Scoperta la più grande specie di coccodrillo estinta dell’Australia: potrebbe venire dall’Europa

Ecco il Gunggamarandu maunala, la più grande specie di coccodrillo estinta mai scoperta in Australia

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Oggi ci sono solo due specie di coccodrilli che vivono in Australia: il coccodrillo d’acqua dolce australiano e il coccodrillo Indo-Pacifico (noto anche come coccodrillo d’acqua salata). Quest’ultimo è il rettile vivente più grande al mondo, in grado di raggiungere una lunghezza di oltre 6 metri e un peso di oltre una tonnellata.

Ora, nella regione di Darling Downs nel Queensland, è stato scoperto il cranio parziale di un Gunggamarandu maunala, che rappresenta il più grande coccodrillo estinto trovato in Australia, oltre che un’importante aggiunta al puzzle dell’evoluzione dei coccodrilli. La nuova specie appartiene ad un gruppo chiamato tomistomini. Prima di questo, non erano mai stati trovati tomistomini in Australia.

Nel passato preistorico dell’Australia, c’erano molte più specie di coccodrillo rispetto a quelle attuali. Attualmente, ci sono 21 specie di coccodrilli australiani estinte negli ultimi 66 milioni di anni, un’era nota come Cenozoico. Di queste, 19 appartengono ad un gruppo chiamato Mekosuchinae, che è stato trovato solo in Australia e nel Pacifico sudoccidentale. I Mekosuchinae si presentavano in molte forme e dimensioni, andando da una lunghezza di meno di due metri ad oltre 5 metri, e con diverse forme del muso che indicano diversi stili di vita e metodi di prendere le prede. Alcuni erano predatori semiacquatici simili ai coccodrilli e agli alligatori di oggi, mentre altri cacciavano sulla terra. Gli ultimi Mekosuchinae sono sopravvissuti su poche isole del Pacifico fin quando non si sono estinti, non molto tempo dopo la colonizzazione umana.

Il fossile del cranio del coccodrillo Gunggamarandu maunala. Credit: Jorgo Ristevski

La paleontologia dei coccodrilli in Australia è stata particolarmente attiva negli ultimi 30 anni, soprattutto durante gli anni del 1990, quando sono state compiute importanti scoperte. Da allora, quasi tutti gli studi hanno indicato che la grande maggioranza dei coccodrilli estinti dell’Australia erano Mekosuchinae. Questo ha portato alla percezione che i Mekosuchinae erano i coccodrilli dominanti, se non gli unici, in Australia, fino all’arrivo relativamente recente dei veri coccodrilli (cioè membri del genere Crocodylus), come le due specie che vivono ancora oggi.

Un continente rappresentato da un singolo gruppo di coccodrilli per oltre 60 milioni di anni è abbastanza insolito. Con l’eccezione dell’Antartide, tutti gli altri continenti avevano rappresentanti di più di un gruppo di coccodrilli nel Cenozoico. Coccodrilli, gaviali e alligatori vivono ancora oggi in Asia e nelle Americhe ci sono coccodrilli, caimani e altre specie di alligatore. Perché l’Australia dovrebbe essere diversa?  La nuova scoperta svela che i coccodrilli non erano così soli in Australia come ritenuto in precedenza, perché il Gunggamarandu maunala è il primo coccodrillo dei tomistomini registrato in Australia.

Ipotetica ricostruzione del cranio del Gunggamarandu maunala. La figura umana è alta 1,8 metri. Credit: Jorgo Ristevski

Il nome Gunggamarandu maunala si basa sulle parole che derivano dalle lingue parlate dai popoli di Barunggam e Waka Waka, nella regione di Darling Downs. Gunggamarandu si traduce come “river boss” (“capo del fiume”) e maunala significa “hole head”, in riferimento alle grandi aperture sulla parte superiore del cranio che fungevano da collegamento con i grandi muscoli della mascella.

I tomistomini sono ancora un altro gruppo di coccodrilli con una lunga documentazione fossile, che copre oltre 50 milioni di anni. Ad eccezione dell’Antartide, l’Australia era l’unico altro continente dove non erano mai stati trovati resti fossili di tomistomini. Con la scoperta del Gunggamarandu, l’Australia è ora ufficialmente un membro del club dei posti un tempo abitati dai tomistomini. Oggi, c’è solo una specie vivente di tomistomini nel mondo, i cosiddetti falsi gaviali, che vivono in acqua dolce sulla penisola malese e in alcune isole indonesiane. Una delle caratteristiche più note di questa specie e dei suoi parenti estinti è il muso lungo e sottile.

La scoperta di una nuova specie di coccodrilli è entusiasmante di per sé ma l’importanza della scoperta non finisce qui. Come primo rappresentante dei tomistomini dell’Australia, il Gunggamarandu dimostra che i coccodrilli in Australia erano più diversificati di quanto si pensasse. La regione in cui è stato scoperto il Gunggamarandu, ossia Darling Downs, è la località più meridionale per qualsiasi rappresentante di tomistomini nel mondo. Non è possibile dire esattamente quanto fosse grande il Gunggamarandu maunala, perché tutto quello che si ha finora è solo un cranio parziale. Ma le proporzioni del fossile suggeriscono che è il più grande coccodrillo conosciuto estinto dell’Australia. Inoltre, scansioni del cranio hanno permesso di ricostruire in maniera digitale la cavità cerebrale dell’animale, ottenendo l’aspetto più dettagliato finora di queste caratteristiche anatomiche per un rappresentante estinto dei tomistomini.

Credit: Jorgo Ristevski

Tutte queste scoperte sono entusiasmanti ma il risultato più sorprendente riguarda gli antenati del Gunggamarandu. È molto simile ai tomistomini vissuti in Europa oltre 50 milioni di anni fa, nonostante il fatto che il Gunggamarandu abbia tra i 5 e i 2 milioni di anni. Questo implica una “discendenza fantasma”, che si estende per circa 50 milioni di anni, che collega i tomistomini europei e australiani. Suggerisce anche in Asia più tomistomini, strettamente imparentati al Gunggamarandu, potrebbero essere in attesa di essere scoperti.

Quando i tomistomini siano arrivati in Australia non è ancora chiaro con precisione, ma la barriera marina tra il Sud-Est Asiatico e l’Australia sarebbe stata sufficientemente piccola da attraversare per un coccodrillo di almeno 25 milioni di anni fa.