Vaccino ai bambini, lo studio scientifico: “Scelta difficile da giustificare, è preferibile che il virus circoli tra i più piccoli se gli adulti sono vaccinati”

In un articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal, gli esperti fanno il punto su una domanda molto attuale: è davvero necessario vaccinare i bambini contro il coronavirus SARS-CoV-2?

Dopo la diffusa vaccinazione tra gli anziani e i gruppi più vulnerabili, alcuni Paesi stanno iniziando a considerare di vaccinare contro il coronavirus SARS-CoV-2 anche i bambini e questo ha suscitato un grande dibattito: è davvero necessario? In un articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal, gli esperti Jennie S. Lavine e Rustom Antia (Emory University, Atlanta) e Ottar Bjornstad (Pennsylvania State University) hanno cercato di dare una risposta a questa domanda.

I giovani sono stati ampiamente risparmiati da forme gravi di Covid-19 finora e il valore della vaccinazione nei bambini contro i virus respiratori in generale rimane una questione aperta per 3 motivi: i limitati benefici della protezione in gruppi di età che sperimentano solo malattie lievi; gli effetti limitati sulla trasmissione a causa della gamma di tipi antigenici e della diminuzione dell’immunità indotta dal vaccino; la possibilità di conseguenze indesiderate legate alle differenze nell’immunità indotta dall’infezione e dal vaccino”, scrivono gli esperti, che hanno analizzato ciascun punto come segue.

Protezione

Vaccini bambini
Foto di Robert Ghement / Ansa

Il rapporto costi-benefici di qualsiasi campagna di vaccinazione dipende dall’incidenza della malattia nella popolazione target e dalle risorse disponibili. La gravità del Covid-19 nei bambini sotto i 12 anni è simile a quella dell’influenza e poiché le risorse sanitarie sono scarse anche nei Paesi ad alto reddito, è improbabile che vaccinare i bambini sia una priorità. I dati preliminari suggeriscono che la malattia causata dalle varianti di maggiore preoccupazione rimane lieve nei bambini, sebbene rimanga essenziale l’attento monitoraggio di nuove varianti emergenti. Se dovesse emergere una in grado di causare una malattia grave nei bambini, la loro vaccinazione diventerebbe una priorità”, si legge nell’articolo.

Inoltre, la vaccinazione potrebbe essere particolarmente importante per alcuni sottogruppi. Alcune condizioni croniche, come l’obesità, predispongono i bambini ad un Covid-19 più grave, ed è più probabile che quelli con marcatori di infiammazione e stress cardiaco sviluppino conseguenze come la sindrome infiammatoria multisistemica. Studi per identificare se i marcatori da laboratorio prima dell’infezione possono prevedere il rischio di sindrome infiammatoria multisistemica dovrebbero essere una priorità della ricerca per aiutare ad indirizzare la vaccinazione ai bambini vulnerabili”, spiegano i ricercatori.

Trasmissione

vaccino Johnson & Johnson
Foto Etienne Laurent / Ansa

Recenti studi forniscono le evidenze che la vaccinazione di massa riduce la trasmissione del virus SARS-CoV-2 nella popolazione. I bambini di età scolare e gli adolescenti hanno tassi più alti di contatto sociale rispetto agli adulti più anziani, quindi vaccinare i bambini potrebbe ridurre la circolazione del patogeno e proteggere gli adulti più anziani e vulnerabili dall’esposizione. Tuttavia, i bambini sembrano essere meno suscettibili sia all’infezione che alla trasmissione di SARS-CoV-2 rispetto agli adulti e Paesi, come la Norvegia, hanno mantenuto bassi tassi di trasmissione nonostante abbiano tenuto le scuole primarie aperte. Entrambi suggeriscono un ruolo limitato da parte dei bambini nel sostenere le catene di trasmissione e che vaccinare i bambini potrebbe apportare un beneficio marginale nel ridurre il rischio per gli altri”, scrivono gli esperti.

Conseguenze indesiderate

vaccino covid bambino gesùPurtroppo, mentre la circolazione del virus diminuisce, l’età delle infezioni primarie aumenta e poiché l’età è direttamente associata con la patogenicità, vaccinare i bambini probabilmente porterebbe a tassi di infezione più bassi ma tassi di mortalità più alti. Inoltre, a seconda delle relative durate dell’immunità indotta dai vaccini e dall’infezione e dal tasso di cambiamento antigenico virale, vaccinare i bambini potrebbe aumentare la frequenza di grandi epidemie stagionali, portando ad un generale aumento della morbilità e della mortalità indotte dal virus”, si legge nell’articolo.

vaccino coronavirus
Foto Tino Romano / Ansa

Gli esperti, allora, indicano la necessità di una “decisione bilanciata”. “Se l’infezione nei bambini (e la riesposizione negli adulti) continuano ad essere tipicamente lievi, la vaccinazione dei bambini non sarà necessaria per fermare la pandemia. I benefici marginali dovrebbero quindi essere considerati nel contesto delle risorse sanitarie locali, della distribuzione equa dei vaccini a livello globale e di una comprensione più sfumata delle differenze tra l’immunità indotta da vaccino e quella indotta dall’infezione. Quando la maggior parte degli adulti è vaccinata, la circolazione di SARS-CoV-2, in effetti, può essere desiderabile, poiché è probabile che porti all’infezione primaria in età più giovane, quando la malattia è lieve, seguita da riesposizioni in età adulta quando l’immunità che blocca la trasmissione diminuisce ma l’immunità che blocca la malattia rimane alta. Questo manterrebbe le reinfezioni lievi e l’immunità aggiornata”, spiegano gli esperti.

Il monitoraggio della gravità della malattia rimane fondamentale, tuttavia, sia nei bambini immunologicamente naive che negli adulti vaccinati o precedentemente contagiati, in modo da poter adattare le strategie di controllo man mano che il virus si adatta a noi”, concludono i ricercatori.