Etna, INGV: il magma ricco di gas provoca eruzioni esplosive, “è un periodo eccezionale ma il vulcano continua a fare quello che ha sempre fatto”

Il direttore dell'Osservatorio Etneo INGV Stefano Branca: "per ritrovare una fase eruttiva così intensa e così frequente bisogna ritornare indietro di almeno una ventina di anni"

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L’Etna ha dato nuovamente spettacolo nella notte, dando vita al 44° parossismo dal 44°dal 16 febbraio 2021. Il fenomeno, iniziato intorno all’una, si è concluso poco dopo le 2.
La nuova fase di attività del vulcano attivo più alto d’Europa è stata accompagnata dall’emissione di una imponente nube eruttiva, alta almeno 5 km, secondo stime dell’Osservatorio Etneo INGV, che ha causato un’intensa pioggia di cenere lavica.

In questo momento non ci sono eruzioni effusive della durata di un paio di mesi, ma solo parossismi dovuti al fatto che il magma è ricco in gas e dunque il modo di eruttare è pressoché esplosivo“: lo ha spiegato il direttore dell’Osservatorio Etneo INGV Stefano Branca in riferimento ai fenomeni di parossismo che si esauriscono in genere un paio di ore. “E’ comunque sempre un modo di scaricare. Poi alla fine vengono eruttati gli stessi quantitativi di magma delle eruzione effusive importanti. E’ certamente un grande spettacolo, ma è anche un disagio per le popolazioni sottovento più esposte alle ricadute della cenere. E’ il bello e il brutto di vivere sotto il vulcano“.
Per ritrovare una fase eruttiva così intensa e così frequente nella ripetizione dei fenomeni bisogna ritornare indietro di almeno una ventina di anni. E’ certamente un periodo eccezionale anche se l’Etna continua a fare quello che ha sempre fatto,” ha concluso Branca.