Risolto il mistero delle violente esplosioni delle ipernovae: la firma negli elementi pesanti di un’antica stella della Via Lattea

Risolto il mistero di una delle più violente esplosioni stellari, una ipernova esplosa nella Via Lattea circa 13 miliardi di anni fa

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L’insolita concentrazione di elementi pesanti, come zinco e uranio, in una primitiva stella della nostra galassia ha aiutato a risolvere il mistero di una delle piu’ violente esplosioni stellari, 10 volte piu’ potenti di una supernova, quello di una ipernova esplosa nella Via Lattea circa 13 miliardi di anni fa.

Utilizzando i dati dell’Osservatorio australiano di Siding Spring e dal Very Large Telescope (VLT) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (ESO), i ricercatori hanno studiato una stella molto antica vicina alla costellazione dell’Aquila, a circa 7.500 anni luce dal Sole, nome in codice ‘SMSS J200322.54-114203.3’. Una strana stella, nella quale l’insolita presenza di alcuni elementi pesanti, non confrontabile con quella di stelle simili, non sarebbe legata alla fusione tra stelle di neutroni, come ipotizzato finora, ma alla violenta esplosione di una stella collassata su se stessa, amplificata dalla sua rotazione e da un intenso campo magnetico: l’esplosione di una ipernova.

credit: NASA

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, è stato coordinato da David Yong, Gary Da Costa e Chiaki Kobayashi, di Astro 3D (ARC Centre of Excellence for All Sky Astrophysics in 3 Dimensions), presso l’Universita’ Nazionale Australiana.  Tra gli autori della ricerca anche l’italiana Anna Fabiola Marino, dell’Osservatorio di Arcetri (Firenze) dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Per gli esperti, si tratta di uno studio importante, che rivela un nuovo percorso per la formazione di elementi pesanti nell’universo bambino. “La stella che abbiamo osservato – ha detto Yong – si e’ formata da una zuppa chimica che conteneva i resti di questo tipo di ipernova. Si tratta di una stella con un rapporto tra ferro e idrogeno circa 3.000 volte inferiore rispetto a quello presente nel Sole. Questo indica che e’ si tratta di una stella molto rara. A renderla ancora piu’ rara – conclude Yong – e’ proprio il fatto che contenga quantita’ molto maggiori del previsto di alcuni elementi pesanti”.