La Terra è troppo complicata per essere capita da un solo gruppo di persone: la Scienza tra santi e peccatori

La ventesima puntata dell'avventura di MeteoWeb tra geofisica e letteratura: la Divina Commedia di Dante Alighieri analizzata con l'occhio della scienza

MeteoWeb

LIBRO SECONDO 

SANTI e PECCATORI 

PARTE SETTIMA: Rocce e Ruoli 

In una sezione molto lunga, che si trova oltre la metà del libro e che termina con un fisico che parla all’Universo, al Lettore viene presentata una gran quantità di parole, persone e digressioni. Non si  parla di chimica in questa parte. Il concetto di mantello primordiale è  portato di nuovo alla ribalta. Il motivo per il quale i geochimici  sarebbero tristi se non ci fosse il mantello primordiale.

Rocce e Loro Nomi 

“Qual è l’utilità che abbiano dei nomi”, disse la
Zanzara. “Nessuna utilità per loro,” disse Alice, “ma è
utile per le
persone che danno loro i nomi, suppongo …”
                                        Attraverso lo Specchio 

La Terra è fatta di rocce. Non si può credere a questo se, come  Dorothy, si vive in Kansas. In realtà i dipartimenti di geologia in  Kansas e Indiana, per far vedere una roccia ai loro studenti, li mandano in Wyoming. Se si vuol conoscere la Terra, bisogna conoscere le rocce. Alcuni geofisici e geochimici la pensan  diversamente, ma è un dato di fatto. In Kansas la Terra è terra, polvere. In Kansas i tornado gettano all’aria camioncini, polvere, case,  Dorothy e Streghe Malvagie, non rocce. In Kansas il fango giunse dal Canada durante l’era glaciale e un po’ di polveri, provenienti da  vulcani situati in California e Wyoming, vi sono state trasportate dai venti. 

Dio creò Adamo e lo incaricò di dare il nome a tutti gli animali, conferendogli così il dominio su tutti gli animali della terra e dell’aria. Quando una nuova scienza è nella sua infanzia, il lavoro principale è la classificazione e la denominazione. I fisici credono di aver superato questa fase e considerano geologi e botanici  ‘collezionisti di francobolli’. I fisici delle particelle, al contrario, stanno facendo scienza fondamentale, a loro avviso, quando classificano lo zoo di particelle: muoni, gluoni, quark, fotoni, mesoni, bosoni, fermioni… La tavola periodica è probabilmente la classificazione  definitiva e ha segnato il passaggio dall’alchimia a alla chimica. Dimitri  Mendeleev inventò la tavola periodica degli elementi nel 1869, circa  100 anni dopo che Lavoisier (1743-1794) aveva dato il via alla  chimica moderna, dopo aver introdotto il concetto di “elemento”. I chimici sono liberi di fare altre cose, ora che la classificazione è completa. Nel sistema periodico è persino nota la posizione dei nuovi  elementi, che è compito dei fisici scoprire; i nuovi elementi hanno già un posto riservato. 

I geologi assegnano i nomi alle rocce ed ai minerali ispirandosi a nomi di città, di contee, di loro amici, gettando discredito sulle teorie  della loro origine o composizione. Non esiste un sistema. E’ necessario imparare a memoria migliaia di nomi e centinaia di aggettivi  qualificativi. Vi è un gruppo internazionale che deve certificare il  nome di ogni nuovo minerale(2)

Lavoisier, citando il filosofo abate de Condillac, osservò, “l’arte di ragionare non è altro che una lingua ben organizzata…  siccome le idee vengono presentate e comunicate per mezzo di  parole, ne consegue necessariamente che non possiamo migliorare  il linguaggio di nessuna scienza, né, d’altra parte, possiamo  migliorare una scienza senza migliorare il linguaggio o la  nomenclatura che le appartiene.” 

Lavoisier, per esempio, ha sostituito il concetto sfocato di “aria  deflogistizzata” con “ossigeno”; piuttosto che caricare “il misterioso  flogisto con un catalogo sempre più elaborato di proprietà uniche …  cerca una soluzione semplice.” 

