“Gravi danni cerebrali a lungo termine”, anche nel calcio arriva lo stop ai colpi di testa

I calciatori della premier league non potranno più colpire la palla di testa per più di 10 volte in allenamento: la norma a tutela della salute dei professionisti

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In Inghilterra, i calciatori professionisti non potranno eseguire più di dieci colpi di testa in allenamento nell’arco di una settimana. E’ la raccomandazione che la Football Association (Fa) ha pubblicato ieri, Mercoledì 28 Luglio, nell’intento di “tutelare il benessere dei giocatori“, in accordo con la Premier League, la English Football League, l’associazione calciatori e l’associazione allenatori. Tale limite, è stato specificato, non vale nel corso delle partite e riguarda solo gli interventi di testa su palloni che arrivano da lunga distanza, oltre i 35 metri, da calci di punizione, cross o corner E’ in questi casi, infatti, che il trauma del colpo può causare più danni al giocatore, specie nel lungo periodo, dalla commozione cerebrale fino a problemi neurologici e addirittura alla demenza. In altri sport, come il football americano o il rugby si è già intervenuti per limitare i rischi dei traumi cranici con precisi e più stringenti protocolli. Per il calcio, almeno in Inghilterra, si è già intervenuti a livello di squadre giovanili, proprio per ridurre al minimo il rischio di danni cerebrali sui più giovani. Ora l’attenzione si sposta sui professionisti della Premier League. Quando anche in serie A?