Anche nelle università si potrà derogare l’uso della mascherina “qualora alle attività didattiche e curriculari partecipino esclusivamente studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di vaccinazione in corso di validità“. Le verifiche sul possesso del Green pass all’università “sono svolte a campione con le modalita’ individuate dalle università“. E’ quanto si legge nel provvedimento sul Green pass in Gazzetta Ufficiale.
E questo nonostante, come è noto, anche i vaccinati possano infettarsi e infettare, in caso di positività al Covid. In questo momento distanziamento e mascherine nei luoghi chiusi sono misure efficaci che non si possono ancora abbandonare, anche in presenza di vaccinati.
“Credo che l’aspetto bello e positivo sia quello di essere da esempio, dimostriamo così che i nostri giovani, di cui si e’ detto tanto, sono ragazze e ragazzi responsabili, adulti, che danno l’esempio di come e’ importante vedersi in presenza ma in sicurezza. Io sono molto ottimista”. A dirlo, in un’intervista al quotidiano ‘Il Messaggero’, è il ministro ell’Università Maria Cristina Messa.
“Tornare in presenza e’ molto importante – precisa ancora -. Se uno studente non ha il green pass perche’ non e’ vaccinato, puo’ sempre fare il tampone nelle 48 ore precedenti – spiega – Per coloro che non saranno o non potranno comunque essere in presenza, si continuera’ con sistemi di formazione a distanza. Noi dobbiamo garantire il diritto allo studio di tutti”. Per quanto riguarda gli esami dice: “Sono quasi tutti in presenza ormai, poiche’ farli a distanza non e’ una soluzione ottimale, soprattutto se sono prove scritte. Chi non sara’ vaccinato dovra’ comunque presentare l’esito negativo del tampone”.
In un’altra intervista rilasciata a ‘La Stampa’, Messa sottolinea: “Senza l’obbligo, il rientro non sarebbe avvenuto nella massima sicurezza”. Poi aggiunge: “Contiamo sul fatto che gli studenti si vaccinino. In realta’ spesso non e’ che non vogliano, ma hanno priorita’ diverse. Speriamo che il Green Pass all’universita’ li convinca a fare questo che non e’ altro che un atto altruistico. Ancora una volta l’universita’ fa da apripista“. In merita agli studenti minorenni dice: “Bisogna seguire l’evoluzione dell’epidemia e su quella base decidere se rivedere le misure adottate e estendere l’obbligo anche agli studenti al di sotto dei 18 anni“.


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