Fibrillazioni nel governo e nella maggioranza sul Green pass e sulla revisione dei parametri per le fasce di rischio e i colori delle Regioni. Sono ore di discussioni nella maggioranza di Governo, con la Lega di Salvini che sta facendo una forte battaglia per evitare l’uso estensivo del Green Pass e parametri eccessivamente chiusuristi. “Se siamo entrati nel Governo è proprio per far pesare le nostre posizioni, supportate da molti italiani, che non vogliono chiusure e limitazioni quando non ce n’è bisogno come in questo momento” dicono fonti del partito di Salvini.
Anche tra i presidenti di Regione si discute sulle soglie di occupazione dei posti letto negli ospedali, “perchè in questo modo ci giochiamo l’estate“, unadice un Governatore. Le Regioni puntano ad ottenere dal Governo che il passaggio in zona gialla scatti soltanto nel momento in cui viene superata la soglia di occupazione del 15% dei posti letto in terapia intensiva e del 20% nei reparti ordinari, andando così a garantire un’Italia tutta bianca – con ogni probabilità – almeno fino a Ferragosto e probabilmente anche per tutto il mese di Agosto.
Un punto d’incontro ancora non si è trovato a causa delle rigidità dei più chiusuristi (il Ministro Speranza, LeU e il Pd in primis) e anche per questo motivo ci dovrebbe essere prima un confronto tra esecutivo e Regioni nella conferenza unificata in programma oggi e poi solo domani dovrebbe riunirsi la cabina di regia e poi il Cdm.
La Lega punta a modificare la linea dei ‘rigoristi’. Il premier Draghi è comunque determinato ad accelerare sul Green pass. L’orientamento è quello di legare le restrizioni alle fasce di colore, rendere dunque le norme più stringenti a seconda della diffusione del contagio. La linea del presidente del Consiglio prevede l’uso del passaporto vaccinale nei luoghi al chiuso e per i grandi eventi. I partiti di maggioranza che di più spingono per il Green Pass sono il Pd, LeU e anche Forza Italia, mentre il Movimento 5 Stelle è più vicino alle posizioni della Lega secondo cui non bisognerebbe forzare eccessivamente la mano: sono favorevoli al Green Pass, ma solo per i grandi eventi di svago come discoteche, concerti e stadi, non per le attività quotidiane.
Inoltre l’esecutivo intende prolungare lo stato d’emergenza che scade il 31 luglio fino a fine anno (31 dicembre 2021). La proroga sarà inserita nel nuovo decreto. Non sarà invece affrontato il nodo della scuola nella prossima riunione del Cdm. La Lega resta fortemente contraria all’obbligo di vaccinazione per il personale scolastico. “Se vogliono inserire l’obbligo dei vaccini allora il governo venga in Aula e si vota su un provvedimento“, dice un esponente del partito leghista.
Si è conclusa la Conferenza delle Regioni convocata per questa mattina e che ha avuto come temi il green pass e l’aggiornamento dei parametri per i profili di rischio. Sull’estensione delle utilizzo del certificato verde, la posizione delle Regioni è quella di utilizzarlo per aprire le attività ancora chiuse nella zona di riferimento, come – per l’area bianca – le discoteche. Resta in una fase interlocutoria la questione dei parametri e in particolare delle soglie percentuali che determinano i profili di rischio. Si va invece verso una conferma del numero minimo di tamponi giornalieri da effettuare in zona bianca, che sarebbe fissato a 150 ogni 100mila abitanti. Su questi argomenti alle 13 è previsto un confronto dei rappresentanti della Conferenza delle Regioni a cui potrebbero partecipare – tra gli altri – delegati di Palazzo Chigi.
Intanto stamattina Andrea Crisanti, direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, ha detto che “Il Green pass non è uno strumento che blocca il virus: ci vogliono ben altre cose per bloccare la trasmissione, un sistema di tracciamento degno di questo nome, bisogna potenziare la capacità di fare tamponi e inserirla in una politica di tracciamento nazionale“. Si moltiplicano le evidenze che anche i vaccinati possono essere contagiosi, contagiarsi e contagiare, e sono numerosi ormai gli episodi in Europa di focolai scoppiati in eventi a cui si poteva accedere esclusivamente con il Green Pass. Il rischio è duplice: che con la vaccinazione le persone si sentano al sicuro e smettano di adottare le misure di prevenzione del contagio (mascherina, distanziamento, igiene), e che autorizzando molte più attività con il Green Pass il virus circoli ancora più velocemente tramite i vaccinati.