I nomi delle rocce tipiche del mantello sono dunite, harzburgite e  lherzolite. Questi nomi derivano da quelli di montagne in Nuova  Zelanda, Germania e Francia, dove sono state trovate. Di solito, queste  rocce stanno nel mantello; infatti queste particolari rocce sono in  superficie e nel mantello superficiale perché sono relativamente  leggere. La crosta e l’acqua sono in superficie per lo stesso motivo. Le  rocce che sono accessibili a noi sono scorie leggere di mantello, risultato della fusione e differenziazione. La Terra più profonda è più  densa e non può mai tornare in superficie. 

Eclogite significa “assemblaggio esotico” ed ha la stessa radice di  ecclesiastico. Si tratta di una roccia spettacolare, composta di granato  rosso e pirosseno verde. La peridotite è una roccia verde che proviene  dal mantello, ma nessuno sa da dove derivi il nome. Si compone di  peridoto, un minerale semiprezioso verde, ma nessuno sa da dove sia  derivato quel nome. Il peridoto è chiamato anche ‘olivina’, perché ha il  colore simile a quello di un’oliva; l’olivina è verde oliva. Un sacco di  nomi delle rocce terminano in “ite”, “tite” o “site”. Anche se nessuno  ha mai visto il mantello inferiore, si sa che è fatto di perovskite. I geochimici sanno che è primordiale. Alcuni petrologi sono sicuri di  sapere di che materiale è fatto il mantello superiore; noi possiamo  chiamarlo dogmatite

L’eclogite è più densa rispetto alle altre rocce, perché il granato è  un materiale denso. Una volta riscaldata, diventa basalto più leggero,  quindi magma più leggero. Quando è calda, risale; quando è fredda,  affonda. Arthur Holmes propose l’esistenza, nell’interno della Terra, di  un motore a eclogite. Basalto, magma ed eclogite sono andati su e giù,  a seconda della temperatura, ma la convezione risultante era più  efficiente della normale convezione termica, perché l’eclogite è molto  più densa del basalto freddo e il magma è molto più leggero del  basalto caldo. Inoltre una piccola variazione di temperatura può  causare un grande cambiamento nella densità. L’eclogite fredda può  affondare nel mantello fino a 500 chilometri, forse anche il doppio. 

I petrologi studiano ed assegnano il nome alle rocce. Sarebbero  buoni arredatori, perché parlano di colore, trama, tessuto, splendore,  pieghe,  gusto … A temperatura molto alta le rocce fluiscono come la  marmellata, anche se, quando vengono scosse, traballano come  gelatina. Fondono anche. Questo è tutto quello che bisogna sapere  sulle rocce. 

Anime – Peccatori & Santi 

Nella Divina Commedia ognuno ha il suo posto. Gli Ignavi sono nel  Vestibolo e i Virtuosi Non Battezzati sono nel Limbo, ma il resto  dell’umanità è distribuita nei Cerchi dell’Inferno, nelle Cornici del  Purgatorio e nelle Sfere del Paradiso. La Fraudolenza è un peccato più  grave della Violenza o dell’Incontinenza ed è quindi più vicina al  centro dell’Inferno. Le cornici del Purgatorio corrispondono ai sette  peccati capitali. Man mano che i pellegrini salgono, si purificano dal  peccato e, quando ci riescono, entrano in Paradiso. 

Gruppo di anime attorno alla parete rocciosa alla base del monte del Purgatorio, dove si trovano Dante e Virgilio. Incisione di Gustave Doré

E’ comunque una cosa comprensibile che gli scienziati di livello
particolarmente elevato, per esempio i fisici teorici, possano di
volta in volta esprimere tranquillamente pareri autorevoli sulla
condotta della ricerca scientifica, mentre il resto di noi ascolta in
rispettoso silenzio.
                                               P. Medawar
                                               Pluto’s Republic 

La Terra è troppo complicata per essere capita da una sola persona o da un solo gruppo di persone. Almeno questa è la posizione del National Science Foundation (NSF) Direzione del Consorzio delle  Science. La Terra può essere compresa solo da comitati di specialisti  che lavorano in felice armonia. 

