Una grande cupola geodetica capace di deflettere le radiazioni: l’ingegnere italiano che sta studiando soluzioni per vivere sulla Luna e su Marte

Marco Peroni, ingegnere di Faenza, progetta soluzioni per abitare sulla Luna e su Marte: tra le sue idee, una grande cupola geodetica e un albergo lunare

La NASA sogna di riportare l’uomo, insieme alla prima donna, sulla Luna entro il 2024 con la missione Artemis. Ma questa volta l’obiettivo è restarci tramite una base lunare. L’insediamento sul satellite potrebbe poi essere un trampolino di lancio verso un altro grande sogno: raggiungere Marte e creare una colonia umana anche sul Pianeta Rosso, secondo la visione di Elon Musk, fondatore della compagnia spaziale SpaceX. Al momento, l’ipotesi che va per la maggiore è la costruzione di colonie nel sottosuolo della Luna, attraverso tubi o caverne sotterranee. Uno dei grossi problemi del vivere sulla Luna o su Marte, infatti, sono le pericolose radiazioni cosmiche. Gli insediamenti sotterranei permetterebbero di evitare il problema della sicurezza degli astronauti, ma si portando dietro molti svantaggi.

Credit: Marco Peroni Ingegneria

In Italia, c’è un ingegnere che sta studiando il modo per farci vivere su un altro pianeta: è Marco Peroni, ingegnere di Faenza. “Ho progettato soluzioni per abitare sulla Luna e su Marte perché mi piacciono i progetti utopistici, tanto che in passato ho lavorato addirittura a soluzioni per il ponte sullo Stretto di Messina”, ha affermato Peroni a Repubblica. Dal 2016, Peroni studia sistemi per rendere più sicura la vita sulla superficie di altri pianeti. Tra i suoi progetti, c’è una cupola di vetro e acciaio dal diametro di 100 metri, attraversata da corrente ad altissimo voltaggio per creare un campo magnetico artificiale che defletta le radiazioni cosmiche, proprio come fa il campo magnetico della Terra, permettendoci di vivere al riparo dalle radiazioni. Il progetto di Peroni permetterebbe di proteggere gli astronauti di un futuro insediamento spaziale.

Credit: Marco Peroni Ingegneria

Della sua idea, l’ingegner Peroni spiega: “Sugli elementi di metallo della struttura, lungo i meridiani di una sfera ideale, sono presenti cavi elettrici superconduttori disposti a forma di toroide che, una volta alimentati, generano un campo magnetico. Questo all’esterno deflette le radiazioni, ma all’interno risulta nullo, evitando rischi per la salute degli essere umani”, parlando di “insediamenti in cui passeggiare e da cui godersi la vista su Marte”, invece delle soluzioni sotterranee ipotizzate finora. Il sistema progettato da Peroni è stato validato dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare di Bari.

“Prima o poi andremo su Marte e farsi 9 mesi di viaggio in astronave per arrivare su un pianeta dove poi si vive almeno 2 anni sotto terra può essere psicologicamente insostenibile. Visto che non accadrà molto presto, c’è modo e tempo per proporre soluzioni ingegneristiche basate su tecnologie esistenti”, aggiunge Peroni, definendo la sua idea “tutto sommato semplice, almeno sulla carta”. Un altro grande problema da risolvere è la produzione dell’energia necessaria a generare il campo magnetico intorno alla cupola, che per il solo progetto di Marte richiederebbe una centrale nucleare da 90 gigawatt (o l’equivalente in pannelli solari).

Ma le idee di Peroni non si fermano qui. Negli ultimi 5 anni, l’ingegnere italiano ha progettato la Solenoid Moon Base, una base per abitare sulla Luna con cui ha partecipato a una “call for paper” dell’Agenzia spaziale Italiana. Inoltre, ha progettato moduli abitativi pensati per essere trasportati con le versioni future dei razzi di SpaceX oppure da costruire all’arrivo, utilizzando stampanti 3D alimentate con i materiali disponibili sul posto.

Inoltre, Peroni si prepara per andare all’International Astronautical Congress 2021 di Dubai, dove presenterà il progetto di un albergo lunare da costruire al riparo della sua cupola geodetica: “Lo studio alla base del progetto è lo stesso utilizzato per Marte, perché una volta avuta l’idea su come respingere i raggi cosmici, vale la pena declinarla in più modi possibile”.

Saremo una specie multiplanetaria“, ripete spesso Musk quando parla del suo sogno di colonizzare Marte. E chissà che idee come quelle dell’ingegnere Marco Peroni non ci permetteranno davvero di farlo.