I satelliti rivelano la causa della disastrosa inondazione in India: catastrofe innescata da 27 milioni di metri cubi di roccia e ghiaccio

Un nuovo studio ha confermato che è stata una valanga di roccia e ghiaccio a causare il disastro di Chamoli, in India, all'inizio di quest'anno

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Un nuovo studio, fondato su osservazioni satellitari, ha confermato che una valanga di roccia e ghiaccio ha causato il disastro di Chamoli, in India, all’inizio di quest’anno: l’inondazione di fango e detriti che ne è seguita ha determinato una massiccia distruzione a valle.

Il 7 febbraio 2021, il distretto nella regione dell’Uttarakhand in India ha vissuto una tragedia umanitaria quando una grande massa di roccia e ghiaccio, circa 27 milioni di metri cubi, si è staccata dal ripido fianco montuoso del picco Ronti.
Questo crollo ha generato un flusso di detriti che ha investito le valli dei fiumi Ronti Gad, Rishiganga e Dhauliganga, causando una significativa distruzione lungo il percorso, uccidendo più di 200 persone e distruggendo due importanti impianti idroelettrici in costruzione.

ghiacciaio india himalayaIn risposta all’evento è stato attivato l’International Charter ‘Space and Major Disasters’, un servizio che fornisce immagini satellitari in risposta a emergenze naturali e provocate dall’uomo. Il servizio fornisce l’accesso gratuito a dati satellitari ad altissima risoluzione, ad esempio da Worldview 1/2, Cartosat-1 e Pleiades.

In combinazione con le immagini disponibili gratuitamente da Landsat e dalla missione Copernicus Sentinel-2, gli scienziati hanno analizzato numerose immagini acquisite prima e dopo l’evento per determinare rapidamente cosa stava succedendo e quantificare misure chiave, ad esempio il volume totale, le differenze di elevazione e le distanze.
Questa analisi ha consentito agli scienziati di escludere che la causa del disastro fosse stata generata dal cedimento di un lago glaciale. Invece, lo studio ha fornito prove satellitari in base alle quali si è rilevato che il disastro è stato causato da una grande massa di ghiaccio e roccia staccatasi dalle pendici del Ronti Peak, iniziando come una gigantesca frana che si è trasformata in una colata di fango e detriti causando distruzione lungo il suo percorso.

ghiacciaio india himalayaIl team di 53 scienziati ed esperti si è riunito online nei giorni successivi al disastro per ricostruire l’evento e indagare sulla portata e l’impatto dell’alluvione causata dalla frana. Il loro studio, pubblicato il 10 giugno su Science, non solo ha analizzato immagini satellitari, ma anche registrazioni sismiche e video di testimoni oculari per determinare la tempistica dell’evento e produrre modelli informatici del flusso.

L’autore principale Dan Shugar, professore associato presso il Dipartimento di geoscienze dell’Università di Calgary, ha commentato: “Il rapido aumento del numero di satelliti in orbita attorno alla Terra ha permesso al nostro team di comprendere gli elementi essenziali di ciò che è accaduto in poche ore. Ora abbiamo accesso a satelliti che riprendono ogni parte della Terra ogni giorno – a volte anche più volte al giorno – e questo ha davvero rivoluzionato il modo in cui facciamo questo tipo di scienza”.

ghiacciaio india himalayaI risultati dell’analisi sono stati inviati anche alle agenzie governative dell’India per aiutarle a pianificare e supportare l’assistenza di emergenza alle squadre locali.

Due partecipanti alla Climate Change Initiative dell’ESA, in particolare i progetti Glaciers_cci e Permafrost_cci, sono stati d’ausilio per il recupero e l’analisi delle immagini satellitari che includevano Copernicus Sentinel-2, PlanetLab e Corona.

Andreas Kääb, dell’Università di Oslo, è stato in grado di determinare il volume e i rapporti di miscelazione ghiaccio/roccia in base alla sua esperienza con tali eventi da studi precedenti. L’esperto ha spiegato: “L’80% di roccia calcolata nella valanga ha completamente convertito il 20% di ghiaccio del ghiacciaio in acqua sui 3200 metri di dislivello dal Ronti Peak alla centrale idroelettrica di Tapovan. Questa conversione è in gran parte responsabile dell’impatto devastante della risultante ondata di fango e detriti”.

ghiacciaio india himalayaIn mezzo a molti altri dettagli tecnici, le immagini di Copernicus Sentinel-2 hanno rivelato che la crepa vicino al crepaccio terminale (che si forma dove il ghiaccio in movimento si separa da quello stagnante) del ripido ghiacciaio sospeso si è aperta già alcuni anni fa e che una valanga di ghiaccio proveniente da un vicino ghiacciaio si è verificata nel 2016. Le immagini del 2016-2020 mostrano l’area di deposito di valanghe di ghiaccio che si è in gran parte sciolto.

Frank Paul, dell’Università di Zurigo, responsabile scientifico del progetto Glaciers_cci, ha commentato: “Questo studio dimostra chiaramente che i dati satellitari potrebbero svolgere un ruolo più importante nelle future valutazioni del rischio in alta montagna, in particolare per la valutazione di aree grandi e inaccessibili“.
Andreas Kääb ha aggiunto: “Questo evento specifico è stato estremo e sostanzialmente imprevedibile. Tuttavia, le valanghe di roccia sono note per essere altamente mobili, di vasta portata e devastanti quando si mescolano a neve e ghiaccio”.

I ricercatori suggeriscono che in un clima più caldo tali eventi potrebbero verificarsi più frequentemente e che il pieno potenziale dei dati e delle conoscenze satellitari dovrebbe essere utilizzato per identificare le regioni potenzialmente pericolose.