E’ bene conoscere gli scienziati della Terra prima di procedere.  C’è una gerarchia nella scienza, così come c’è in altre società di animali  e uomini. I membri attivi dei dipartimenti di scienze della Terra, del  mondo accademico e del governo, nonché i gruppi di consulenti  governativi rappresentano uno zoo diversificato. Si va dai  geomorfologi, che studiano una scienza simile alla dermatologia, ai  geofisici teorici ed agli scienziati planetari. Talvolta un fisico teorico  fuori dal branco, come Lord Kelvin o Sir Harold Jeffreys, esprime  sommessamente un parere sulla Terra. 

Ci vogliono anni per imparare come diventare scienziato della Terra di un certo tipo. I vari specialisti hanno difficoltà a capire altri  specialisti e alcuni non se ne preoccupano nemmeno. I congressi scientifici spesso si basano più sul parlare che sull’ascoltare. Nel suo libro L’Origine di Continenti e Oceani Alfred Wegener citò una affermazione del paleontologo Von Ibering “Non sta a me preoccuparmi dei processi geofisici.” Wegener disse inoltre “Una volta  io stesso, relativamente alla teoria della deriva, in un momento di  debolezza ho scritto: ‘Per tutto questo credo che la risoluzione finale  del problema può venire solo dalla geofisica, poiché solo quel ramo  della scienza fornisce metodi sufficientemente precisi’.” Continuò poi  esprimendo l’opinione secondo cui ogni scienziato ritiene il proprio campo quello più competente o addirittura l’unico competente, per  risolvere la questione, mentre invece sostneva che, al fine di arrivare  alla ‘verità’, fosse necessario combinare le informazioni fornite da  tutte le scienze della Terra. Oggi ci sono pochi Scienziati della Terra.  Ci sono geologi, geochimici, geodinamici, geofisici, sismologi … e  ognuno parla  del suo pianeta. La maggior parte degli Scienziati della Terra studia l’ambiente, non il Pianeta. 

Cominciamo con i Geochimici, dal momento che sono i  discendenti diretti degli Alchimisti e ci hanno iniziato alla ricerca del  segreto dell’universo – la pietra filosofale. Ma non trascureremo i  Geofisici di Alfred Wegener. Si rammenta al Lettore che gli Alchimisti  sono Falsari di I Classe e sono collocati nel Cerchio Ottavo. 

Geoalchimia 

E’ meglio trastullarsi in misteri di espressione o in espressioni di
mistero?
                                           The Alchymist’s Journal 

Gli Alchimisti sono collocati con altri Falsari nel Cerchio VIII dell’Inferno. L’amico di Dante, Capocchio, fu bruciato sul rogo a Siena  nel 1293 perché praticava l’alchimia. Uno degli obiettivi dell’alchimia di Roger Bacon era quello di scovare la chiave nascosta necessaria per  la comprensione dell’universo.  

L’obiettivo della trasformazione degli elementi è stato raggiunto  dalla moderna fisica nucleare e dalla natura. Il decadimento  radioattivo, alchimia nucleare naturale, mantiene caldo e dinamico l’interno del nostro pianeta. 

Nessuno  realmente conosce le radici dell’alchimia. L’opinione  più comune è che abbia avuto origine già nel 2500 a.C. in Egitto, a  quell’epoca chiamato “Kehm”, perché il suo terreno era scuro (Kehm  significa nero). Un’altra leggenda narra che l’alchimia fu portata in  Egitto dai sopravvissuti di Atlantide, il continente sommerso. Alcuni  attribuiscono l’origine della parola alchimia alla parola ebraica  Chamaman, che significa mistero sacro, che non deve essere rivelato  all’intero popolo, ma che deve essere gestito dal clero come un segreto  religioso. I lettori delle moderne pubblicazioni scientifiche di  geochimica ravviseranno queste radici. 

