Registrato un balzo all’insù per le vittime da Covid nel Regno Unito: oggi si contano 170 morti, ovvero il picco giornaliero dai 175 del 12 marzo scorso, quando il Paese era alle prese ancora con la coda della variante Alfa del virus, prima definita variante inglese. C’è da dire anche che in questo numero di decessi, i quali portano il totale a 131.000 da inizio pandemia, influisce il recupero statistico tardivo di parte dei dati riferiti al weekend; mentre il trend dei contagi alimentati dalla nuova variante Delta resta stabile (26.852 su 700.000 tamponi) e il totale dei ricoveri negli ospedali non supera i 6303. I vaccini arrivano intanto alla copertura piena del 59,96% della popolazione totale e del 69,73% con la prima dose.
Intanto, il governo inglese, dal 19 luglio ha deciso per il ‘liberi tutti’ e il paese vive e si muove nella totale normalità. La Gran Bretagna, fin dall’inizio, ha dimostrato di voler imparare a convivere con il virus, senza frenare tutte quelle attività indispensabili affinché la vita dal Paese non si fermi e l’economia possa continuare a ‘girare’ senza battute d’arresto.
L’agenzia del farmaco britannica autorizza Moderna dai 12 anni d’età
Oggi, intanto, l’agenzia regolatoria britannica del farmaco (Mhra) ha autorizzato oggi l’uso nel Regno Unito del vaccino anti Covid prodotto dai laboratori americani Moderna anche sui minorenni dai 12 anni in su. “Sono lieta di confermare che il vaccino Moderna è ora autorizzato fra i 12 e i 17 anni, poiché è risultato sicuro ed efficace anche in questa fascia di età“. ha detto la dottoressa June Raine, numero uno dell’agenzia, precisando tuttavia che spetta al Joint Committee on Vaccination and Immunisation (Jcvi), l’organismo medico-scientifico indipendente che dà indicazioni al governo di Boris Johnson, stabilire chi debba essere vaccinato concretamente nel Regno in termini di priorità e di gruppi anagrafici. Il Jcvi si è limitato per ora ad allargare la somministrazione – riservata nel Paese agli over 18 fino a due settimane fa – ai 16enni e 17enni, giudicando meno favorevole il rapporto rischi-benefici per i più giovani; mentre diversi specialisti britannici insistono nel ritenere più urgente la vaccinazione degli adulti nei Paesi poveri o rimasti indietro sul fronte dell’immunizzazione, rispetto a quella dei bambini e dei ragazzini (mediamente non toccati dagli effetti più gravi della pandemia anche in caso di contagio) dei Paesi ricchi più avanti nella campagna. Il Regno Unito è al momento in testa alla corsa vaccinale fra le nazioni medio-grandi del mondo, con oltre 88 milioni di dosi già inoculate, il 77% della popolazione adulta residente doppiamente vaccinato e quasi il 90% coperto almeno da una prima dose.
