Il degrado forestale è più importante di quanto si pensasse: è il principale motore della perdita di carbonio nella Foresta Amazzonica brasiliana

Le attività umane che rosicchiano gli stock di carbonio delle foreste attraverso il degrado forestale contribuiscono 3 volte di più alla perdita di carbonio lorda dalla biomassa superficiale rispetto alla deforestazione

Le foreste svolgono un ruolo cruciale nel ciclo del carbonio della Terra, assorbendo e immagazzinando grandi quantità di carbonio dall’atmosfera, mantenendo fresco il pianeta. Tuttavia, il degrado forestale e la deforestazione, soprattutto nelle regioni tropicali, stanno causando il rilascio nell’atmosfera di questo carbonio immagazzinato, esacerbando i cambiamenti climatici, si legge sul sito dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Anche se sia la deforestazione che il degrado forestale sono dannosi per la salute delle foreste, c’è una differenza tra i due. La deforestazione si verifica quando le foreste vengono completamente eliminate e convertite. Quando le foreste sono degradate, la loro salute cala e perdono la capacità di supportare la fauna e le persone.

Perdita di foreste in Amazzonia. Credit: ESA (fonti dati: progetto CCI Biomass project e Hansen/UMD/Google/USGS/NASA)

Un recente studio, pubblicato su Nature Climate Change, ha indagato sulle dinamiche del carbonio delle foreste nella Foresta Amazzonica brasiliana dal 2010 al 2019. Gli autori hanno stimato che la Foresta Amazzonica brasiliana ha subito una perdita cumulativa lorda di 4.45 Pg C contro un guadagno lordo di 3.78 Pg C, che determinano una perdita netta di 0.67 Pg C di biomassa superficiale nel corso dell’ultimo decennio. Philippe Ciais, leader del progetto Regional Carbon Cycle Assessment and Processes (nell’ambito della Climate Change Initiative dell’ESA) e co-autore dello studio, afferma: “Questa perdita netta di carbonio dalla Foresta Amazzonica brasiliana è equivalente a 7 anni di emissioni di anidride carbonica fossile da parte del Regno Unito”.

Gli autori dello studio hanno utilizzato i dati a microonde della missione Soil Moisture and Ocean Salinity (SMOS) dell’ESA, soprattutto il set di dati sulla profondità ottica della vegetazione e i set di dati sul cambiamento dell’area forestale del Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer della NASA e del Phased Array type L-band Synthetic Aperture Radar della JAXA.

Il degrado forestale è più importante di quanto si pensasse

Incendi vicino al confine Brasile-Bolivia. Contains modified Copernicus Sentinel data (2020), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO

Negli ultimi 50 anni, gli ecosistemi terresti hanno assorbito un terzo delle emissioni di anidride carbonica annue, nonostante le emissioni siano quasi raddoppiate nello stesso periodo. Le foreste pluviali tropicali, inclusa l’Amazzonia, hanno contribuito notevolmente a questo processo come un bacino carbonifero particolarmente efficiente. Ciais afferma che lo studio dimostra che le attività umane che rosicchiano gli stock di carbonio delle foreste attraverso il degrado indotto dagli incendi, dal disboscamento e dalla frammentazione del paesaggio, contribuiscono 3 volte di più alla perdita di carbonio lorda dalla biomassa superficiale rispetto alla deforestazione.

Il degrado forestale è difficile da misurare direttamente utilizzando i dati satellitari ottici perché spesso si verifica a scale molto piccole, per esempio solo gli alberi più grandi vengono rimossi dal disboscamento selettivo. Il vantaggio di utilizzare i dati a microonde di SMOS è che, nonostante la loro risoluzione grossolana, catturano la perdita netta di biomassa da tutti i processi in una determinata regione”, spiega l’esperto.

Secondo gli autori dello studio, ridurre il degrado forestale deve essere una priorità nelle politiche nella Foresta Amazzonica brasiliana per raggiungere il requisito di Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation (REDD+) e l’impegno di riduzione delle emissioni di carbonio dell’Accordo di Parigi del 2015. Considerata l’importanza di misurare la biomassa, la Climate Change Initiative dell’ESA ha recentemente rilasciato una serie di mappe che forniscono una visione globale della biomassa superficiale. Queste mappe sono utili per supportare la gestione delle foreste, la riduzione delle emissioni e gli obiettivi delle politiche di sviluppo sostenibile. Le mappe derivano da una combinazione di dati, a seconda dell’anno, della missione Copernicus Sentinel-1, dello strumento ASRA di Envisat e dell’Advanced Land Observing Satellite (ALOS-1 e ALOS-2) di JAXA, insieme ad ulteriori informazioni da fonti di osservazione della Terra.

Uno sguardo al futuro

La prossima missione Biomass dell’ESA fornirà informazioni fondamentali sullo stato delle nostre foreste e su come stanno cambiando. Da oltre 650km di altezza, il satellite Biomass sarà in grado di “vedere” attraverso la verde copertura forestale per restituire informazioni sulla struttura delle foreste che possono essere utilizzate per calcolare l’altezza e la biomassa delle foreste. La missione utilizzerà un tipo di strumento che non è mai stato mandato nello spazio prima: un radar ad apertura sintetica “a banda P”, la lunghezza d’onda radar più lunga disponibile per l’osservazione terrestre. Le informazioni della missione Biomass porteranno ad una migliore comprensione dello stato delle foreste della Terra e di come stanno cambiando nel tempo e faranno progredire la nostra conoscenza del ciclo del carbonio.