Trovati i resti di un uomo attaccato da uno squalo 3.000 anni fa: è la prima vittima nota

Sullo scheletro di No24, un reperto rinvenuto in Giappone, sono state individuate almeno 790 ferite profonde: è la prima vittima nota dell'attacco di uno squalo

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La prima vittima nota di un attacco da parte di uno squalo potrebbe risalire a tremila anni fa. È quanto suggerisce uno studio condotto dagli scienziati dell’Universita’ di Oxford e del Max Planck Institute e pubblicato su Journal of Archaeological Science Reports.

I risultati derivano dall’analisi dello scheletro di un essere umano attaccato da uno squalo nel mare interno di Seto, nell’arcipelago giapponese. Sullo scheletro di No24, un reperto rinvenuto nel cimitero di Tsukumo Shell-mound, sono state individuate almeno 790 ferite profonde. Il team ha utilizzato una combinazione di Scienza archeologica e tecniche forensi per ricostruire l’accaduto.

Le lesioni – spiega Rick Schulting, dell’Universita’ di Oxford – erano evidenti principalmente sulle braccia, sulle gambe e sulla parte anteriore del torace e dell’addome”. Lavorando con gli esperti del Florida Program for Shark Research, gli studiosi hanno dedotto che molto probabilmente l’uomo era vivo al momento dell’attacco da parte dello squalo. Lo si deduce dal fatto che la mano sinistra risultava tranciata e questo fa ipotizzare un tentativo di difesa. Non è stata rinvenuta nemmeno la gamba sinistra. “Le ferite suggeriscono un chiaro attacco da parte di uno squalo – sostengono gli autori – l’uomo deve essere stato recuperato dai compagni, con i quali probabilmente stava pescando. Sulla base della distribuzione e della forma dei denti, ricostruite sulla base delle ferite, il responsabile dell’attacco potrebbe essere uno squalo tigre o uno squalo bianco“. “Questo ritrovamento – conclude Mark Hudson del Max Planck Institute – fornisce una nuova prospettiva sul Giappone durante il neolitico, e rappresenta un eccezionale esempio di come le analisi forensi e archeologiche possano combinarsi per ricostruire un episodio drammatico nella vita di un uomo preistorico“.