Cambiano da oggi, con il nuovo decreto del governo Draghi, i parametri per gli eventuali passaggi di colore delle Regioni legati al rischio Covid-19 alla luce della nuova impennata dei contagi. Proprio i contagi non saranno più determinanti come prima per stabilire le nuove restrizioni: le zone gialle, arancioni e rosse non scatteranno più in base all’incidenza e all’indice Rt, ma verrà considerato il tasso di occupazione dei posti letto nei vari reparti perchè anche se il virus continua a circolare, il Governo confida che le vaccinazioni di massa già praticate dai soggetti a rischio (oltre l’85% degli over 60 si è vaccinato) renderanno possibile una convivenza con la pandemia, e quindi non sarà più un problema la contagiosità se gli ospedali rimarranno vuoti o semivuoti.
Il decreto stabilisce nel 10% l’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive e nel 15% delle ospedalizzazioni il tetto per decretare il passaggio dalla zona bianca a gialla, con le conseguenti restrizioni già definite nelle misure passate. Terapie intensive al 20% e al 30% per le ospedalizzazioni per passare alla zona arancione e rispettivamente al 30% e al 40% per entrare in zona rossa. Niente più polemiche, quindi, per decisioni cervellotiche e incomprensibili. E soprattutto, un incentivo per le autorità ad incrementare il numero dei posti letto perchè conta soltanto la percentuale: se all’aumentare dei ricoveri, aumenteranno anche i posti letto disponibili, si potrà garantire al territorio il mantenimento della zona bianca.
Oggi un po’ tutte le Regioni hanno tassi di occupazione inferiori al 3-4%, e alla luce dell’attuale andamento epidemiologico è assolutamente realistico che almeno per un altro mese, e quindi anche fino a dopo Ferragosto, tutta Italia rimanga in zona bianca anche se non dovessero essere allestiti nuovi posti letto.
Di seguito la tabella che indica la soglia con il numero di ricoverati che, eventualmente, qualora venisse raggiunto vedrà scattare il cambio di colore per ogni Regione:



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