L’Alchimia era basata su concetti spirituali e filosofici che  precedettero il Cristianesimo e risultavano quindi “pagani” agli occhi  della chiesa medievale. Questo fatto, per gli alchimisti del Medioevo,  era motivo sufficiente per nascondere il proprio lavoro sulla  metallurgia, al fine di evitare di essere perseguitati come eretici. Gli alchimisti erano Prestigiatori; la trasmutazione era il loro Cavallo di  Troia. In termini filosofici si sforzarono di trasformare il metallo di  base, l’ignoranza, nell’oro della saggezza. Newton fu un pio alchimista, che credeva nei miti e nella Profezia ed era anche un fisico. Era un  prestigiatore in incognito! 

Come strategia per trasmettere la conoscenza, era pratica  comune tra gli alchimisti intrecciare leggenda, Storia e segreti  alchemici e pubblicare questi racconti allegorici, spesso sotto  pseudonimo o nom de plume. Gli pseudonimi erano spesso utilizzati da  persone di spicco, al fine di evitare il ridicolo o qualcosa di peggio.  Alcuni geochimici moderni hanno cambiato i loro nomi. Un  geochimico, immediatamente dopo aver assunto una nuova identità,  ha iniziato a criticare pubblicazioni scientifiche scritte sotto il suo  vecchio nome. E’ stata un’azione ignominiosa, ma lui è diventato  famoso. 

Il mantello primordiale è essenziale nella ricerca della pietra  filosofale della geochimica moderna. Continua la ricerca della  irraggiungibile prima facies

Uno dei primi compiti sperimentali di un alchimista è la lique  factio, cioè la trasformazione in liquido, al fine di disfare la materia  prima, che spesso si è solidificata in modo sbagliato e, pertanto, non  può essere utilizzata per creare la pietra filosofale. Ciò si traduce in  liquefactio in lacrime e disperazione della personalità dell’alchimista.  L’alchimista è triste e ha pensieri malinconici; si trova nello stato di  afflictio animae, momento in cui il contenuto creativo dell’inconscio  può emergere. ‘La fusione’ ha molto in comune con ‘il pianto’. Alice è quasi annegata nelle sue stesse lacrime e Dorothy accidentalmente ha  sciolto la Perfida Strega dell’Ovest (con una secchiata d’acqua). 

L’alchimia è un’arte antica, ma la storia della sperimentazione  chimica controllata può essere fatta risalire al filosofo e alchimista  medievale Roger Bacon. La trasmutazione degli elementi è  competenza dei fisici, che impareremo a conoscere a tempo debito. 

La Teoria della Relatività di Einstein è spesso chiamata ‘equazione  di Dio’. Fra tutte quelle che abbiamo, questa è la teoria più vicina ad una teoria dell’Universo, la pietra filosofale. ‘Einstein’, naturalmente,  significa ‘Una pietra’. Pietro, l’Apostolo, significa la stessa cosa. La  petrologia è la scienza delle rocce.

Geochimici 

Dalla Scozia alla sudicia Inghilterra …, dalla fangosa Palestina alla  Germania, gli pseudo-alchimisti litigano …
                                             Evan S. Connell
                                             The Alchymist’s Journal

I geochimici, di mestiere, usano l’olfatto. Come il naso è il  rivelatore più sensibile che abbiamo, in comune con i cani ed i maiali,  così gli spettrometri di massa possono annusare anche pochi atomi  presenti in una roccia. I geochimici sono anche responsabili del  Tempo Geologico, le età delle rocce. Sanno tutto sui loro campioni,  anche da quale parte della superficie della Terra essi provengano.  Ignorano invece da quale parte dell’interno della Terra provengano  tali campioni. 

