Sono 22 i casi di positività accertati a seguito di un focolaio che si è sviluppato nella casa di riposo di Santa Fiora, nel grossetano. Si tratta di un numero molto alto di casi se si considera che sono stati rilevati in due giorni e rispetto alla piccola comunità amiatina. “Ci aspettiamo un aumento considerevole in questi giorni – ha riferito il sindaco Federico Balocchi –. Si tratta di ospiti e anche di operatori, che tra l’altro sono stati tutti vaccinati“. I sospetti che vi fosse un focolaio Covid e i relativi tamponi a tappeto sono partiti quando un ospite, che in quel momento si trovava ricoverato in ospedale per accertamenti, è stato trovato positivo. Da quel momento, nel giro di 48 ore, sono emerse le positività. Si tratta di persone, ospiti della struttura e operatori, tutti vaccinati. Nel frattempo ad alcuni anziani sarebbe arrivata anche qualche linea di febbre. “C’è un problema serio – chiosa il primo cittadino –. Ci sono già sanitari positivi e in quarantena. Non abbiamo personale che si occupi degli anziani della Rsa“.
E dalla Toscana alla Sardegna, con lo stesso drammatico copione. Tutti vaccinati con doppia dose gli ospiti positivi al Covid della casa di riposo Martiri Turritani di Porto Torres. In questo caso sono 23 gli ospiti della comunità alloggio per anziani contagiati dal virus, di cui due persone ricoverate a causa delle conseguenze del Covid e un’altra per patologie diverse. Tra i positivi vi sono anche quattro operatori Oss che fanno parte dell’equipe sanitaria, anche loro contagiati e con sintomi. La maggior parte dei contagiati è in buona salute, ma qualcuno accusa sintomi più gravi.

Gli operatori, le Oss della struttura in particolare, sono palesemente preoccupati: “Noi assistenti abbiamo tutti i sintomi – raccontano – ma nonostante ciò continuiamo a lavorare in queste condizioni. Chi gestisce la comunità ha chiesto aiuto alle strutture sanitarie e agli enti preposti“. “Se al prossimo tampone risulterò negativa – spiega un’operatrice – andrò via da questo posto per tutelare la mia salute, perché non ce la facciamo più“.
A Porto Torres i casi totali di positività sono saliti a 57, situazione che ha costretto il sindaco Massimo Mulas a chiedere l’intervento del direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Assl Sassari, Marco Antonio Guido. La comunità turritana registra quasi l’80% di persone che hanno ricevuto la prima dose, mentre il 61,78% hanno avuto entrambe le somministrazioni. “Stiamo monitorando insieme l’evolversi della situazione – ha dichiarato il primo cittadino -. L’aumento dei contagi è un fenomeno preoccupante ma faremo di tutto per evitare provvedimenti restrittivi”.
I contagi nelle RSA, e i due casi sopracitati non sono i primi in Italia, dovrebbero far riflettere nel contesto decisionale per la campagna vaccinale. Ospiti e operatori di queste strutture, infatti, sono stati tra i primi ad essere vaccinati, verosimilmente nel mese di gennaio 2021. Nel comprendere cosa stia accadendo in questo momento è utile fare ricorso alle parole del premier di Israele, Naftali Bennet, che ha sostanzialmente ammesso un errore di valutazione iniziale: “quando abbiamo iniziato con la campagna vaccinale sapevamo che dovevamo aspettare i risultati sul campo per capire l’efficacia del vaccino“. Le affermazioni sono state affidate ad un tweet a commento dei dati sull’efficacia della terza dose del vaccino, che è offerta agli israeliani da circa un mese. “Se sono trascorsi cinque mesi dalla seconda dose del vaccino, non c’è più protezione. Dopo 5 mesi è necessaria con urgenza la terza dose“, chiosa il premier Naftali.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?