Coronavirus, in Sicilia la situazione peggiora: anche Gela in zona rossa, 94 mila siciliani sono in lockdown

Coronavirus, Gela sarà la terza "zona rossa" della Sicilia tra poche ore dopo Riesi e Mazzarino

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Gela, comune siciliano di 72 mila abitanti, sarà dichiarato “zona rossa” nelle prossime ore da un’apposita ordinanza del governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, che nei giorni scorsi ha già disposto lo stesso provvedimento per i comuni di Mazzarino (11 mila abitanti) e Riesi (11 mila abitanti). E così 94 mila siciliani tornano in lockdown, in piena estate.

Il Comune di Gela ha ricevuto poche ore fa la comunicazione dell’Asp di Caltanissetta a seguito dell’aumento dei casi degli ultimi giorni: “Gela è a un passo da una nuova zona rossa e la proclamazione potrebbe essere questione di ore“, dicono dal Comune. In questi giorni, dopo i numerosi appelli a non assembrarsi anche in occasione delle partite della nazionale di calcio, il sindaco Lucio Greco ha monitorato costantemente la situazione e oggi che l’azienda sanitaria fa sapere che si è arrivati a 190 nuovi casi settimanali, ben oltre il limite dei 179, la preoccupazione è fortissima. “Il mio pensiero è rivolto, principalmente, alle attività commerciali che, dopo un inverno pesantissimo di chiusure e sacrifici, hanno fatto tanto per rialzarsi, confidando nella bella stagione – afferma Greco -. Purtroppo le regole sono chiare e i numeri sono incontrovertibili. Per l’Asp, affinché l’allarme rientri prima che sia troppo tardi, è necessaria la proclamazione della zona rossa, con tutte le misure restrittive che ne derivano“. Greco questa mattina ha più volte sentito la Regione e si dice “assolutamente d’accordo” con le parole del governatore Nello Musumeci, secondo cui è necessario rivedere i parametri che fissano la definizione dei colori delle regioni per far sì che vengano collegati al tasso di ospedalizzazione e non più alla percentuale dei contagi. “Purtroppo, però, mi è stato riferito, che finché non cambia la norma nazionale a quella ci si deve attenere. Per quanto mi riguarda – aggiunge il sindaco di Gela – nel garantire il massimo dei controlli sento la necessità, ancora una volta, di chiedere ai miei concittadini di fare un passo indietro e di ricominciare ad usare la mascherina ovunque, anche all’aperto, dove attualmente non è obbligatorio. Non è ancora, purtroppo, il momento del liberi tutti e degli abbracci. Questo è il momento di vaccinarsi, se ancora non lo si è fatto, e di adottare comportamenti improntati alla prudenza. Continuerò a seguire l’evolversi della vicenda e ad informarvi, ma, anche se è difficile, perché l’estate è sinonimo di libertà e divertimento, dimostriamoci comunità ed evitiamo tutte le occasioni in cui potrebbero crearsi assembramenti. Per fortuna – conclude – al momento i ricoverati sono pochi, e nessuno si trova in terapia intensiva, merito anche della campagna vaccinale. Corriamo tutti insieme ai ripari prima che sia troppo tardi e altri concittadini possano rimetterci la vita, il bene più prezioso“.