La geochimica ha radici diverse rispetto alle altre branche della  geologia. Tutti i grandi geochimici sono superbi sperimentali. La  geochimica è una scienza sperimentale e la strumentazione è costosa.  Un piccolo gruppo di operatori che utilizza perfezionati spettrometri  di massa può mantenere la corporazione pura, negando a dei nuovi  arrivati i fondi necessari per competere. Essi inoltre fanno incetta e  razionano i campioni (rocce lunari, meteoriti, campioni di Marte,  “essenza primordiale”, standards, dragaggi di profondità). Moltissimi geochimici si dichiarano eredi di Linus Pauling e Harold Urey o  Merlino e il Premio Nobel è sempre nella loro mente. Conoscono i  loro strumenti, ma non sempre conoscono la Terra. Alcuni dei modelli  geochimici prodotti dalla fertile immaginazione dei geochimici (più  che dalle rocce) hanno particolarità proprie di Alice nel Paese delle  Meraviglie. Parole come primordiale, paradosso, anomalia, cosmico,  inequivocabile, iniziale … infiorano la loro conversazione. 

‘Isotopo’ significa ‘stesso luogo’. Un elemento è definito dal  numero dei suoi protoni ovvero dal suo numero atomico. Se,  spingendo più neutroni nel nucleo, il peso atomico cambia, allora  abbiamo lo stesso elemento, ma un isotopo diverso. Nella tavola periodica tutti gli isotopi di un dato elemento sono contenuti nella  stessa piccola casella. Lo Xeno, per esempio, ha circa 30 isotopi. Quella  casella è affollata. 

I geochimici degli isotopi non sono né chimici né geologi.  Scrivono usando anagrammi e un cifrario, sono i discendenti degli  alchimisti medievali che hanno cercato la pietra filosofale. Secondo il  Libro dei Segreti, se un piccolo pezzo di pietra filosofale è posto sulla  superficie dell’acqua, avviene in miniatura l’intero processo della  creazione e quindi può essere percepita l’intera Storia dell’Universo.  Coloro che effettivamente riescono a creare la pietra filosofale, restano nascosti dal resto del mondo, perché, appena vengono  illuminati dai loro risultati, scompaiono di fatto dalla normale vista  umana. Sono membri di una sorta di gruppo di santi, che rimangono in  contatto tra loro, ma non con chiunque altro al mondo. A nessuno di  loro è permesso rivelare il segreto del loro successo o mettere per  iscritto i loro veri segreti. 

I geochimici contano gli atomi e possono scrutare le origini del  tempo. William Blake prefigurò le loro abilità. 

“Vedere un Mondo in un Granello di Sabbia … 

E l’Eternità in un’ora.” 

Terra primordiale 

Dante ricorda di aver letto sulla porta dell’Inferno “dinanzi a me  non fuor cose create se non etterne, ed io etterna duro”, poco prima di  notare l’incisione immortale: 

“Lasciate ogni speranza o voi che entrate.” 

La Materia Prima comprende gli elementi che il tempo non può  consumare perché “essi dureranno per sempre.” 

La fede nella Permanenza e nel Primordiale può essere fatta risalire alle prime credenze religiose. Alla Chiesa non piaceva la  possibilità della trasmutazione degli elementi – alchimia – o delle  specie – evoluzione. Tuttavia i Giardini dell’Eden, il Paradiso e le  montagne possono scomparire o sciogliersi a causa dei peccati  dell’uomo oppure del diluvio universale di Noè. Dio può cambiare il  paesaggio con i terremoti ogni volta che è infastidito. Ma, se l’uomo è  buono (ma questo non è sufficiente, come Giobbe ha sperimentato), Dio potrebbe non interferire e quindi non cambia niente. Aristotele pensava che fosse necessario applicare una forza  costante per mantenere costante il movimento. La fisica ha dimostrato  che, in assenza di altre forze, la spinta iniziale era sufficiente. I pianeti  continueranno ad orbitare e la Terra continuerà a ruotare, se non  succede qualcosa. Questo è il motivo per cui la Chiesa non ha gradito  Galileo. Non solo la Terra non è il centro dell’Universo, ma l’orologio  dell’Universo continua a ticchettare senza l’intervento di Dio. Quindi la permanenza è una parte sia del dogma delle Scritture  che della fisica ed è al centro del Modello Standard. Ma ci sono altre  forze e le cose si consumano e scompaiono oppure si trasformano in  altri stati. E ci sono i cicli. Ma trovare le prove per il Primordiale  rimane sempre una profonda motivazione. 

