Siccità: Romagna sulla soglia dell’emergenza idrica, gravi conseguenze per le coltivazioni

Secondo ANBI, "la Romagna, ma anche territori del Bolognese del Ferrarese, sono sull’orlo di una crisi idrica endemica"

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Dopo due anni consecutivi, caratterizzati da forte aridità, la Romagna, ma anche territori del Bolognese del Ferrarese, sono sull’orlo di una crisi idrica endemica; lo dimostra la persistente assenza di piogge, nonostante le precipitazioni registrate anche nei giorni scorsi su territori vicini.
Gravi sono  le conseguenze per le coltivazioni non raggiunte dall’irrigazione: -65% per le orticole, in particolare per le cipolle; -50% per le patate; le perdite per mais e soia oscillano fra il 40% ed il 50%; -35% per le pere;-20% per le pesche“: a renderlo noto è l’ANBI sulla base dei primi dati elaborati dall’osservatorio di Acqua Campus, il centro di ricerca sperimentale del Consorzio C.E.R. – Canale Emiliano Romagnolo.
A contrastare l’emergenza, prosegue ANBI, “resiste la fondamentale funzione del canale C.E.R., che ha già distribuito quest’anno oltre 150 milioni di metri cubi d’acqua prelevata dal fiume Po nel Ferrarese e trasportata fino alla provincia di Rimini, lungo un tracciato di 135 chilometri: si è calcolato che, senza l’apporto di tale importante infrastruttura idraulica, la mancanza di irrigazione avrebbe già causato perdite dirette per oltre 500 milioni di euro con enormi danni in termini di indotto ed occupazione“.

Le scelte del canale C.E.R., così come dell’invaso di Ridracoli, sono state lungimiranti per la Romagna e dimostrano la determinante importanza delle infrastrutture idrauliche per rispondere alle conseguenze dei cambiamenti climatici – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e della Acque Irrigue (ANBI) –  Gli 858 progetti del nostro Piano di Efficientamento della Rete Idraulica del Paese e di cui chiediamo l’inserimento nel Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza vanno proprio in quella direzione.

Anche quest’anno la fornitura d’acqua irrigua, prosegue ANBI in una nota, “è finora proseguita regolarmente, ma sono preoccupanti i dati sui livelli del  Grande Fiume, che pur ha visto un leggero incremento di portata grazie alle recenti piogge, perché, senza significativi apporti meteorici da Lombardia e Piemonte, sarà presto  raggiunta la soglia di preallarme con la conseguente adozione  di misure emergenziali“.

Stanti le attuali previsioni – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – nel rispetto delle priorità d’uso previste dalla normativa  bisognerà attivare ogni strumento per ottimizzare l’apporto idrico; in questo,  si conferma l’importanza del miglior consiglio irriguo, fornito dal sistema nazionale Irriframe, che attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie, permette di distribuire l’acqua secondo le specifiche necessità colturali, riducendo i rischi da siccità.