Coronavirus, Cartabellotta (Gimbe): “I nuovi criteri per la zona bianca disincentivano il tracciamento”

"La normativa che stabilisce i nuovi criteri per la zona bianca crea un conflitto di disinteresse nei confronti del tracciamento visto che per le Regioni trovare più casi significa il rischio di perdere la zona bianca"

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Il tracciamento –Sta accadendo una cosa strana, ma inevitabilmente attesa –ha affermato Cartabellotta-. La normativa che stabilisce i nuovi criteri per la zona bianca crea un conflitto di disinteresse nei confronti del tracciamento visto che per le Regioni trovare più casi significa il rischio di perdere la zona bianca. Noi abbiamo proposto delle correzioni per fare in modo che questo non accada. I numeri dei nuovi casi sono in netto calo, per questo si può e si deve riprendere il tracciamento”.

L’adesione dei giovani alla campagna vaccinale –Ho sentito dire che i giovani si vaccinano solo perché vogliono essere liberi di viaggiare, sono le solite chiacchiere da bar. Credo che la grande partecipazione dei giovani sia uno degli aspetti positivi di questa campagna vaccinale, c’è stata una risposta di grande senso di responsabilità. I giovani rappresentano un serbatoio importante di circolazione del virus per questo è importante che si vaccinino”.

Gli over 60 non ancora vaccinati –E’ verosimile che siano persone dubbiose nei confronti del vaccino. Non credo che non si prenotino perché hanno difficoltà di tipo informatico e non abbiano dei nipoti o familiari che li aiutino come successo per gli over 80. Secondo me si tratta di ni-vax, persone che hanno dei dubbi e delle perplessità che potrebbero essere risolte con il sistema di chiamata attiva”.

Il green pass –E’ una soluzione assolutamente benvenuta, è la fase di implementazione dell’iniziativa che può presentare dei problemi. Finchè non ci sarà un QR code sullo smartphone, doversi portare dietro delle documentazioni rischia di renderlo più macchinoso”.