Nel 1976 D.J. DePaolo e G.J. Wasserburg pubblicarono una serie  di documenti in cui pareva deciso che la Terra fosse, in gran parte, un  pianeta indifferenziato con caratteristiche chimiche identiche a quelle  delle meteoriti più primitive del sistema solare. Essi conclusero che  solo una piccola parte di alcuni elementi chiave era nella crosta e che  la maggior parte del mantello era quindi materiale indifferenziato  primario, residuo della formazione della Terra. La prova, però, quasi  subito cominciò a svanire. Fu un caso di notevole sfortuna che le rocce  che avevano scelto non fossero rappresentative del mantello e che, in  studi successivi, il valore scelto per le caratteristiche chimiche  (abbondanze) delle meteoriti primitive si sia allontanato dal valore  che avevano adottato come rappresentativo. Le loro stime delle abbondanze nella crosta erano molto diverse da altre e più recenti  stime, inoltre altri elementi e isotopi non hanno suffragato quanto da  loro scritto. Apparve chiaro che la maggior parte del mantello avrebbe  dovuto essere privato di elementi chiave per poter dare origine alla  crosta e al serbatoio di basalto medioceanico, non lasciando spazio ad un mantello primitivo. Inoltre gli elementi che hanno scelto di  analizzare si inserivano facilmente nei magmi e sarebbero stati quindi  presenti nello stesso rapporto sia nella roccia fusa che nella roccia  originale. Il metodo utilizzato non poteva distinguere la roccia  primordiale dalla roccia differenziata e fusa in lungo e in largo. In  conclusione, il riciclaggio può far sembrare che parti del mantello  abbiano composizioni primitive. Richard Armstrong ha dimostrato che la formazione della crosta non è stata un processo a senso unico,  con la crosta che esce dal mantello e cresce lentamente nel tempo,  come era stato ipotizzato. La crosta viene erosa e viene restituita al  mantello – riciclaggio – e poi diventa di nuovo crosta. Questo ha  distrutto le ipotesi di DePaolo e Wasserburg. 

Talvolta la maggior parte delle nuove idee viene presa a pugni ma  questa sembra detenere una sorta di record nell’aver avuto le proprie  fondamenta spazzate via in pochi anni. 

Tuttavia l’idea era ormai saldamente nelle menti dei geologi.  L’idea del mantello primordiale nacque e continua a vivere. E’ come gli  alieni di Roswell, New Mexico. Quanto più le prove si accumulano  contro l’idea, più i veri credenti credono in essa. Certe storie  assumono una vita propria. Crescono più forti con la ripetizione e la  confutazione. 

La Terra sarà nuovamente perfetta, dopo la prossima conflagrazione e successiva deposizione delle particelle in strati concentrici per densità (da Burnet’s Theory of the Earth: Book IV, prima edizione).

Geofisici 

… La risoluzione finale del problema può venire solo dalla
geofisica …
                                                  Alfred Wegener 

I veri fisici guardano dall’alto in basso i fisici con trattino: astro fisici, micro-fisici, bio-fisici. La maggior parte di questi, quindi, diventa  senza trattino. I geofisici non sono né geologi né fisici. Quelli che  conoscono la fisica si chiamano qualcos’altro; fisici dei minerali, fisici  atmosferici … che è peggio che essere con trattino. 

Ci sono così tante micronicchie e cubicoli nelle Scienze della  Terra di oggi, che anche gli addetti ai lavori non sono sicuri di come  chiamare se stessi. Ecco alcune regole. Se per te è importante che la  Terra sia rotonda, tu sei un geofisico; se la Terra può essere anche  piatta, allora sei un geologo. Questa è una discriminante migliore  dell’aritmetica, che di solito separava i due. Se pensi alla Terra come  ad un trampolino di lancio, sei NASA … o un fisico planetario. 

