Copernicus: incendi devastanti nell’Estremo Oriente russo, Columbia Britannica e Stati Uniti occidentali

Copernicus Atmosphere Monitoring Service riferisce che le regioni della Russia orientale, in particolare la Repubblica di Sakha nel distretto dell'Estremo Oriente, sono state particolarmente colpite dagli incendi

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Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS), implementato dallo European Centre for Medium-Range Weather Forecasts per conto della Commissione Europea, riferisce come, nelle ultime settimane, gli incendi nella Russia orientale, in particolare nella Repubblica di Sakha nel distretto federale dell’Estremo Oriente, abbiano raggiunto una grave intensità di incendi giornaliera comparabile ai valori osservati in giugno dei due anni precedenti, che potrebbe portare  a conseguenze simili se non vi sarà un cambio di rotta, per il tempo rimanente nella stagione degli incendi. Contemporaneamente, incendi devastanti sono divampati in Columbia Britannica, Canada così come in California e Arizona e altri paesi negli Stati Uniti, regioni attualmente colpite da intense siccità. Gli scienziati di CAMS monitorano l’attività degli incendi in queste aree sin dall’inizio della stagione degli incendi boreali, ossia maggio 2021.

Gli scienziati di CAMS riportano come, dall’inizio di giugno, gli incendi stiano divampando nelle zone occidentale degli Stati Uniti, cominciando dall’Arizona, stato particolarmente colpito dalla siccità, mostrando una intensa Potenza Radiativa di Fuoco (FRP). L’FRP rappresenta una misura della produzione di calore, in grado di descrivere l’intensità degli incendi. I dati mostrano che il potere radiativo giornaliero degli incendi in Arizona è stato ben al di sopra della media per tutto il mese di giugno, immettendo grandi quantità inquinamento da fumo nell’atmosfera. Intorno alla fine del mese, incendi devastanti e particolarmente intensi hanno iniziato a divampare anche in Columbia Britannica e California, mostrando una intensità di incendi particolarmente forte e concentrata in una manciata di incendi possenti.

Nel frattempo, gli incendi nella Repubblica di Sakha hanno raggiunto una grande intensità con valori FRP giornalieri molto alti. I dati CAMS mostrano che il 2021, così come gli ultimi due anni, 2019 e 2020, sono stati tutti significativamente sopra la media, segnando una tendenza al rialzo per la regione. Anche se giugno è il primo mese in cui inizia tipicamente la stagione degli incendi, gli incendi nella Repubblica di Sakha sono già molto gravi e assomigliano all’inizio degli incendi record del 2019 e 2020. Tipicamente, l’attività principale degli incendi nella regione e nel Circolo Polare Artico si verifica in luglio e agosto. Gli ultimi quattro anni hanno visto i peggiori incendi nella regione in quel periodo e gli scienziati del CAMS continueranno a monitorare questi incendi per vedere se rimarranno sulla stessa traiettoria degli anni precedenti.

Oltre alla distruzione e al pericolo per la sopravvivenza causati dagli incendi, il fumo emesso rappresenta un serio rischio per la salute non solo per le zone limitrofe, ma anche per quelle lontane dal focolaio per via dei lunghi tragitti che il fumo è in grado di percorrere – fino a centinaia o migliaia di chilometri – veicolato dal vento. Gli incendi sono responsabili di un inquinamento dell’aria molto più significativo rispetto alle emissioni industriali, poiché producono una combinazione di particolato, monossido di carbonio e altre sostanze inquinanti.

Mark Parrington, Senior Scientist ed esperto di incendi selvaggi presso l’ECMWF Copernicus Atmosphere Monitoring Service commenta: “Stiamo monitorando da vicino gli incendi nella Columbia Britannica e negli Stati Uniti occidentali, così come alcune regioni della Russia orientale e del Circolo Polare Artico. Questi incendi stanno bruciando con alta intensità e hanno emesso grandi quantità di fumo nell’atmosfera. Un numero significativo di incendi selvaggi si verifica normalmente in regioni con condizioni più secche e temperature più elevate, e le prime evidenze suggeriscono che questo potrebbe essere il caso anche per questi incendi. Il nostro monitoraggio non guarda solo l’intensità degli incendi, ma analizza anche i loro impatti su scala più ampia, come le loro emissioni di fumo, o il loro impatto sulla qualità dell’aria, per esempio”.

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