Secondo i dati emersi dalla cabina di regia per il monitoraggio Covid, riunita questa mattina come ogni venerdì, l’Rt nazionale è in calo: scende all’1,1, dopo che la scorsa settimana si era attestato su 1,27.
L’ulteriore discesa conferma una tendenza in atto da alcune settimane (il 6 agosto era ad 1,56) e porta la replicazione del virus quasi a livelli soglia.
In lieve aumento l’incidenza, passata secondo i dati Iss da 68 a 69 casi per centomila abitanti (nel periodo 9-15 agosto), mentre i dati in tempo reale fotografano una sostanziale stabilità, 73,6 a ieri contro 73 di giovedì scorso.
Secondo quanto emerge dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss, nell’ultima settimana 18 regioni risultano classificate a rischio moderato. Le restanti 3 regioni, che sono Lombardia, Veneto e Lazio, risultano classificate a rischio basso.
“L’attuale impatto della malattia COVID-19 sui servizi ospedalieri è limitato, tuttavia i tassi di occupazione e il numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sono in aumento. La trasmissibilità stimata sui soli casi ospedalizzati è sopra la soglia epidemica,” rileva la bozza.
Anche nell’ultima settimana nessuna regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva tuttavia p in aumento al 4,9%, con il numero di persone ricoverate in aumento da 322 (10/08/2021) a 423 (17/08/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta al 6,2%. Il numero di persone ricoverate in queste aree è in aumento da 2.880 (10/08/2021) a 3.472 (17/08/2021).
Dodici regioni, si legge nel report, riportano allerte di resilienza. Nessuna riporta molteplici allerte di resilienza. Stabile nell’ultima settimana il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.021 vs 15.026 la settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti aumenta leggermente (33% vs 32% la scorsa settimana). In diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (46% vs 47%). Infine, il 21% è stato diagnosticato attraverso attività di screening.
L’Italia dovrebbe rimanere quindi tutta bianca: non ci sarebbe, infatti, un cambio di colore per la Sicilia da bianco a giallo in base ai dati del monitoraggio settimanale ora all’esame della cabina di regia.


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