Domenica prossima 22 agosto, la Luna piena sarà speciale, perché sarà anche una “Luna Blu“. Il nostro satellite, però, non cambierà colore, si tratta semplicemente di una curiosità “da calendario”.
Tipicamente con il termine “Luna Blu” si indica il secondo plenilunio in uno stesso mese del calendario, ma esiste anche una definizione alternativa: ogni stagione astronomica solitamente ha 3 lune piene, ma ogni 2-3 anni, c’è una stagione che ha 4 lune piene. Quando ciò si verifica, la terza delle 4 lune piene della stagione è considerata una “Luna Blu”. È il caso dell’estate 2021, quando la terza delle 4 lune piene della stagione splenderà nel cielo il 22 agosto.
Infine un’altra curiosità: la Luna piena di agosto è chiamata anche Luna dello Storione o Luna del Grano.
Perché “Blue Moon”?
Complesso e leggendario è il motivo per cui si parla di “Luna Blu”. Antichi detti e leggende si rincorrono, e a fare chiarezza è Nasa Science: se si dicesse ad uomo dell’epoca di Shakespeare che qualcosa accade “once in a Blue Moon“, cioè ogniqualvolta c’è la Luna Blu, spiega Nasa Science, questa persona non penserebbe affatto ad un fenomeno astronomico, bensì semplicemente a qualcosa di raro e assurdo. Eppure, da allora il significato è cambiato.
Nel Maine Farmer Almanac, l’almanacco degli agricoltori americani, nel 1940 si cercò di dare una spiegazione, un po’ contorta, alla definizione di Luna Blu, “così contorta -spiegano gli esperti di Nasa Science- che gli astronomi non capirono nulla“. Con l’obiettivo di spiegare le Lune Blu ai profani, ‘Sky & Telescope’ nel 1946 ha pubblicato un articolo intitolato “Once in a Blue Moon”: l’autore James Hugh Pruett citò la dicitura del Maine Farm Almanacco del 1937 che aveva parlato appunto di Luna Blu interpretando così che la “seconda Luna piena in un mese si chiama Blue Moon“. Naturalmente, sottolinea Nasa Science, “non è corretto, ma almeno sembrò chiaro” e la definizione è rimasta. Come dire, la moderna definizione di Luna Blu è nata così. Diverso è il piano scientifico.
“La maggior parte delle Lune Blu – spiega Nasa Science – hanno un aspetto grigio chiaro e nero, proprio come la Luna che osserviamo ogni notte e, anche se si verifica una doppia Luna piena in un mese, la seconda non cambia il suo colore“. Tuttavia, avvertono gli scienziati, “in rare occasioni la Luna può davvero diventare blu“, ma ciò può dipendere da “un’eruzione vulcanica“. Nel 1883, per esempio, è stata osservata una Luna Blu quasi ogni sera dopo che il vulcano indonesiano Krakatoa esplose con la forza di una bomba nucleare da 100 megatoni. Pennacchi di cenere sono saliti fino sull’atmosfera terrestre e la Luna è diventata blu. Dunque il motivo è stato la cenere del Krakatoa. Alcuni dei pennacchi, sottolinea Nasa Science, erano pieni di particelle di larghezza di un micron, circa la stessa lunghezza d’onda della luce rossa. Le particelle di queste dimensioni speciali disperdono fortemente la luce rossa, consentendo contemporaneamente il passaggio della luce blu. Insomma, le nuvole prodotte dall’eruzione del Krakatoa hanno “agito come un filtro blu“. Lune di colore blu sono state osservate nel 1983 dopo l’eruzione del vulcano El Chichon, in Messico e segnalazioni di Lune Blu sono arrivate anche dopo l’eruzione del Monte Sant’Elena nel 1980 e del Pinatubo nel 1991. Anche gli incendi boschivi possono “fare questo trucco” ed un esempio famoso è stato l’imponente incendio del settembre 1953 ad Alberta, in Canada.


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