Orologi atomici a trappola di ioni per lo spazio profondo: testato con successo il Deep Space Atomic Clock

Nel 2019, la NASA ha lanciato un orologio a trappola di ioni di mercurio, chiamato Deep Space Atomic Clock: l’analisi dei dati del primo anno di funzionamento mostra risultati migliori rispetto agli orologi attuali

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Gli orologi atomici attualmente utilizzati nello spazio si basano su atomi confinati in una scatola che scandiscono il tempo in base alla loro frequenza di risonanza. La stabilita’ a lungo termine di questi orologi e’ pero’ ostacolata dalle collisioni degli atomi con le pareti della scatola stessa. Questo effetto viene superato negli orologi atomici a trappola di ioni, in cui gli atomi carichi sono confinati elettromagneticamente, eliminando cosi’ il problema delle collisioni con le pareti.

Nel 2019, la NASA ha lanciato un orologio a trappola di ioni di mercurio, chiamato Deep Space Atomic Clock (DSAC), in orbita attorno alla Terra. Il DSAC e’ stato testato con successo nello spazio, con risultati migliori degli attuali orologi spaziali utilizzati. Lo conferma l’analisi dei dati del primo anno di funzionamento dell’orologio Deep Space Atomic Clock (DSAC), sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA. L’analisi, i cio risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature, è stata condotta dai ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena.

Nonostante si sia verificato un guasto poco dopo l’inizio dei test, la stabilita’ del DSAC a breve e lungo termine supera comunque quella degli attuali orologi spaziali di dieci volte. Le variazioni di radiazione, temperatura e campi magnetici non sembravano limitare le prestazioni dell’orologio, rendendolo adatto al funzionamento nell’ambiente estremo dello spazio. Questo orologio atomico dello spazio profondo ha attualmente un’aspettativa di vita di 3-5 anni, ma si sta lavorando per estenderla a 10 anni od oltre, osservano gli autori. Il livello di prestazioni ottenuto indica che questa tecnologia potrebbe essere utilizzata per consentire la navigazione delle sonde per l’esplorazione dello spazio profondo.