Libano al collasso, il premier: “non abbiamo più carburante, stanno finendo farmaci ed energia elettrica. Aiutateci”

Crisi in Libano, situazione drammatica: Paese sull'orlo del collasso, il drammatico appello del premier alla comunità internazionale

MeteoWeb

In Libano persino le scorte di farmaci si stanno esaurendo, sullo sfondo della persistente crisi economica e finanziaria che, secondo la Banca mondiale, potrebbe diventare una delle tre peggiori mai verificatesi dalla metà dell’800 in termini di effetti sugli standard di vita. A denunciare il deficit di medicinali è stata l’organizzazione degli importatori farmaceutici, secondo cui un gran numero di farmaci è già terminato, mentre il premier uscente Hassan Diab ha ammonito che il Paese è sull’orlo di un'”esplosione sociale“. La valuta libanese ha perso oltre il 90% del suo valore rispetto al dollaro sul mercato nero dall’autunno del 2019 e gli stipendi libanesi hanno visto precipitare il loro potere d’acquisto. Il governo ha sovvenzionato beni essenziali tra cui medicine, carburante e farina per alleviare il colpo. La Banca centrale fornisce valuta pregiata per l’importazione di medicinali, ma il calo delle sue riserve in valuta estera l’ha costretta a ritardare il pagamento delle quote delle societa’ importatrici.

Le importazioni si sono quasi completamente fermate più di un mese fa“, ha affermato l’organizzazione in una nota, osservando che la crisi è dovuta alla Banca centrale che deve ai fornitori 600 milioni di dollari e non ha concesso l’approvazione preventiva a riprendere le attività alle società importatrici. Il doppio colpo inferto dalla pandemia da Covid-19 e dalla maxi-esplosione al porto di Beirut di un anno fa – che uccise circa 200 persone danneggiando pesantemente la capitale – ha aggravato una situazione già preoccupante. La crisi in corso minaccia di aggiungere un nuovo elemento di volatilità al Paese mediorientale che ospita almeno un milione di profughi dalla Siria e che è anche un fronte attivo nella lotta tra Iran, Israele e l’Occidente per l’influenza sulla regione. “Il Libano è a pochi giorni da un’esplosione sociale“, ha avvertito Hassan Diab, “il collasso del Paese avrà una ripercussione sulla stabilità dell’intera regione“.

In Libano vivono 7 milioni di persone, e il premier durante un discorso televisivo,  ha chiesto alla comunità internazionale di aiutare a prevenire una “esplosione sociale“. Diab presiede il governo in carica per gli affari correnti da oltre dieci mesi, ovvero dopo l’esplosione del 4 agosto scorso nel porto di Beirut. Qualsiasi governo avrebbe bisogno del sostegno di “nazioni amiche per salvarsi dalla situazione in cui si trova attualmente“, ha aggiunto Diab. Lo scorso 22 ottobre, il capo dello Stato, Michel Aoun, ha affidato a Saad Hariri l’incarico di formare l’esecutivo. Tuttavia, sono proprio le divergenze tra Aoun e Hariri ad aver bloccato finora la formazione del governo. Lo stallo istituzionale, a sua volta, sta generando un peggioramento del quadro economico e sociale. Il potere d’acquisto della popolazione si è notevolmente ridotto negli ultimi due anni, causando proteste in diverse parti del Paese.

I libanesi sono stati pazienti e stanno portando il peso di questa lunga attesa. Ma la loro pazienza si sta esaurendo mentre la loro sofferenza aumenta“, ha spiegato Diab. Oltre il 60% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. La lira libanese ha perso oltre il 91% del suo valore, rendendo inaccessibili la maggior parte dei beni di prima necessità. L’insolvenza dello Stato ha provocato anche una carenza di carburante che ha colpito settori vitali, quali ospedali e panetterie. Soltanto due delle quattro centrali elettriche del Libano sono attualmente in funzione con scarse forniture di carburante. La società elettrica statale, Èlectricitè du Liban, ha avvertito che potrebbe spegnerle se le riserve di gasolio dovessero esaurirsi.