SARS-CoV-2, perché gli esperti dicono no alle vaccinazioni ai bambini: “Ad oggi seri dubbi sui benefici rispetto ai rischi”

“Lo stato attuale delle conoscenze del vaccino nelle fasce pediatriche è insufficiente a garantire che siano stati valutati correttamente potenziali effetti collaterali rari": ecco perché gli esperti si oppongono alle vaccinazioni pediatriche universali

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Lo stato attuale delle conoscenze del vaccino nelle fasce pediatriche è insufficiente a garantire che siano stati valutati correttamente potenziali effetti collaterali rari, come rilevato dalla stessa Pfizer “visto il numero ridotto di bambini partecipanti allo studio sperimentale”: per questo chiediamo cautela rispetto a una comunicazione che da più parti sembra spingere, se non verso l’obbligo, sicuramente verso un fortissimo condizionamento alla vaccinazione in fascia pediatrica per tutta la popolazione sana, ricordando che il tasso di mortalità da Covid-19 nella fascia 0-19 anni è dello 0,0003%”. È quanto scrive l’epidemiologa Sara Gandini, promotrice della pagina Facebook “Goccia a Goccia”, in cui un gruppo interdisciplinare composto da scienziati, epidemiologi, clinici, biologi, statistici, giuristi e studiosi di comunicazione sociale si rivolge ai decisori istituzionali, ai politici e in generale ai cittadini, discutendo delle strategie di prevenzione e contenimento della pandemia.

Negli ultimi tempi, si è acceso il dibattito sulla vaccinazione contro il coronavirus SARS-CoV-2 a giovani e bambini, dopo gli ultimi tristi fatti di cronaca. In un articolo su Il Fatto Quotidiano, scritto da Gandini e altri colleghi, gli esperti ribadiscono la poca pericolosità del virus nella fascia pediatrica e sottolineano gli studi limitati sugli effetti collaterali dei vaccini sui bambini.

Vaccini bambini
Foto di Robert Ghement / Ansa

Coloro che sono predisposti a una forma grave di Covid-19 devono avere la possibilità – ove lo vogliano – di ricevere il vaccino, bambini inclusi, per la loro tutela. Riteniamo però opportuno che i genitori siano correttamente informati sul rapporto rischio/beneficio considerando che, ad oggi, gli studi sugli effetti collaterali dei vaccini sui bambini sono limitati”, si legge nell’articolo. “Il nostro appello sul vaccino anti-Covid ai bambini dello scorso 29 maggio, invitava alla riflessione su tre argomenti: 1) medici: la sostanziale non pericolosità dell’infezione da SARS-CoV-2 nella fascia di età tra gli 0 e 19 anni (mortalità dello 0,0003%) a cui si accompagna una prevalenza molto bassa di infezioni nella scuola (mediamente inferiore allo 1% di positivi nella popolazione scolastica) e un’ altrettanto rara trasmissione dell’infezione da minori ad adulti (dovuta a molte cause, alcune ignote, comunque statisticamente dimostrata); 2) etici: facciamo nostro l’appello del direttore dell’OMS contro l’egoismo dei paesi ricchi che si permettono di vaccinare gruppi con rischi quasi nulli di sviluppare malattie gravi da Covid-19 e intanto negano il vaccino ai paesi poveri dove milioni di anziani e fragili aspettano di essere vaccinati; 3) di precauzione: come ha rilevato la stessa azienda farmaceutica Pfizer/Biontech, “visto il numero ridotto di bambini partecipanti allo studio [sperimentale], non è stato possibile valutare effetti collaterali rari”.

vaccino covid bambino gesùSiamo quindi d’accordo sull’opportunità di vaccinare quei bambini che per condizioni di salute rientrano tra i soggetti fragili, potendo sviluppare una forma di Covid-19 grave. Non possiamo essere d’accordo su un obbligo vaccinale imposto ai minori, esplicito o implicito, giuridico o sociale che li esporrebbe a un rischio per la salute non attualmente conosciuto rispetto a un beneficio irrisorio. Benché la perdita di ogni vita umana, soprattutto dei più piccoli, sia sempre motivo di profondo dolore, la mortalità da Covid-19 nei giovani è stata estremamente bassa. L’Istituto Superiore di Sanità indica 27 decessi nell’arco temporale da marzo 2020 al 26 maggio 2021”.

Siamo convinti che ci siano forti e stringenti ragioni per evitare obblighi o condizionamenti sociali rispetto alle vaccinazioni anti-Covid pediatriche e che una vaccinazione pediatrica universale sia scorretta da un punto di vista medico, eticamente inaccettabile e con un rapporto rischi/benefici svantaggioso”, concludono gli esperti.