Se ti preoccupi troppo della forma della Terra, sei un geodeta.

Questa è forse la più antica geo-scienza: la geofrenologia. Gli antichi Greci scendevano nei pozzi per misurare le dimensioni della Terra.

Se i tuoi modelli scoppiano o saltano, sei un tettonofisico. Studi il
guscio.  

Se i tuoi modelli fanno tónfete, sei un geodinamico o un
fluidodinamico. 

Se riesci a vedere il mondo in un granello di sabbia, sei un
geochimico o un poeta. 

Ironia della sorte, le discipline, in cui gli scienziati e NSF si  suddividono, sono arbitrarie. Il lavoro emozionante viene fatto  altrove, ai confini, ma alla NSF affermano “questo tipo di lavoro non  può essere finanziato, deve essere ignorato.” Quando  interdisciplinare comincia a diventare la parola chiave, sappiamo  che abbiamo bisogno di spostare i confini. Abbiamo bisogno di  illusionisti, quelli che attraversano e cancellano i confini. Eppure  qualcuno cercherà di suddividere ulteriormente. Gli ‘aggregatori’ e i ‘disaggregatori’ avranno sempre scopi contrastanti. 

Nelle attività di governo, Interdisciplinare e Scienza Grande  significa un consorzio di specialisti con vedute ristrette. In generale,  tali specialisti non possono capirsi tra loro. 

Gli specialisti possono essere paragonati a nani, sulle spalle di  giganti o di altri nani, che guardano attraverso i telescopi. Possono  vedere lontano, ma solo nella direzione in cui guardano. Gli ammiragli  con binocoli mobili possono sconfiggere i pirati muniti di telescopi,  anche quelli che stanno in alto, su nidi di corvi o in piedi sui giganti!

Tutti noi scaviamo i nostri piccoli buchi
sempre più in profondità; quando infine
ci alziamo, non possiamo vedere
nulla intorno a noi. 

Sismologi (Teorici) 

… E’ una lotta costante fare in modo che la teoria non guidi la
scienza nel modo che è più vantaggioso per le proprie ipotesi.
                                                   Craig H. Moore 

Non dobbiamo chiedere alla natura di adattarsi a tutto ciò che
potrebbe sembrare a noi ordine e la disposizione migliore.
                                                  Galileo Galilei 

I sismologi teorici sono matematici. Questa scienza è logica  deduttiva all’estremo. Se i sismologi teorici seguono con attenzione le  regole, non possono sbagliare. 

D’altra parte la geologia è una scienza induttiva ed intuitiva. Nulla  è certo. Le conclusioni sono simili ai processi con giuria – il  ragionevole dubbio è sempre presente. E’ stato detto che un geologo  scrive come una persona che ha superato dubbi molto severi. 

I matematici e i teorici sono al limite estremo della scienza, in  particolare della geologia. Jonathan Swift ci ha raccontato dei  Laputiani che pensano così astrattamente da aver perso il buon senso.  Essi sono così assorbiti nelle loro astrazioni, che servono cibo in  forme geometriche. Tutto è relegato al pensiero astratto e il risultato è illusione di massa e caos. I Laputiani non producono nulla di utile; i  loro vestiti non sono di misura e le loro case non sono costruite  correttamente. Queste persone pensano, ma solo per amore astratto  del pensiero; non considerano le conclusioni. Alcuni teorici sono così. 

Procusteano ora significa produrre conformità con mezzi  arbitrari. Questo termine può essere applicato ad alcuni revisori e ad  alcuni curatori editoriali … e agli scienziati ordinari all’interno di un  paradigma … le dogmatiti. 

Alcuni teorici o specialisti spingono e fanno pressione sulla Terra, per farla stare all’interno della loro teoria o tecnica, del loro  preconcetto o dogma. I teorici seri sviluppano o imparano nuove  tecniche e ampliano le proprie conoscenze, in modo tale da affrontare  il mondo reale – e persino scoprire nuovi mondi. Alcune scienze sono  guidate dai teorici. 

