Covid, il virologo Robert Gallo: “non si possono fare previsioni sulla fine della pandemia, dobbiamo affrontarla come fosse un’invasione di marziani”

Il virologo di fama mondiale Robert Gallo: "dobbiamo affrontare questa pandemia come se sulla Terra ci fosse un'invasione di extraterrestri e dovessimo combatterli per salvarci''

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Non si possono fare previsioni su fine pandemia. Però è chiaro che la recrudescenza si verifica quando non tutti sono vaccinati. Nel mondo ci sono differenze su come è stata affrontata la malattia, ma è importante essere uniti nel combatterla perché c’è un interesse morale e finanziario, non solo scientifico. Tutti i Paesi devono collaborare e affrontare questi ‘marziani’ tutti insieme. Dobbiamo affrontare questa pandemia come se sulla Terra ci fosse un’invasione di extraterrestri e dovessimo combatterli per salvarci”. Lo ha affermato il virologo di fama mondiale Robert Gallo. Medico, biologo, accademico, scopritore dell’origine retrovirale dell’Aids, attualmente direttore dell’Institute of Human Virology nella University of Maryland, nel corso della serata finale del prequel del terzo International Annual Meeting SudeFuturi III – (R)innoviamo il Mezzogiorno che si terrà al Castello Ruffo tra il 9 e l’11 settembre, Robert Gallo ha ricevuto ieri sera il Premio Internazionale della Fondazione Magna Grecia.

Sanità e cultura sono state le protagoniste della serata dell’evento ”La narrazione del Sud”, il prequel che si è tenuto a Scilla (Reggio Calabria) il 27 e il 28 agosto e che ha preceduto la tre giorni dell’International Annual Meeting SudeFuturi III. Sul palco, i giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo, che hanno condotto la serata, insieme al presidente della Fondazione Magna Grecia Nino Foti e ad Arnaldo Caruso, presidente della Società Italiana di Virologia e grande amico del Dottor Gallo.

È il più famoso ricercatore del mondo – ha esordito Caruso – Ha fatto avanzare conoscenza in tutti i campi della medicina. Ha scoperto il virus dell’Hiv, ha isolato molti virus sconosciuti e per primo ha dimostrato l’esistenza di retrovirus umani. Bob Gallo ha fatto la storia dell’Aids e ha portato avanti studi innovativi che oggi ci hanno permesso di arrivare a una diagnostica veloce del coronavirus. E non solo – ha aggiunto il presidente della Società Italiana di Virologia – perché Gallo ci ha fornito anche tutte le informazioni che abbiamo per combattere numerose malattie, compresi i tumori”.

”Quando abbiamo avuto con il dottor Gallo la prima telefonata – ha raccontato Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia – abbiamo parlato del Sud Italia e abbiamo scoperto che lui è figlio della Magna Grecia e che conosce l’animo vero dell’italiano e, soprattutto, dell’uomo del Sud. È stato quindi facile spiegargli la scelta di assegnargli questo premio, perché lui ha onorato non solo l’italianità nel mondo ma l’umanità intera. E mi piace sottolineare che di recente, facendo ricerche sulla propria famiglia, Robert Gallo ha scoperto che uno dei suoi nonni è originario di Gimigliano, un paese della Calabria”. ”Questa è un’occasione speciale per me – ha dichiarato Gallo nel ricevere il premio, un’opera dell’orafo Gerardo Sacco, anche lui sul palco al momento della premiazione – perché è raro ricevere un riconoscimento dalla propria famiglia. Tre quarti della mia famiglia è originario della Magna Grecia e oltre che in Calabria, che ancora conosco poco, sono stato in Puglia e in Sicilia”.

Presente anche il sindaco di Scilla Pasqualino Ciccone. ”Credo che stasera noi abbiamo fatto una cosa diversa e importante – ha dichiarato il primo cittadino durante la consegna del premio a Robert Gallo – Abbiamo fatto tante manifestazioni e continueremo a farle, ma quella di stasera è la più importante perché si è fatto un importante lavoro di divulgazione e le persone presenti questa sera che non sono ancora vaccinate potranno uscire da qui con un’idea rafforzata su perché ci si deve vaccinare e sull’importanza di combattere questo virus: i casi stanno aumentando e dobbiamo vaccinarci tutti. A un sindaco si può non credere, ma se lo dice un’autorità mondiale come il Dottor Gallo bisogna farlo. Bisogna trovare i soldi per le vaccinazioni perché si tratta di vita o di morte e stasera abbiamo fatto un buon servizio a tutto il paese”.

A leggere le motivazioni del premio la giornalista Paola Bottero. ”Il Premio Internazionale Magna Grecia va innanzitutto all’eccellente medico, biologo, virologo e accademico, pioniere di genio assoluto nel campo della ricerca, unico ad avere ricevuto due volte il premio Lasker per due scoperte che hanno cambiato la storia sanitaria mondiale: prima il virus umano a Rna causa di tumori, di alcune leucemie e linfomi, poi i retrovirus Hiv, causa dell’Aids. Ma va, in modo ancora più forte e determinato, all’uomo che fin dalla sua più giovane età ha saputo trasformare il dolore in capacità di reagire e migliorare le cose. Robert Gallo, il cui nonno piemontese emigrò in America per cercare nuove opportunità, nei suoi percorsi e nel modo di raggiungere gli obiettivi incarna i più elevati valori magnogreci, radici della cultura occidentale. Non perdere mai di vista il lato umano e sociale delle tragedie sanitarie che hanno rivoluzionato gli ultimi decenni, cercando di coniugare i progressi medici e scientifici con progressi umani che permettano di garantire a tutti la salute pubblica, oltre che una maggiore comprensione e tolleranza verso ogni persona, è l’insegnamento più alto che un uomo possa dare. Robert Gallo lo fa da sempre e lo continua a fare”. ”Avere Bob Gallo in Italia per accettare questo premio non è cosa di tutti i giorni – ha dichiarato durante la premiazione Saverio Romano, vicepresidente della Fondazione Magna Grecia – ed è una testimonianza di come la scienza riesce a misurarsi con noi quando serve”.