Oltre al Coronavirus, Tokyo deve fare i conti anche con il caldo: alte temperature e tassi di umidità elevatissimi continuano a preoccupare, soprattutto in considerazione dello svolgimento dei Giochi Olimpici. Stamattina l’atleta russa del tiro con l’arco, Svetlana Gomboeva, si è accasciata per un colpo di calore: subito soccorsa, la 23enne ha reso noto successivamente di stare bene e che le serve solo un po’ di riposo per riprendersi.
La questione ha iniziato a porsi quando gli organizzatori hanno deciso di tenere i Giochi nella finestra tra luglio e agosto per sottostare a esigenze televisive ed economiche, nonostante siano mesi a rischio calura (ciò al contrario di quanto avvenne nel 1964, quando le gare si svolsero a ottobre): si tratta di un periodo in cui le temperature di solito si aggirano intorno ai +33/+35°C, ma con un’umidità che oscilla tra il 70 e l’80%, un fattore determinante, che fa aumentare di molto il caldo percepito.
Per aggirare (anche se limitatamente) il problema, ad esempio, è stato deciso di anticipare o cambiare sede ad alcune gare, soprattutto quelle di resistenza: il nuoto di fondo sarà in acqua all’alba con partenza alle 06:30, mentre la maratona è stata spostata nella zona montuosa di Sapporo, a oltre 800 km da Tokyo.
Gli organizzatori olimpici hanno anche implementato una varietà di contromisure minori per proteggere gli atleti e il personale, tra cui la fornitura diffusa di macchine che diffondono nebbioline refrigeranti, panchine ombreggiate, ombrelloni, acqua in bottiglia, camere con aria condizionata e anche bagni di ghiaccio e giubbotti di ghiaccio.
Negli ultimi anni il Giappone ha registrato il caldo più afoso della sua storia moderna, al quale seguono nella stagione delle piogge alluvioni sempre più frequenti e intense. Secondo i dati ufficiali, nel 2018 almeno 80 persone sono morte durante un’ondata di caldo a Tokyo (105 in tutto il Giappone e oltre 1.100 persone ricoverate) e il 23 luglio di quell’anno la temperatura è salita a +41,1°C in alcune aree della capitale, record assoluto nella storia giapponese.
Al momento sembra che si stiano ripetendo le stesse condizioni del 2018, anche se dalla prossima settimana è attesa la pioggia, che potrebbe migliorare la situazione.
Se però le temperature dovessero restare intorno ai +40°C, quella di Tokyo potrebbe passare alla storia come l’Olimpiade più calda di sempre. Secondo World Weather Online, le temperature più alte si sono registrate durante i Giochi di Pechino nel 2008 con +38°C, seguiti dai +35°C di Atene del 2004 e Atlanta del 1996, staccando di 2°C Barcellona 1992.


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