Covid, record di casi in Cina sempre a Wuhan: il distretto di Zhuankou Street torna in lockdown 18 mesi dopo

Dopo quasi un anno e mezzo, per contrastare la variante Delta, Wuhan rivede il lockdown

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Sia pure parziale e limitato a un’area, a Wuhan torna il lockdown, dopo il blocco totale vissuto tra fine gennaio e 8 aprile 2020 per contrastare la diffusione del Coronavirus.
Il capoluogo dell’Hubei, dove per primo fu rilevato il SARS-Cov-2 a fine 2019, ha chiuso l’area di Zhuankou Street, nella zona di sviluppo economico, in quanto le autorità locali hanno confermato 3 nuovi casi della variante Delta, ritenuta altamente contagiosa.
La misura è stata annunciata dalla Commissione per la salute municipale.

L’ultimo aggiornamento della Commissione Nazionale per la Sanità cinese riporta altri 90 contagi, in lieve calo rispetto ai 98 di ieri, a cui si sommano 41 casi asintomatici. Dei nuovi casi, 29 provengono dall’estero: dei 61 sviluppatisi localmente, invece, 45 si registrano nel Jiangsu, dove si trova Nanchino, epicentro della nuova ondata, e 6 nella provincia dello Hunan.

Coronavirus, “situazione grave” a Wuhan: test a tappeto per 11 milioni di persone

All’indomani della conferma di 7 contagi, i primi dopo oltre un anno, Wuhan ha annunciato test per tutti i suoi residenti, come risposta immediata contro il Covid-19. Nel capoluogo dell’Hubei era accaduto qualcosa di simile lo scorso anno, dopo il termine del lockdown e il ritorno alla normalità deciso ad aprile.
Wuhan sta affrontando una situazione grave per la prevenzione e il controllo” della pandemia, ha spiegato un funzionario. “Per garantire la salute della popolazione della città” di 11 milioni di abitanti, ha aggiunto, “è stato deciso di avviare il test dell’acido nucleico per tutti i residenti e verranno esaminati prontamente i casi positivi e asintomatici per eliminare pericoli nascosti“.

La Cina, che ha annunciato di aver praticamente debellato l’epidemia dalla primavera del 2020, sta affrontando da qualche settimana la più diffusa recrudescenza del virus dallo scorso anno. Con almeno 300 nuove infezioni confermate in totale a luglio in tutto il Paese, questa ondata di contagi rimane tuttavia molto contenuta, rispetto ai dati registrati in altri Paesi. La nuova situazione epidemiologica è però rilevante in termini di estensione geografica: più di una dozzina di province sono ormai colpite, compresa l’area di Pechino.

I timori sono soprattutto concentrati sulla variante Delta, rientrata in Cina dopo il focolaio nel Guangdong di giugno, con i primi casi accertati il 20 luglio all’aeroporto internazionale di Nanchino, a causa dello strategico ruolo di transito che ricopre Wuhan nel sistema economico e dei trasporti all’interno della Cina. I contagi annunciati lunedì sono stati trasmessi localmente dai lavoratori migranti della zona economica di Wuhan, risultando i primi da giugno 2020.

La città di Yangzhou, vicino a Nanchino, ha 1,3 milioni di abitanti ed è stata l’ultima dove le autorità locali hanno ordinato ai residenti di rimanere in casa a seguito dei test di massa che hanno fatto emergere poche decine di nuove infezioni. Ogni famiglia può mandare fuori solo una persona al giorno per fare acquisti di beni di primaria necessità. L’annuncio arriva dopo che la destinazione turistica di Zhangjiajie, nell’Hunan, e la vicina Zhuzhou hanno emesso ordini simili nei giorni scorsi relativi a oltre due milioni di persone. Pechino, inoltre, oltre ad aver rinviato l’apertura delle scuole, ha impedito ai turisti di entrare nella capitale durante l’alta stagione delle vacanze estive e ha chiesto ai residenti di non fare viaggi se non per comprovata necessità.