Gli UFO e le rivelazioni del Pentagono: ora non è più argomento da deridere, ma cosa ne deducono gli ufologi italiani?

Quello degli UFO, ormai definiti UAP, non è più argomento da denigrare o deridere: le ultime rivelazioni del Pentagono rivelano che qualcosa esiste, ma cosa?

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Come previsto, è stato reso noto il tanto atteso rapporto preliminare sugli UAP redatto dalla direzione della National Intelligence degli Stati Uniti su richiesta del Senato. Il presidente di A.R.I.A (associazione ricerca italiana aliena) Angelo Maggioni, ufologo, assieme al direttivo composto da ex militari, nella notte hanno tradotto e interpretato per primi il documento tanto atteso. L’ufologo spiega alcuni punti che ritiene essenziali e significativi anche per il futuro ufologico.

Nel documento vengono tenuti in conto avvistamenti avvenuti nella fascia che parte dal 2004 fino al il 2021 per un totale di 144, anche se non viene specificata la fonte di provenienza (si presume comunque per una buona parte ad opera della Marina Militare). Dunque, spiega Maggioni, 144 rapporti provenivano da fonti USG. Di questi, 80 rapporti hanno coinvolto l’osservazione con sensori multipli. Solo 18 di questi risultano interessanti in toto in quanto le loro caratteristiche risultano prive di spiegazione scientifica e plausibile, convenzionalmente parlando. Sono confermati come oggetti fisici dato che la maggior parte degli UAP sono stati registrati attraverso più sensori, tra cui radar, infrarossi, elettro-ottici, puntatori di armi e osservazione visiva, sembravano mostrare caratteristiche di volo insolite.

Angelo Maggioni

Nel documento si legge inoltre, che alcuni UAP sembravano rimanere fermi nei venti in quota, muoversi controvento, manovrare bruscamente, o muoversi a velocità considerevole, senza mezzi di propulsione distinguibili. In un piccolo numero di casi, i sistemi degli aerei militari hanno calcolato l’energia di radiofrequenza (RF) associata agli avvistamenti di UAP. Una piccola quantità di casi sembrano mostrare UAP che presentano accelerazioni o un certo grado di controllo della rotta. Secondo la Task Force gli UAP non hanno spiegazione unica, ovvero si differenziano l’uno dall’altro confermando così vari tipi di UAP.

Confermato inoltre, continua l’ufologo di A.R.IA., che l’avvistamento dell’UFO ghianda (così nominato) non era altro che un pallone in fase di sgonfiamento. Gli altri casi invece non raggiungono una sufficiente informazione per essere catalogati in casi specifici come:

1) Anomalie aeree. Questi oggetti includono uccelli, palloncini, veicoli aerei senza equipaggio (UAV), o detriti aerei come sacchetti di plastica che confondono la scena e influenzano la capacità di un operatore di identificare i veri obiettivi, cioè aerei nemici.

2) Fenomeni atmosferici naturali. I fenomeni atmosferici naturali includono cristalli di ghiaccio, umidità e fluttuazioni termiche che possono registrarsi su alcuni sistemi infrarossi e radar.

3) Programmi di sviluppo del governo o dell’industria degli Stati Uniti. Alcune osservazioni UAP potrebbero essere attribuibili a sviluppi e programmi segreti di enti statunitensi. Non siamo stati in grado di confermare, tuttavia, che questi sistemi rappresentassero uno qualsiasi dei rapporti UAP che abbiamo raccolto.

4) Sistemi avversari stranieri. Alcuni UAP potrebbero essere tecnologie impiegate da Cina, Russia, un’altra nazione o un’entità non governativa.

5) Altro. Anche se la maggior parte degli UAP descritti nel nostro insieme di dati probabilmente rimangono non identificati a causa di dati limitati o di difficoltà nel loro trattamento o analisi, potremmo aver bisogno di ulteriori conoscenze scientifiche per raccogliere, analizzare e caratterizzare con successo alcuni di essi. Raggruppiamo tali oggetti in questa categoria in attesa di progressi scientifici che ci permettano di comprenderli meglio.

L’UAPTF intende concentrare l’analisi supplementare sul piccolo numero di casi in cui un UAP sembrava mostrare caratteristiche di volo insolite o la gestione dei propri movimenti. Il presidente di A.R.I.A prosegue la sua analisi: chi sperava in qualche rivelazione eclatante dovrà attendere ancora ma dobbiamo guardare il lato positivo, da oggi finalmente l’argomento UFO/UAP non sarà più considerato argomento da denigrare o deridere, perché qualcosa avviene di difficile interpretazione e spiegazione. Vero anche che nel documento non vengono mai menzionati alieni o navicelle aliene, anche se l’impressione è quella di utilizzare questa risorsa come ultima spiaggia.

Resta poco credibile invece tutta la spiegazione riguardante la raccolta dati che sarebbe la causa dell’impossibilità di una corretta analisi , affermare di avere un archivio vuoto non solo è assurdo ma pure grottesco se pensiamo ai vari progetti del passato fino all’AATIP di oggi … alla mole di segnalazioni avvenute nel tempo sia da parte di civili che militari.

Angelo Maggioni

Un altro fattore che incide sul documento è la segretezza di eventuali armivelivoli tecnologicamente avanzati che restano top secret e che per ovvie ragioni non possono essere divulgati avvantaggiando così il nemico. Un altro fattore che emerge dal documento è la richiesta innegabile di fondi con lo scopo di potenziare sia la ricerca che lo studio. Sia chiaro: il documento non menziona nemmeno la possessione di materiale esotico da presunti ufo crash. Il presidente di A.R.I.A. conclude dunque che da oggi sappiamo con certezza assoluta che gli UAP sono reali, fisici, che non mostrano evidenze di propulsione e eseguono manovre “intelligenti” poi tutto il resto resta folklore sia da parte di una certa ufologia. sia da parte degli scettici!