Energie rinnovabili, “l’esperimento della Germania è finito”: Shellenberger spiega perchè eolico e solare sono “un fallimento totale”

Nei primi 6 mesi del 2021, le emissioni della Germania dalla generazione di elettricità sono aumentate di ¼: l’aumento è dovuto anche alla mancanza di vento

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Michael Shellenberger è un ambientalista e attivista del clima, fondatore e presidente di Environmental Progress, organizzazione di ricerca e politiche che combatte per l’energia pulita e la giustizia energetica. Nel 2008, è stato anche nominato “Eroe dell’Ambiente” dalla rivista Time. In un suo articolo, mette in luce come le pretese di sostituire le attuali fonti di energia con quelle rinnovabili non siano realistiche, illustrando l’esempio della Germania.

Le emissioni della Germania dalla generazione di elettricità sono aumentate di ¼ (o 21 milioni di tonnellate) nella prima metà del 2021, secondo il think tank tedesco Agora Energiewende. Le centrali a gas sono aumentate del 15% e le centrali a carbone del 36%”, scrive Shellenberger. “Gli esperti dicono che è dovuto al fatto che l’economia della Germania stia crescendo di più nel post-Covid. Ma l’aumento è dovuto anche alla mancanza di vento. Il vento ha prodotto solo 46,8 Terawattora nei primi 6 mesi del 2021, che è oltre ¼ in meno dei 59 TWh prodotti nella prima metà del 2020. Anche la produzione eolica offshore è calata del 16%, fino a 11,7 TWh”, scrive l’esperto

È vero che c’è stato un leggero aumento nella produzione di energia solare e che il vento è stato eccezionalmente forte nel 2020. Al contrario del 2020, non ci sono state condizioni di vento e di sole sopra la media. L’aumento di elettricità dal sole è dovuto ad una maggiore quantità di pannelli solari, non alla maggiore luce solare, e la Germania non è riuscita ad installarne a sufficienza per compensare la perdita di elettricità dalle turbine eoliche. La luce solare è diminuita nella prima metà del 2021, anche se l’installazione di pannelli solari è aumentata”, spiega Shellenberger.

Nel frattempo, la Germania chiuderà centrali nucleari quest’anno e il prossimo, che si tradurrà in un maggior utilizzo di carbone e gas naturale e di conseguenza un aumento delle emissioni di carbonio. Del 56% dell’elettricità tedesca proveniente da fonti prive di carbonio nel 2020, il 24% è derivato da nucleare, dighe idroelettriche e biomassa, che sono molto più affidabili delle fonti solari ed eoliche. Gli analisti affermano che la chiusura delle centrali nucleari è direttamente responsabile dell’aumento dei prezzi dell’elettricità. La Germania ha l’elettricità più costosa in Europa e la Danimarca, che si basa molto sull’eolico, ha la seconda elettricità più costosa. Nella prima metà del 2020, i prezzi dell’elettricità tedesca erano del 43% più alti della media europea”, scrive l’ambientalista.

Di conseguenza, l’esperimento delle rinnovabili della Germania è effettivamente finito. Entro il 2025, il Paese avrà speso 580 miliardi di dollari per rendere la sua elettricità quasi due volte più costosa e 10 volte più ad alta intensità di carbonio rispetto a quella della Francia. L’aumento delle emissioni e dei costi dell’elettricità della Germania illustra drammaticamente che le nazioni moderne non possono fare affidamento su fonti di energia dipendenti dalle condizioni meteorologiche per alimentare le loro economie ad alta energia”, conclude Michael Shellenberger.