste una possibilità che il vulcano erutti, anche se non ne abbiamo la certezza”. Data la mancanza di informazioni per il periodo antecedente al 2002, i ricercatori sottolineano che non è ancora possibile effettuare previsioni accurate. “Continueremo l’osservazione di questo affascinante fenomeno – aggiunge Falk Amelung, docente presso l’Università di Miami – in questo modo speriamo di riuscire a perfezionare i modelli attuali e prevedere il prossimo sito di eruzione”.