Coronavirus, addio restrizioni e mascherine: in Danimarca “liberi tutti” dal 1° ottobre

La Danimarca intende revocare tutte le misure anti-Covid dal 1° ottobre

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In controtendenza rispetto al resto d’Europa, la Danimarca intende revocare tutte le misure anti-Covid dal 1° ottobre: le discoteche riapriranno da settembre, verrà meno l’obbligo di tampone per i ristoranti, e addio alle mascherine da ottobre.
Un “liberi tutti” quindi che inizia gradualmente da settembre, reso possibile dal calo di contagi costante, che è stato attribuito agli alti tassi di vaccinati nel Paese scandinavo e alla decisione del premier Mette Frederiksen di immunizzare anche i ragazzi tra i 12 e i 15 anni, oltre alle donne in gravidanza, su base volontaria. E’ stato considerato un successo anche l’utilizzo dell’app Coronapass. In Danimarca è completamente vaccinato il 59% della popolazione, una percentuale molto simile a quella di tutti i Paesi in cui la quarta ondata galoppa (Regno Unito, Spagna, Portogallo, Italia).

Il governo danese ha avviato il processo di revoca delle restrizioni già in primavera. I bambini sono tornati a scuola ed è stata consentita la ristorazione all’aperto mentre in gran parte dei Paesi europei si optava per lockdown soft e coprifuoco.
Ad agosto nel Paese scandinavo sono state annullate altre misure, come il numero massimo di passeggeri per il trasporto pubblico, e i test anti-Covid sono passati da obbligo a raccomandazione.
Dal 1° settembre saranno revocate le misure relative alla movida notturna e l’obbligo di pass vaccinale o test negativo per andare a ristoranti ed eventi culturali. Dal 1° ottobre il Coronapass sarà archiviato.

La Danimarca è scarsamente popolata e oltre alla capitale Copenaghen ha solo poche grandi città, un fattore sicuramente rilevante. Complessivamente a inizio agosto il bilancio delle infezioni era sotto la soglia dei 320mila casi, con poco più di 2.500 morti (su una popolazione di meno di 6 milioni di abitanti).
Il governo non esclude però una quarta ondata, ma ritiene di poterla affrontare senza particolari limitazioni e difficoltà. In tutta l’Europa Centrale e Orientale, infatti, a prescindere dal tasso di vaccinazioni, la quarta ondata non è ancora arrivata.