Robert K. Merton, nel suo enciclopedico Sulle Spalle dei Giganti,  non fa menzione di Procuste, uno dei giganti più importanti. Forse  l’immagine di quello che Procuste fece ai poveri nani è troppo  dolorosa. Ma i nani potrebbero probabilmente vedere molto più oltre  (o, come direbbe Swift, più lontano). 

Le divagazioni, incontestabilmente, sono la luce del sole; – sono la
vita, l’anima della lettura! – per esempio, se le togli da questo libro –
potresti anche gettare il libro insieme a loro; – …
                                                          Tristram Shandy

Nessuno ha avuto successo tentando di salire sulle spalle dei  Ciclopi, anche quando voleva studiare le ombre della caverna. Dante mise i Titani e i Giganti nel Pozzo dei Giganti, nei pressi di  Satana, nell’Inferno. Questo è il peggio che possa capitare. 

NOTE

2. Ad esempio, l’apatite è un minerale che si presenta in cristalli gialli, verdi o violetti. Il nome fu coniato da Abraham Werner traendolo dal greco apáte=frode, dato che veniva confusa spesso con altri minerali.

Puntata 1: Dante Alighieri: un testo inedito potrebbe svelare un ‘segreto’ nascosto della Divina Commedia

Puntata 2: Dante Alighieri, Marco Polo e il ‘segreto nascosto’ nella Divina Commedia: quando letteratura e geofisica si incontrano

Puntata 3: Dante Alighieri e Alice nel Paese delle Meraviglie: la Divina Commedia riletta tra letteratura, fiabe e geofisica

Puntata 4: La Selva Oscura dell’errore e il Pianeta Patchwork: prosegue il viaggio geo-letterario nella Commedia di Dante

Puntata 5: Dante Alighieri, viaggio nella Divina Commedia: la creazione tra mito, scienza e religione

Puntata 6: Dante, la Terra, la Scienza e Don Vito Corleone: quando il viaggio nella Divina Commedia arriva fino ai tempi moderni

Puntata 7: Da Neruda ne ‘Il Postino’ alla Cosmologia, passando per il monte Olimpo: l’Italia di Dante in una morsa geologica

Puntata 8: Il vento, il terremoto e i vulcani: la Divina Commedia di Dante e i suoi incredibili risvolti sismologici e scientifici

Puntata 9: Il vecchio caldo pianeta e l’isola volante di Gulliver: quando la Commedia di Dante diventa un viaggio (fanta)scientifico

Puntata 10: Ma lo sai su che pianeta vivi? La nascita della sismologia moderna e l’Inferno di Dante Alighieri

Puntata 11: La Creazione, la Terra e la sua formazione, l’Inferno di Dante Alighieri: qual è il nesso?

Puntata 12: Satana cadendo dal cielo raggiunge il centro della Terra, creando per reazione il monte Purgatorio: Dante Alighieri tra geologia e religione

Puntata 13: La Terra è un sistema sopra-sotto o sotto-sopra? Le scoperte, tra filosofia e scienza, attraverso il Mago di Oz e la Divina Commedia

Puntata 14: Dante e la Terra Primordiale: la Divina Commedia, le montagne sottomarine e i giganti

Puntata 15: Il linguaggio della scienza dalla Torre di Babele alla Divina Commedia, dai Giganti a Dante Alighieri

Puntata 16: La deriva dei continenti e Alice nel Paese delle Meraviglie: quando studiando Dante si arriva oltre

Puntata 17: Gli eretici, i terremoti e la geologia: quando la Commedia di Dante diventa un ‘saggio’ scientifico

Puntata 18: Dante, la cupola della cattedrale di Firenze e le placche tettoniche: tutto crolla se sottoposto a tensione

Puntata 19: Satana e la tettonica dei cubetti di ghiaccio: quando la Commedia di Dante Alighieri diventa un manuale di vita