Istat: nel 2020 minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia e massimo di morti dal dopoguerra

Secondo il nuovo rapporto Istat, l'emergenza sanitaria "ha imposto restrizioni che hanno dettato nuovi stili di vita"

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La crisi pandemica ha esercitato un forte impatto sui comportamenti demografici e causato un diffuso stress alle strutture sanitarie che si è riflesso sulla capacità di prevenzione e cura delle malattie“: lo ha reso noto l’Istat oggi, pubblicando il rapporto annuale 2021. “Il quadro demografico nel 2020 è contraddistinto dal nuovo minimo storico di nascite dall’Unità d’Italia e da un massimo di decessi dal secondo dopoguerra – ha sottolineato l’Istituto nazionale di statistica – Tra i fattori determinanti dell’andamento della popolazione – anche per i riflessi sui progetti di vita individuali – vi è il calo eccezionale dei matrimoni. I primi dati relativi al 2021 rafforzano la convinzione che la crisi abbia amplificato gli effetti del malessere demografico strutturale che da decenni spinge sempre più i giovani a ritardare le tappe della transizione verso la vita adulta, a causa delle difficoltà che incontrano nella realizzazione dei loro progetti. L’emergenza sanitaria ha imposto restrizioni che hanno dettato nuovi stili di vita e limitato la mobilità, riducendo sia i trasferimenti interni sia i flussi da e per l’estero“.
La pandemia – ha evidenziato l’Istat – ha avuto un effetto drammatico sulla mortalità, non solo per i decessi causati direttamente, ma anche per quelli dovuti all’acuirsi delle condizioni di fragilità della popolazione, soprattutto anziana. Nei primi due mesi della crisi sanitaria sono aumentati i decessi legati a patologie per le quali la tempestività e la regolarità delle cure è spesso decisiva. I ritardi e le rinunce a prestazioni sanitarie – finalizzate alla cura di patologie in fase acuta o ad attività di prevenzione – avranno delle conseguenze sulla salute della popolazione. I dati più recenti sull’attività di assistenza sanitaria territoriale, visite specialistiche e accertamenti diagnostici misurano una diminuzione generale delle prestazioni, anche di quelle indifferibili“.