Coronavirus, il virologo Giulio Tarro: De Donno “dava fastidio, la terapia del plasma è validissima”

De Donno, secondo il virologo Giulio Tarro, "ha subito un trattamento molto duro, ha dovuto convivere con un clima ostile"

Continuano a divampare le polemiche sul suicidio del dott. Giuseppe De Donno, pioniere della cura del plasma contro il Covid, efficace e accessibile, con costi contenuti. La comunità scientifica è stata accusata di averlo emarginato: il giornale online “Lo Speciale” ha interpellato in merito il virologo Giulio Tarro.
Secondo il medico, “ci sono stati dei fatti ben specifici che confermano come la cura del plasma abbia dato risultati positivi. Dalla fine di marzo ai primi di maggio del 2020 De Donno ha portato avanti questa siero terapia bloccando la letalità del virus e impedendo che vi fossero altre vittime. Una cura tuttavia che avevano già sperimentato con successo i cinesi. Io stesso la consigliavo già a gennaio quando iniziarono i primi contagi. Basti considerare che laddove è stata praticata non si sono verificati i decessi avuti in gran parte della Lombardia e nelle 14 zone rosse, a dimostrazione di come la terapia fosse validissima“.

A De Donno, prosegue Tarro, “mandavano un giorno sì e l’altro pure i Nas in ospedale, fatto questo che certamente non permetteva di portare a termine gli studi. Poi al momento di prendere una decisione hanno individuato come leader per la sperimentazione della cura, che gli americani in verità hanno adottato come profilassi su 34mila operatori sanitari, l’Università di Pisa. Personalmente, visto che gli Stati Uniti l’avevano già applicata con successo sui propri sanitari, ritengo che la sperimentazione non sarebbe stata nemmeno necessaria, ma come sempre avviene ci sono le politiche nazionali a complicare le cose. Per altro la terapia prevedeva soltanto il passaggio del plasma dal soggetto guarito a quello infetto, senza coinvolgere minimamente i globuli rossi, fatto questo che metteva al riparo dal rischio di trasmettere infezioni attraverso le trasfusioni. Quindi si aveva anche un’assoluta tranquillità sotto questo aspetto“.

De Donno, rileva Tarro, “ha subito un trattamento molto duro, ha dovuto convivere con un clima ostile. La sua capacità non era ben vista, dava evidentemente fastidio. Non sta a noi giudicare le scelte dei singoli, specie quando come in questo caso si rivelano estreme. Certamente quanto gli è capitato in campo professionale può averlo provato psicologicamente fino ad indurlo al suicidio. Non tutti siamo in grado di reagire allo stesso modo e di sopportare tutto quello che ci viene tirato addosso“.

Un paradosso evidente riguarda le nuove terapie approvate dall’Agenzia Europea per i Farmaci, 4 delle quali monoclonali con gli anticorpi che sarebbero ricavati anche in vitro dal plasma iperimmune.
E’ risaputo che gli anticorpi monoclonali sono i più efficaci contro i virus di questo tipo,” prosegue il virologo. “Il problema è che da noi hanno perso tempo con la vigile attesa e con la tachipirina, quando sarebbe bastato intervenire immediatamente nella fase precoce della malattia lasciando i medici liberi di agire in scienza e coscienza. Chi come il sottoscritto si è permesso di stilare protocolli d’intervento suggerendo il ricorso agli anticorpi monoclonali è stato trattato come un irresponsabile che metteva a repentaglio la salute dei pazienti. Ad ogni modo gli anticorpi monoclonali sono prodotti soprattutto in laboratorio e questo li rende rimodulabili sulle varianti del virus, tanto è vero che in America è stato deciso di autorizzare soltanto quelli che sono efficaci anche contro le varianti in circolazione“.

Infine, per quanto riguarda i contagi e il paventato picco a Ferragosto, Tarro afferma: “E’ indecente mettere in giro questi dati. Ma possibile che noi ci dobbiamo sempre distinguere negativamente da tutti gli altri? In Inghilterra hanno riaperto tutto, mentre noi abbiamo raddoppiato i tamponi e ogni giorno stiamo a parlare di contagi in crescita. Ma che problema c’è se crescono i positivi nel momento in cui possono essere curati e se sono vaccinati sono fuori pericolo? Sembra quasi che si provi gusto a terrorizzare la popolazione, a rovinare la vita della gente, ad angosciare gli italiani privandoli pure del piacere delle vacanze. Poi stiamo parlando di un virus che dopo un’esposizione di pochi minuti ai raggi ultravioletti non esiste più. La verità è che non siamo in grado di chiudere il cerchio come hanno fatto gli inglesi. Continuiamo a valutare l’aumento dei contagi con gli stessi criteri di quando il virus non si conosceva e non si sapeva come intervenire“.