La virologa Ilaria Capua: “Il Coronavirus è fuggito da un laboratorio? Il rischio zero non esiste, in passato è già successo”

"Le fughe di laboratorio di virus patogeni si sono verificate da quando esistono i laboratori. Il caso più misterioso fu quello del vaiolo nel 1978 in Inghilterra"

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Credo che sia giunto il momento di passare una lente di ingrandimento su una faccenda che è sulla bocca di molti e nei pensieri di tutti. L’ipotesi che il SARS-CoV-2 abbia innescato una pandemia attraverso una falla nel sistema di biosicurezza del laboratorio di Wuhan“: inizia così l’intervento su Corriere a firma della virologa Ilaria Capua, direttore del centro di eccellenza One Health dell’Università della Florida.
La scienziata parte da “una evidenza di cui non si parla. Le fughe di laboratorio di virus patogeni si sono verificate da quando esistono i laboratori. Hanno riguardato molti virus umani ed animali. Il caso più misterioso fu l’ultimo caso di vaiolo nel 1978 in Inghilterra. Il vaiolo era stato sostanzialmente eradicato dieci anni prima con un ultimo caso in Somalia e si riteneva ormai una piaga sconfitta. Janet Parker, una fotografa biomedica di Birmingham, lavorava al piano di sotto del laboratorio nel quale si mantenevano ceppi di vaiolo, si infettò, contagiò alcune altre persone e morì. Si suppone che il virus del vaiolo fosse entrato nelle condotte di aerazione, ma ciò non fu provato. Il direttore del laboratorio si suicidò,” ricostruisce Capua, che poi, tra altri esempi, cita quanto accaduto “nel Regno Unito nel 2001 in seguito ad una epidemia di afta epizootica che ha causato l’abbattimento di milioni di capi e sconvolto il Paese riempiendolo di pire di carcasse di animali ad unghia fessa. Ebbene pochi anni dopo, un’altra epidemia — di portata minore, ancora in Gran Bretagna — si ritiene sia stata causata da un virus sfuggito alle misure di biosicurezza di laboratorio“.

La virologa quindi precisa: “Spero di aver fugato ogni dubbio: il rischio zero non esiste neanche qui. Le fughe di laboratorio accadono sia con virus naturali che con virus modificati in laboratorio, ed è anche per questo che dei ceppi virali dei virus eradicati (vaiolo e peste bovina) è stata ordinata la distruzione con l’autoclave“.