In vista della ripresa della scuola a settembre, il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo ha scritto alle Regioni una lettera chiedendo una “corsia preferenziale” per la vaccinazione per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni, con l’obiettivo di immunizzare quel milione e 600mila ragazzi che non hanno fatto neanche una dose. Dopo Ferragosto, quindi, tutti i ragazzi tra i 12 e i 18 anni potranno vaccinarsi contro il Covid con i sieri sviluppati da Pfizer e Moderna senza dover effettuare alcuna prenotazione.
In merito alle vaccinazioni nei bimbi, il direttore dell’ospedale Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, si dice contrario: “sono assolutamente contrario alla vaccinazione degli under 12, per due motivi“, ha detto a Sky TG24, ospite di ‘Timeline’. “Nei bambini e’ statisticamente irrilevante non solo il contagio ma anche la malattia al di sotto dei 12 anni. In questo caso quindi la bilancia rischio-beneficio penderebbe tutta sulla parte del rischio“. Per Vaia, “il problema non e’ l’Rna che resta nell’organismo, per cui domani facciamo i bambini con la testa d’elefante, questa è un’informazione medievale che non c’entra nulla. Il problema e’ che comunque noi possiamo avere degli effetti collaterali. Nei bambini non c’e’ questo contagio cosi’ imponente e non c’e’ la malattia, oggi. Tra i non vaccinati che si ricoverano l’eta’ media e’ fra i 50-60 anni, tutte persone in quelle fasce d’eta’ che sono i figli della nostra cattiva comunicazione, gli ‘esitanti dell’AstraZeneca’, tanto per essere chiari, che non si sono vaccinati e sono oltre due milioni. Io dico alle industrie: ‘fermiamoci’ rispetto alla terza dose per la quale non dobbiamo accelerare ma pensare alla memoria immunologica e ai linfociti T, e per le popolazioni che non sono statisticamente rilevanti rispetto alla malattia non facciamo pendere la bilancia verso il rischio“, ha concluso Vaia.
