Astronomia: Hubble cattura una nuova sorprendente foto di NGC 330, ammasso aperto a 180mila anni luce di distanza

L'ammasso aperto NGC 330 si trova nella costellazione meridionale del Tucano, contiene una moltitudine di stelle

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Gli astronomi che utilizzano il telescopio spaziale Hubble NASA/ESA hanno catturato una nuova sorprendente foto di NGC 330, un ammasso stellare aperto nella Piccola Nube di Magellano.

Gli ammassi aperti sono grandi gruppi di stelle debolmente legate dalla gravità, tutte formatesi dalla stessa nube molecolare.
Dato che gli ammassi stellari si formano da una singola nube primordiale di gas e polvere, tutte le stelle che contengono hanno più o meno la stessa età,” hanno spiegato gli astronomi. “Ciò li rende utili laboratori naturali per gli astronomi, per imparare come si formano ed evolvono le stelle”.

L’ammasso aperto NGC 330 si trova a circa 180mila anni luce di distanza nella costellazione meridionale del Tucano. E’ stato scoperto il 1° agosto 1826 dall’astronomo scozzese James Dunlop.
Catalogato anche come ESO 29-24, Kron 35 e Lindsay 54, contiene una moltitudine di stelle, molte delle quali sono sparse nella nuova immagine di Hubble.

Questa straordinaria immagine utilizza le osservazioni della Wide Field Camera 3 di Hubble e incorpora i dati di due indagini astronomiche molto diverse,” hanno affermato gli astronomi. “Il primo mirava a comprendere perché le stelle negli ammassi stellari sembrano evolversi in modo diverso dalle stelle presenti altrove, una peculiarità osservata per la prima volta da Hubble“. “Il secondo mirava a determinare quanto possono essere grandi le stelle prima che siano condannate a porre fine alla loro vita in esplosioni di supernova catastrofiche“.
La nuova immagine di NGC 330 contiene anche indizi sul funzionamento interno di Hubble stesso“. “I modelli incrociati che circondano le stelle in questa immagine – noti come picchi di diffrazione – sono stati creati quando la luce delle stelle ha interagito con le 4 sottili alette che supportano lo specchio secondario di Hubble“.