In Cina si registra una risalita dei contagi da Covid-19. Ricade dunque nella paura il Paese dove la pandemia ha avuto origine e quello che per primo ha adottato strumenti per combatterla. Nelle ultime 24 ore, riferiscono le autorità di Pechino, sono stati confermati 57 nuovi casi. Si tratta del numero più alto di contagi dal 30 gennaio. Dei nuovi contagi, 15 sono a trasmissione locale e gli altri ”importati”. E’ quanto riporta il Guardian. Tutti i 15 contagi locali sono stati localizzati nella provincia dello Yunnan, nella città di Ruili che confina con la Birmania.
Per far fronte alla situazione le autorità hanno bloccato la città, chiudendo la maggior parte delle attività commerciali e imponendo ai residenti di rimanere a casa. Le nuove infezioni sono emerse durante un ciclo di test di massa dei residenti. I casi positivi includono cittadini sia cinesi sia birmani di Ruili, dove le autorità hanno deciso di intensificare i controlli alle frontiere. Ruili aveva già avuto un focolaio di Covid a marzo e aveva lanciato una campagna per vaccinare l’intera città ad aprile.
La Cina si è affidata ad un duro lockdown e test di massa per arginare le epidemie, nonostante in parallelo abbia condotto una serrata campagna vaccinale. I funzionari sanitari hanno dichiarato di voler immunizzare l’80% della popolazione. Il blocco nella città di Ruili vede la chiusura tutte le attività commerciali e le istituzioni pubbliche a eccezione di ospedali, farmacie e negozi di prima necessità come i negozi di alimentari. La città si trova al confine con la Birmania, dove vi è un grande focolaio di coronavirus che fatica a contenere viste le scarse risorse. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3.602 nuovi casi, il totale giornaliero più alto dall’inizio della pandemia. Ruili sorge sulla sponda opposta rispetto alla città birmana di Muse nello stato birmano di Shan.
La Cina non include i casi asintomatici nel suo conteggio ufficiale. In Cina vengono regolarmente registrati casi dai viaggiatori, ma di solito in numero minore. Il volo Xiamen Air del 2 luglio è giunto da Kabul a Wuhan, città considerata epicentro della pandemia nel 2019.


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