Marte ha rivelato i suoi misteri più profondi nella prima mappa in assoluto dell’interno di un pianeta alieno, pubblicata come parte di 3 nuovi studi pubblicati il 22 luglio su Science.
Questo primo sguardo all’interno di Marte è il culmine di due anni di ricerca (e decenni di pianificazione) con il lander InSight della NASA, un robot schierato su Marte nel 2018, con l’unico obiettivo di studiare le viscere invisibili del Pianeta Rosso. Circa un mese dopo essere atterrato sulla pianura piatta e liscia conosciuta come Elysium Planitia, InSight ha usato il suo braccio robotico per installare un minuscolo sismometro sulla superficie marziana e ha iniziato ad ascoltare i “Marsquake“, le vibrazioni sismiche all’interno del pianeta, simili ai terremoti sulla Terra.
“A differenza della Terra, Marte non ha placche tettoniche, la sua crosta è invece come una placca gigante,” hanno spiegato i ricercatori della NASA. “Le faglie, o fratture della roccia, si formano però ancora nella crosta marziana a causa delle sollecitazioni causate dal leggero restringimento del pianeta mentre continua a raffreddarsi“.
Queste fratture possono provocare vibrazioni sismiche e negli ultimi due anni InSight ne ha rilevate 733. Considerando 35 dei più grandi terremoti (ognuno di magnitudo tra 3.0 e 4.0), i ricercatori della NASA hanno calcolato la velocità e la distanza con cui le onde sismiche viaggiavano all’interno del pianeta, e ciò ha consentito di mapparne le strutture interne.
Il team ha scoperto che, come la Terra, l’interno di Marte è composto da tre strati: crosta, mantello e nucleo, ma le dimensioni e le composizioni di questi strati differiscono notevolmente. La crosta marziana, ad esempio, è molto più sottile di quanto previsto dai ricercatori, misurando tra 20 a 37 km di profondità, e contiene due o tre sottostrati (per confronto, la crosta terrestre si estende fino a una profondità massima di circa 100 km, secondo l’USGS).
Sotto la crosta c’è un mantello considerevole, che si estende per circa 1.560 km sotto la superficie marziana, seguito da un nucleo gigantesco che inizia a circa metà strada tra la superficie e il centro del pianeta. Il nucleo, fuso, come il nucleo esterno della Terra, era sia più grande che più liquido di quanto si aspettassero i ricercatori.
Gli scienziati non sanno ancora se Marte contenga un nucleo interno solido, come la Terra, tuttavia, secondo i ricercatori, riuscire a misurare semplicemente il nucleo esterno del pianeta dopo pochi anni di studio è un risultato notevole.
“Gli scienziati hanno impiegato centinaia di anni per misurare il nucleo della Terra,” ha affermato Simon Stähler, autore principale di uno dei nuovi articoli e professore di scienze della Terra presso l’università svizzera ETH di Zurigo. “Dopo le missioni Apollo, ci sono voluti 40 anni per misurare il nucleo della Luna. InSight ha impiegato solo due anni per misurare il nucleo di Marte“.


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