Morte De Donno, parla il collega: “Stato e media l’hanno ridicolizzato mentre salvava vite umane, sono accadute cose inquietanti”

Morte Giuseppe De Donno, le dichiarazioni del medico Mariano Amici: "lo Stato si assuma la responsabilità di quanto accaduto"

Lo Stato italiano ha consentito ai media nazionali che il dottor De Donno venisse letteralmente ridicolizzato solo perché ha dimostrato con i fatti di aver salvato molte vite con il suo metodo di cura: ritengo doveroso che i rappresentanti delle istituzioni si assumano le proprie responsabilità per quanto accaduto“. Così Mariano Amici, medico di base dell’Asm RM 6, interviene nelle polemiche sorte dopo la morte di Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’ospedale Carlo Poma trovato senza vita nella sua abitazione. “Esprimo tutto il mio cordoglio alla famiglia De Donno – spiega il medico romano in una nota – ed a tutti i medici, impegnati nella lotta per la verità, profondamente colpiti da questa tragica morte. Si è aperto uno scenario profondamente inquietante in quanto un medico che sceglie la morte quale liberazione da un mondo nel quale non si ritrova più ha ben altre soluzioni, molto più semplici, per togliersi la vita“.

Giuseppe De Donno era un “medico appassionato ed estremamente convinto dell’utilità e del valore della scienza. In occasione del Vaccine day” che il 27 dicembre 2020 ha dato il via alla campagna vaccinale anti-Covid, “fu uno dei primi a proporsi come esempio per essere vaccinato“. Lo sottolinea l’Asst di Mantova che, dopo la morte dello specialista, ex direttore della Struttura complessa di Pneumologia dell’ospedale, ringrazia la stampa “per le modalità con cui sono state riportate le notizie relative” alla scomparsa del pioniere della plasmaterapia contro Covid-19, e in una nuova nota vuole “ricordarlo ulteriormente” diffondendo la foto della sua vaccinazione. Un’immagine che, si legge, “lo ritrae ancora nel pieno del suo vigore e della sua voglia di combattere questa malattia“.

giuseppe de donno