Se non fosse stato introdotto il nuovo sistema di denominazione con le lettere dell’alfabeto greco, la variante Epsilon sarebbe la variante californiana, o americana. Tecnicamente è la “B.1.427/B.1.429“, sequenziata per la prima volta proprio in California a inizio 2021. Adesso inizia a circolare in modo più diffuso, mentre la variante Delta (ex variante indiana) ha ormai preso il sopravvento in Europa. Il virus continua a circolare in tutto il mondo, e continua a mutare molto velocemente. La scelta politica di alcuni Paesi occidentali, e in modo particolare di quelli europei, si bloccare la circolazione del virus con le vaccinazioni di massa proprio per evitare il proliferare di nuove varianti, si infrange contro la realtà di una popolazione mondiale fatta di oltre 7 miliardi e mezzo di soggetti che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno neanche l’accesso alle vaccinazioni, in modo particolare in Asia, Africa e America Latina.
Il virus, quindi, continuerà a circolare e mutare a lungo: diventa quindi fondamentale l’analisi e il sequenziamento delle nuove varianti, per prepararsi a fronteggiarle al meglio. La variante Epsilon preoccupa più della Delta perchè, pur essendo meno contagiosa (+20% rispetto al virus originario, mentre la Delta ha un 50% in più di contagiosità rispetto al virus originario) e non essendo più letale, è resistente ai vaccini già somministrati a centinaia di milioni di persone in Europa e Nord America.
Ieri Paolo Fazii, primario della Unità operativa complessa di virologia e microbiologia della Asl di Pescara, ha detto in audizione in commissione comunale ambiente che la variante Epsilon “può far ammalare chi è vaccinato o già guarito dal virus“.
Questa variante ha un corredo di mutazioni che l’ha fatta entrare nel noverodelle varianti del Covid-19 che destano preoccupazione, le cosiddette Voc (Variants of concern). Anche se ancora circola molto poco in Italia (2 soli casi accertati secondo la banca internazionale Gisaid) e in Europa, abbiamo molte informazioni su questa variante grazie allo studio scientifico dell’Università del Washington di Seattle coordinata dal biochimico Matthew McCallum e pubblicata sulla rivista Science.
Lo studio sottolinea l’importanza del sequenziamento come una delle armi più importanti per contrastare la circolazione del virus. La ricerca coordinata da McCallum si basa sull’analisi di 57 campioni e ha osservato ben tre mutazioni che la rendono resistente agli anticorpi e che si trovano sulla proteina spike, l’artiglio che il virus usa per entrare nelle cellule.
I dati indicano che, con le sue tre mutazioni, la variante Epsilon è resistente sia agli anticorpi generati dai vaccini a Rna messaggero sia a quelli generati dall’infezione da virus Sars-CoV-2. Le osservazioni pubblicate si basano sull’analisi del plasma prelevato da 15 persone vaccinate con due dosi di Moderna, da 33 vaccinate con due dosi di Pfizer-BioNtech e da 9 che avevano avuto l’infezione.
In base agli ultimi dati disponibili sulla sua diffusione sappiamo che è presente ormai un po’ in tutto il mondo, per la precisione in 44 Paesi, dagli USA all’India, dal Giappone alla Corea del Sud. In Europa sono stati rilevati casi in Danimarca (37), Germania (10), Irlanda e Francia (7), Olanda e Spagna (5), Svizzera (4), Norvegia (3), Svezia, Finlandia e Italia (2) e Belgio (1). Il timore è che nel prossimo autunno-inverno possa prendere il sopravvento dopo l’ondata attuale della variante Delta, provocando una nuova ondata di morti e ricoveri per la resistenza alle vaccinazioni e la possibilità di reinfettare i guariti contagiati con il virus originario. La minor contagiosità della variante Epsilon rispetto alla variante Delta ha determinato che la Delta prendesse il sopravvento prima in termini temporali, ma proprio la resistenza ai vaccini potrebbe dare alla Epsilon ulteriore slancio in vista della prossima stagione autunnale.
